connessioni
'Naturae' unisce arte, scienza e paesaggio: tra Gorizia e Gradisca nasce il nuovo percorso culturale della Fondazione Carigo
Mostre, incontri e teatro tra la Galleria Spazzapan e il Giardino Viatori. Al centro il dialogo tra uomo e natura con artisti, studiosi e divulgatori internazionali.
Un progetto pensato per creare relazioni tra luoghi, istituzioni, arte e paesaggio, trasformando la cultura in uno strumento di connessione con il territorio. È stato presentato stamattina nello Smart Space della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia “Naturae – Connessioni tra terra e arte”, nuovo percorso culturale promosso dalla stessa Fondazione insieme a ERPAC, Comune di Gradisca d’Isonzo e con la collaborazione scientifica di Codice Produzioni.
L’iniziativa si svilupperà tra Gradisca d’Isonzo e Gorizia dal 29 maggio fino alla fine di settembre, intrecciando spettacoli, mostre e incontri dedicati al rapporto tra uomo, natura, arte e scienza. Ma nelle intenzioni degli organizzatori non si tratta di un progetto destinato a esaurirsi in pochi mesi. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di costruire un contenitore culturale permanente, capace di crescere nel tempo e generare nuove progettualità condivise.
«Naturae non nasce come un progetto episodico o fine a sé stesso, ma come un vero percorso culturale destinato a consolidarsi» ha spiegato la presidente della Fondazione Carigo, Roberta Demartin. Il progetto si inserisce infatti nella strategia “goGreen”, avviata dalla Fondazione nel 2017 per valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico e culturale dell’ex provincia di Gorizia attraverso iniziative sostenibili e legate alla memoria e all’identità locale.
Alla base di “Naturae” vi è soprattutto il concetto di connessione, uno dei tre pilastri individuati nel documento programmatico triennale 2026-2028 della Fondazione assieme a consapevolezza e attivazione. Connessioni tra enti, associazioni e comunità, ma anche tra luoghi simbolici del territorio. In questo senso assumono un ruolo centrale il Giardino Viatori di Gorizia e la Galleria regionale d’arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo.
Da una parte il giardino botanico lasciato da Luciano Viatori alla Fondazione, che si punta a trasformare sempre più in uno spazio culturale aperto alla cittadinanza e alle diverse generazioni. Dall’altra la galleria Spazzapan, considerata uno dei principali poli regionali dedicati all’arte contemporanea e alla valorizzazione degli artisti del territorio. L’idea è quella di mettere in rete questi due luoghi, creando un dialogo continuo tra natura e linguaggi artistici contemporanei.
«Mettere a contatto e connettere diverse iniziative della Fondazione e vari luoghi del territorio» ha sottolineato Demartin durante la presentazione, parlando di un «percorso composito e complesso» che coinvolge professionisti e realtà differenti. «La Fondazione non è soltanto un erogatore di contributi, ma vuole essere protagonista e stimolatrice di nuove progettualità».
Il primo appuntamento sarà il 29 maggio alle 21 al Nuovo Teatro comunale di Gradisca d’Isonzo con “Il linguaggio dei fiori. Storie, simboli e visioni nell’arte”, conferenza-spettacolo del divulgatore e storico dell’arte Jacopo Veneziani. Un viaggio iconografico che attraverserà secoli di rappresentazioni floreali, dai giardini dell’Eden fino alle nature morte del Novecento, mostrando come le piante abbiano sempre custodito significati simbolici e culturali profondi.
Il cuore espositivo del progetto sarà però “Flowers”, mostra ospitata dal 30 maggio al 30 agosto nello SpazioLab della galleria Spazzapan. Protagonista l’artista newyorkese Katinka Matson, figura nota anche nel panorama editoriale internazionale come presidente dell’agenzia letteraria Brockman Inc. e cofondatrice della piattaforma culturale Edge, definita dal Guardian “il sito web più intelligente del mondo”.
Matson lavora al confine tra arte e osservazione scientifica utilizzando una sofisticata tecnologia di scansione CCD. Attraverso scanner tridimensionali ad altissima definizione realizza immagini botaniche di impressionante nitidezza, senza toccare fisicamente i fiori. Petali e pistilli emergono da sfondi assoluti trasformandosi in forme quasi scultoree, sospese tra fotografia, pittura e installazione contemporanea.
«Katinka Matson utilizza una tecnologia che riesce a riprodurre tridimensionalmente un fiore senza toccarlo» ha spiegato Vittorio Bo di Codice Produzioni. «Sono produzioni che non possono essere semplicemente catapultate in un luogo, ma devono interpretare i luoghi». Secondo Bo il rapporto tra arte e scienza «è molto più ricco di quanto comunemente venga rappresentato» e uno degli obiettivi del progetto è riavvicinare soprattutto i giovani alla natura, comprendendo che l’essere umano ne fa parte integrante.
Le opere dell’artista americana dialogheranno con i dipinti e le chine di Luigi Spazzapan. Un confronto costruito attorno al tema della natura e della forma organica, ma anche attorno alla relazione tra analogico e digitale, passato e contemporaneità.
Secondo Lorenzo Michelli di ERPAC, la ricerca di Spazzapan non può essere letta come semplice rappresentazione figurativa. Nelle sue opere il disegno non è mai preparatorio alla pittura, ma diventa un gesto autonomo, quasi psichico, capace di interpretare la realtà. Formatosi nella Gorizia mitteleuropea attraversata dalle avanguardie artistiche del primo Novecento, Spazzapan sviluppò una linea nervosa e inquieta, influenzata tanto dal futurismo quanto dall’espressionismo nordico.
«La natura nelle chine di Spazzapan non è oggetto ma processo» ha osservato Michelli. «La linea non rappresenta semplicemente il mondo, ma produce realtà». Una riflessione che secondo ERPAC trova un’interessante continuità proprio nelle opere tecnologiche di Matson. «Spesso si guarda a robotica e intelligenza artificiale con negatività, ma non è così per questi artisti» ha aggiunto. «Matson riesce a entrare nella natura. Nelle sue opere c’è un senso quasi panico».
Anche il Comune di Gradisca d’Isonzo ha rimarcato il valore del progetto. L’assessore alla Cultura Marco Zanolla ha ricordato come il territorio isontino abbia storicamente trovato nella natura uno dei principali motori della produzione artistica locale. Il sindaco Alessandro Pagotto ha invece sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti culturali e istituzioni: «Territori e istituzioni crescono quando scelgono di collaborare e costruire progettualità comuni capaci di valorizzare le proprie eccellenze».
Nel mese di settembre “Naturae” si sposterà quindi al Giardino Viatori di Gorizia con sei incontri scientifico-culturali dedicati al paesaggio contemporaneo, alla biodiversità e al rapporto tra uomo e ambiente. Il giardino diventerà così un “teatro della conoscenza”, ospitando botanici, architetti del paesaggio e divulgatori chiamati a confrontarsi sulla crisi ecologica e sulle nuove forme di progettazione degli spazi verdi.
Tra gli ospiti già annunciati figurano Renato Bruni dell’Università di Parma, Giorgio Vacchiano dell’Università di Milano e la giornalista e divulgatrice scientifica Alessandra Viola. Un programma che punta a fare del Giardino Viatori non soltanto uno spazio naturalistico, ma anche un laboratorio culturale aperto alla comunità.
Nel corso della presentazione è intervenuta anche la direttrice generale della Fondazione Carigo, Rossella Di Giusto, che ha evidenziato il ruolo della tecnologia come strumento di conoscenza e condivisione. Un concetto che attraversa tutto il progetto “Naturae”, dove strumenti digitali, arte contemporanea e patrimonio naturale vengono messi in relazione per costruire nuove forme di partecipazione culturale e di consapevolezza collettiva.
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