I no di Verdi e Sinistra italiana fuori A2A, candidati a Monfalcone

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I no di Verdi e Sinistra italiana fuori A2A, candidati a Monfalcone

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 12 Set 2022
Copertina per I no di Verdi e Sinistra italiana fuori A2A, candidati a Monfalcone

Prima davanti i cancelli, poi in piazza contro nucleare e carbone: «Proclami messi nel cassetto».

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Si sono presentati davanti ai cancelli della centrale A2A, prima di raggiungere piazza della Repubblica. L’appuntamento di ieri mattina a Monfalcone dell’alleanza Verdi-Sinistra italiana è stato simbolico ed emblematico, nella città che ospita l’impianto a carbone riattivato poco giorni fa. La compagine di centrosinistra ha presentato qui i propri candidati alle elezioni del 25 settembre, a partire dall’esponente all’uninominale per il Senato Furio Honsell, elencando i diversi punti alla base del programma politico.

“Da decenni parliamo di transizione ecologica - ha rilevato Sebastiano Badin di Fiume Veneto, segretario regionale di Sinistra Italiana - ma il ministro Cingolani sta mettendo un freno allo sblocco delle rinnovabili”. La stessa cittadina bisiaca è stata indicata come possibile ospite di una centrale nucleare, tema su cui gli esponenti della coalizione si sono detti contrari: “Abbiamo avuto due referendum, i costi sono troppo alti ed è una tecnologia non sicura in una zona sismica come la nostra regione. Prevede anche un grande consumo d’acqua”.

Aspetto, quest’ultimo, che “ha bloccato le strutture in Francia. Con le rinnovabili, invece, si produce energia più velocemente”. I due partiti, comunque, non hanno puntato l’attenzione solo sull’aspetto ambientale, parlando anche di “giustizia sociale”, citando in particolare il sistema Fincantieri: “Vogliamo l’abolizione del Jobs act, serve una riforma come in Spagna dove c’è solo il contratto a tempo indeterminato e solo in alcuni casi anche determinato”. Nessun distinzione, quindi, tra “l’anima sociale ed ecologista”.

Badin ha anche evidenziato che “il gas è una fonte fossile in mano a Stati autoritari e instabili, altamente inquinante. Questa è stata un’estate disastrosa, dobbiamo pensare ai prossimi decenni o rischiamo l’estinzione. L’elettrico non è in mano ai monopoli”. Dal canto suo, Honsell ha ricordato di aver sottoscritto, quando era alla guida di Udine, il Patto dei sindaci per l’ambiente per limitare le emissioni: “Ci siamo riusciti con politiche attente e aumento delle rinnovabili”. Sul futuro, “viviamo viviamo nel paradosso in cui si parla solo di guerra”.

A prendere la parola sono stati anche gli altri nomi in corsa per i due rami del Parlamento, tra cui l capoliste Tiziana Cimolino (Senato) e Serena Pellegrino (Camera). Per la prima, “dobbiamo dare le autorizzazioni per nuovi impianti verdi, mentre qui a Monfalcone la centrale è stata riaperta in tre giorni ed è a carbone”. Pellegrino - già deputata con Sel -, invece, ha ricordato come "tutti proclami degli ultimi anni sono stati messi nei cassetti, passavamo per cassandre ma oggi la realtà ha superato le nostre previsioni”.

“Dove mettiamo le scorie del nucleare - ancora la candidata - Non se ne parla, abbiamo già la democrazia dell’elettrico. Serve una transizione ecologica e non transazione come fatto da Cingolani fino adesso. Monfalcone è un emblema, le fabbriche che hanno dato lavoro ma anche avvelenato il territorio oggi sono in mano a fondi stranieri. Dobbiamo rendere in grado di far lavorare gli operatori della bellezza”. Dito puntato anche verso il ruolo della chiesa cattolica nello Stato, come accusato da Daniele Andrian, operaio di San Vito Al Torre e co-portavoce regionale di Europa Verde.

Di cultura ha parlato Giulia Giorgi di Monfalcone, membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde, “è un investimento anche per le persone”. La già consigliera a Monfalcone e insegnante di tedesco alle superiori è in lista per il Senato. All'appuntamento era presente anche Michele Ciol di Casarsa della Delizia, membro della segreteria regionale di Si e assistente fiscale, già consigliere del suo Comune, in corsa per il Senato.

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