l'incontro
Matteo Richetti promuove Devetag, «non possiamo più rimanere fermi»
Il leader di Azione a sostegno dell'ex assessore, Devetag: «Bisogna allargare il Gect».
L'obiettivo è chiaro: cambiare l'amministrazione. Ieri mattina, il candidato sindaco Antonio Devetag ha rimarcato ancora una volta le ambizioni delle sue compagini Gorizia3.0 e Azione, che lo sostengono nella corsa a sindaco, trovando il supporto anche del presidente nazionale del partito liberale nato nel 2019. Il senatore Matteo Richetti è stato ospite della sede elettorale di via Oberdan, elogiando la visione del proprio aspirante primo cittadino: “Come ci si può candidare qui nel segno della continuità ?”
Dito puntato verso la giunta uscente, evidenziando che “per ricandidarsi servono i risultati. Questo è l'unico capoluogo di provincia dove non si può nascere, è la periferia dell'impero o ci mettiamo a lavorare? Se non rimarranno parlamentari di Gorizia, lo farò io”. Il riferimento è al rischio che non ci siano in futuro rappresentanti locali alle Camere dopo la loro riduzione, approvata nella riforma e dal successivo referendum. “Antonio non ha offerto solo la terza via - ancora Richetti - ma la via”, che non sia destra o sinistra.
Il senatore ha poi attaccato i populismi, “che sono sia a destra che a sinistra, come quelli che si limitano a dire che il green è bello, ma poi non lo fanno”. Da qui, l'appello a votare per l'ex assessore alla cultura: “Non perché rappresenta il terzo polo, ma perché altri 5 anni senza fare nulla non ce lo possiamo permettere”. Ha quindi fatto l'esempio di altre realtà italiane, come Torino con l'Eurovision e Milano e Cortina con i preparativi per le Olimpiadi invernali, dove gli appuntamenti internazionali hanno fatto e stanno facendo da traino.
“La campagna elettorale è iniziata oggi” così il leader della formazione di Carlo Calenda. Dal canto suo, Devetag ha puntualizzato le necessità individuate per Gorizia, a partire dagli interventi su strade, marciapiedi e immobili fatiscenti: “I primi 100 giorni serviranno per mettere sul piatto gli interventi per il decorso urbano”. C'è poi l'obiettivo di “restituire l'Isonzo alla città , creando delle aperture tra Piedimonte, Straccis e il fiume”. Focus anche su sinagoga e Museo di Santa Chiara, con quest'ultimo che “potrebbe diventare un polo europeo”.
Il tutto grazie ai Tesori dell'Arcidiocesi, reperti per i quali la struttura era nata. L'ex assessore ha quindi rilanciato l'idea di allargare il Gect alla provincia di Gorizia e al Goriziano sloveno, “così da avere più forza per trattare con Roma e Lubiana”. Da Azione, il coordinatore provinciale Paolo Carlotta si è detto fiducioso: “Siamo convinti di andare al ballottaggio, serve una rivoluzione culturale”. Dello stesso avviso la numero uno regionale, Isabella De Monte: “La città è diventata appendice di Monfalcone, quale credibilità può dare la destra?”
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