«Negato il diritto allo studio», ritorna la polemica sulla scuola a Monfalcone

LA LETTERA

«Negato il diritto allo studio», ritorna la polemica sulla scuola a Monfalcone

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 23 Set 2022
Copertina per «Negato il diritto allo studio», ritorna la polemica sulla scuola a Monfalcone

Duro scambio di accuse tra Arturo Bertoli e Daniela Beltrame, il caso sollevato.

Condividi
Tempo di lettura

Da pochi giorni è cominciato il nuovo anno scolastico anche a Monfalcone, dove la situazione delle scuole pubbliche - negli ultimi anni – genera sempre molte polemiche. Sono ormai note le vicende delle quali questa città è stata la protagonista, anche a livello nazionale, in materia di istruzione e di diritto allo studio. Non sempre le accuse erano totalmente fondate, ma nemmeno le posizioni dell’amministrazione comunale sul tema erano sempre comprensibili all’istante. Va da sé che Monfalcone è un’area dove c’è una indubbia pressione migratoria complessa da affrontare, i termini sociali e dal punto di vista economico-reddituale.

A preoccuparsi della gestione del corposo e ininterrotto flusso di bambini e ragazzi che arrivano da lontano in città con le loro famiglie, è l’Associazione Monfalcone Interetnica (Ami) che, attraverso la voce del suo presidente Arturo Bertoli, ha scritto una lettera aperta sulla situazione delle scuole cittadine. In sostanza, l'autore fa riferimento alla recente decisione dell'Ufficio scolastico regionale di non concedere ulteriori nuove classi né all'asilo, né alle elemenrari con buona pace della “indifferente amministrazione comunale” che – sempre per Bertoli - resta in silenzio sul caso.

Tutto ciò, prosegue, ha per conseguenza l'esclusione di bambini in età scolare dal diritto costituzionale di frequentare la scuola ed in particolare la scuola dell'obbligo. Detto questo, nella missiva chiama in causa la direttrice dell’Usr, Daniela Beltrame. “Questa situazione genera un grave rischio di abbassamento degli standard formativi. La richiesta degli istituti comprensivi di avere un numero più elevato di classi è stata respinta dall'Ufficio scolastico regionale” afferma Bertoli. E ancora: “Il mancato riconoscimento da parte dell'Ufficio scolastico regionale della specifica realtà di Monfalcone mette gli insegnanti in seria difficoltà".

Situazione che "di fatto nega l'accesso alla scuola a quei bambini e ragazzi che arrivano in città nel corso dell'anno scolastico, essendo le classi già al limite delle disponibilità. Per garantire la qualità dell'insegnamento vanno ridisegnate le classi cittadine e vanno approntate misure di sostegno per la didattica, con mediatori, potenziamento dei laboratori di lingua italiana, collaborazione con le associazioni e gli enti del territorio". Bertoli quindi riprende alcune dichiarazioni di Beltrame alla stampa, "secondo cui uno dei problemi che hanno ostacolato la distribuzione dei bambini non italiani nelle scuole del territorio sarebbe il fatto che 'le donne bengalesi non escono di casa se non accompagnate dal marito'".

Affermazione "risibile - attacca - per chiunque abbia anche solo una volta attraversato il centro cittadino. La soluzione che sarebbe piaciuta alla dirigente sarebbe stato il dispiegare su tutto il mandamento i ragazzi di origine straniera”. Si riaccende dunque una dura e triste polemica. La risposta della dirigente regionale è affidata a una nota, nel quale sostiene di essere stata citata da Bertoli a fini strumentali e in maniera indebita a due giorni dalle elezioni politiche, omettendo "volutamente di menzionare la lettera di risposta che ha ricevuto dallo scrivente ufficio, nella quale veniva rassicurato sull’obbligo per tutte le istituzioni scolastiche di accettare le iscrizioni, anche tardive, in tutti i casi nei quali un rifiuto comporterebbe la negazione del diritto all’istruzione".

"Nella stessa risposta - prosegue - veniva citata la circolare annuale sulle iscrizioni con la quale l’Ufficio scolastico regionale per il Friuli Venezia Giulia vieta ai dirigenti scolastici di tutta la regione di rifiutare l’iscrizione tardiva alle scuole dell’obbligo per incapienza delle aule e/o degli edifici senza adoperarsi per aiutare la famiglia a trovare un’altra scuola che accolga l’iscrizione” spiega Beltrame. Respinge quindi le accuse al mittente e non tollera perciò intromissioni generiche sulla base di informazioni parziali e incomplete, con evidente intento diffamatorio sul mancato accoglimento di una eventuale lista di attesa.

“Dai fatti risulta tutt'altro – spiega ancora Beltrame – infatti il competente dirigente scolastico con una lettera del 28 giugno 2022, agli atti dell’Ufficio, informava che non disponeva di dati certi relativi alla necessità di costituire ulteriori sezioni di scuola dell'infanzia. La situazione delle iscrizioni alla scuola dell’infanzia di Monfalcone è stata oggetto anche di un successivo approfondimento. La corrispondenza tra l’Ufficio di Gorizia e i dirigenti scolastici dei due istituti comprensivi si è conclusa con la dichiarazione del 16 agosto 2022", nella quale "solo i genitori di cinque bambini confermavano l’iscrizione" su 19 "nella pseudo lista di attesa (che era stata inviata anche al Comune di Monfalcone)".

"Pertanto - puntualizza -, considerato l’esiguo numero medio di bambini che già frequentano la scuola dell’infanzia, essendo possibile l’assorbimento dei suddetti cinque alunni, il dirigente scolastico non ha chiesto altri posti di organico per sdoppiare le sezioni già costituite”. Beltrame pertanto smentisce Bertoli. Nessuno resta escluso e non ci sono “classi pollaio” di 28 alunni da segnalare. Le sezioni di scuola dell’infanzia di Monfalcone hanno una media di 22,8 bambini. “Le classi di scuola primaria di Monfalcone – citiamo l’ufficio scolastico della regione - hanno una media di 20,6 alunni. Le classi di scuola secondaria di primo grado di Monfalcone hanno una media di 22,7 alunni”.

Dopo le elezioni politiche allora – un pausa dovuta al sacrosanto diritto di voto – l’anno scolastico continuerà e a scuola ci andranno tutti.

Foto di archivio

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale
Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione