Nasce il parco artistico transfrontaliero: inaugurate due nuove sculture tra Gorizia e Vrtojba

Nasce il parco artistico transfrontaliero: inaugurate due nuove sculture tra Gorizia e Vrtojba

Il progetto Crew

Nasce il parco artistico transfrontaliero: inaugurate due nuove sculture tra Gorizia e Vrtojba

Di REDAZIONE • Pubblicato il 31 Ago 2026
Copertina per Nasce il parco artistico transfrontaliero: inaugurate due nuove sculture tra Gorizia e Vrtojba

Le opere di Damjan Komel e Stefano Comelli si aggiungono a quelle di Beatrice Taponecco e Boštjan Kavčič: l’ex confine diventa luogo di incontro, memoria e condivisione

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Damjan Komel e Stefano Comelli, i due scultori vincitori del concorso internazionale indetto dal Kulturni dom nell'ambito del progetto CREW – Visioni incrociate / Križišče vizij, con lo stesso cognome in due versioni, offrono una bella metafora di condivisione e legami. Le loro due sculture, Vztrajnost v času / La perseveranza nel tempo (Damjan Komel) e Incroci senza confini / Brezmejna križišča (Stefano Comelli), sono state inaugurate venerdì scorso alla presenza di un folto pubblico nell’area del valico confinario tra Sant’Andrea e Vrtojba. L’opera dello scultore sloveno è stata posizionata nello spazio antistante il bar della Sdag, accanto alla scultura di Boštjan Kavčič, mentre l’opera di Comelli ha trovato posto vicino alla scultura di Beatrice Taponecco, nello spazio eventi dell’associazione Gas Vrtejba. Si delinea quindi il parco artistico transfrontaliero, uno dei modi con il quale il progetto Crew si è proposto di dare nuovi significati ad aree che per cambiamenti economici e storici hanno man mano perso la vitalità di un tempo.

Durante la doppia inaugurazione, il pubblico è stato salutato e accolto da Pavla Jarc, responsabile della Mestna galerija (Galleria civica) di Nova Gorica, l’amministratore unico di Sdag Fabrizio Russo e il sindaco di Šempeter-Vrtojba Milan Turk. Le due sculture, ha evidenziato Jarc, cercano di dare «due diverse risposte artistiche alla stessa domanda: cosa può fare l’arte con uno spazio che un tempo era definito da un confine?». L’opera di Komel, «con la sua simbologia del seme e della spirale parla di crescita, perseveranza e connessione» ed è una buona metafora anche per la collaborazione trasnfrontaliera, che «non è un atto unico, ma un processo che richiede tempo, pazienza e soprattutto disponibilità a collaborare». Sull’opera di Comelli, invece, possiamo leggere «percorsi incisi che possono essere interpretati come le tracce delle persone che hanno attraversato questo spazio». La superficie a specchio al centro dell’opera «aggiunge invece un’altra importante dimensione. In essa possono incontrarsi passato e presente. E nello specchio, alla fine, possiamo ritrovare anche noi: il visitatore, la persona, colui che oggi si trova qui».

Nel suo intervento, Russo ha invece sottolineato come questo sia ormai «un confine che non è più un punto di separazione, ma, dal latino con finis, un punto di unione, qualcosa che accomuna le due comunità». Il sindaco Turk ha invece evidenziato le varie attività svolte dall’associazione locale Gas Vrtejba che danno nuovi significati alle aree dismesse della logistica, ricordando anche il laboratorio creativo che si terrà sabato 5 settembre nell’ambito del progetto Crew. L’inaugurazione è stata arricchita dall’intermezzo musicale del sassofonista David Mozetič.

Le opere
La scultura Vztrajnost v času / La perseveranza nel tempo di Damjan Komel racconta, attraverso la simbologia del seme e della spirale, la crescita, la perseveranza e l'interconnessione tra le persone. Invita il visitatore a interpretare lo spazio come luogo d'incontro tra culture, dialogo e sviluppo condiviso. Con il suo linguaggio simbolico supera i confini fisici e mentali, stimolando una riflessione sui valori comuni, sulla collaborazione e sul futuro.
La scultura Incroci senza confini / Brezmejna križišča di Stefano Comelli interpreta l'ex valico di confine come punto d'incontro di percorsi, memorie e storie personali. Attraverso l'intreccio di percorsi incisi nella pietra e una superficie specchiante, rende visibile la microstoria invisibile delle persone che hanno contribuito a costruire questo luogo, collocando al tempo stesso il visitatore al centro di uno spazio senza confini, dove passato e presente si riflettono l'uno nell'altro.

Le nuove opere sono state posizionate accanto alle sculture dell'artista italiana Beatrice Taponecco e dello scultore sloveno Boštjan Kavčič, realizzate nell'ambito del progetto Crew nel 2025. Insieme, le quattro sculture danno vita a un percorso artistico transfrontaliero in continua evoluzione tra il Comune di Šempeter-Vrtojba e Gorizia, costituendo un'eredità artistica permanente che valorizza il dialogo, la cooperazione e la connessione tra i due territori. Le sculture dei due artisti italiani sono posizionate in territorio sloveno, mentre quelle dei due artisti sloveni in territorio italiano, a sottolineare l’importanza dello scambio culturale e della concezione di quest’area come uno spazio unico.

Gli artisti
Damjan Komel (1971) è uno scultore sloveno che lavora la pietra, il marmo, il bronzo, il legno e la ceramica. Tra il 2001 e il 2004 ha studiato scultura e ceramica presso la Scuola di Arti Applicate Famul Stuart di Lubiana. La sua ricerca artistica è caratterizzata da un profondo rapporto con il materiale e dall'esplorazione dello spazio, del tempo e dell'esperienza umana. Le sue opere prendono spesso origine da vicende personali e da temi universali, trasformati in forme scultoree essenziali. Un ruolo centrale nella sua produzione è riservato al marmo, in particolare ai marmi bianchi, che attraverso una lavorazione accurata conservano una superficie morbida e organica. Per l'artista la scultura non è destinata soltanto allo sguardo, ma anche all'esperienza tattile, poiché considera il contatto fisico un importante mezzo di relazione tra la persona e l'opera d'arte. Dal 2007 è membro dell'associazione artistica Prologo di Gorizia. Ha partecipato a numerosi simposi internazionali di scultura in tutto il mondo, oltre che a mostre collettive e personali in Slovenia e all'estero. Le sue opere sono presenti anche in numerosi spazi pubblici. Vive e lavora a Bilje e Vrtojba.

Stefano Comelli (1968), dopo aver concluso gli studi presso il Liceo Artistico Statale E. U. Nordio di Trieste, ha proseguito la formazione all'Università di Udine nel corso di Conservazione dei beni culturali. Nel 1992 ha frequentato la Sommerakademie di Salisburgo sotto la guida degli scultori Janez Lenassi e Susanne Tunn, dedicandosi alla scultura su pietra. La sua ricerca artistica si concentra sul rapporto tra natura, spazio e materia. Oltre alla pietra, lavora frequentemente anche il legno e realizza installazioni ambientali inserite nel paesaggio naturale, nei parchi e in spazi dismessi. Nelle sue opere unisce il sapere tradizionale della scultura ai linguaggi dell'arte contemporanea, sviluppando un dialogo costante tra scultura, ambiente e presenza umana.

Dal 1990 partecipa regolarmente a simposi e mostre di scultura nazionali e internazionali in Italia e all'estero. Le sue opere fanno parte delle collezioni dei Musei Provinciali di Gorizia e della Collezione Concordia Sette di Pordenone. Dal 2014 è direttore artistico del simposio Magia del Legno di Sutrio; nel 2018 ha assunto la direzione artistica del progetto dei presepi lignei destinati al Vaticano, culminato con l'allestimento del presepe in Piazza San Pietro nel dicembre 2022. Vive e lavora a Versa, nel Comune di Romans d'Isonzo. Il progetto CREW – Visioni incrociate / Križišče vizij vede nel ruolo di capofila la SDAG Spa e come partner di progetto il Comune di Šempeter-Vrtojba, l’Università IUAV di Venezia, l’Università di Lubiana – Facoltà di Architettura e il Kulturni dom Nova Gorica. Il GECT GO partecipa invece in qualità di partner associato.

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