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Muore a 89 anni la mamma del sindaco di Gorizia, Anita Glavicich

il lutto

Muore a 89 anni la mamma del sindaco di Gorizia, Anita Glavicich

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 02 Lug 2022
Copertina per Muore a 89 anni la mamma del sindaco di Gorizia, Anita Glavicich

Si è spenta nella notte, il cordoglio al primo cittadino e alla sua famiglia.

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Si è spenta nella notte Anita Glavicich, madre del sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna. Ne avrebbe fatti 90 a settembre. Esule dopo la Seconda guerra mondiale da Albona, all’epoca diventata Jugoslavia e oggi Croazia, in riva all’Isonzo ha lavorato a lungo come maestra. Ammalata da tempo, da qualche mese era ospite della casa di riposo Villa San Giusto, in corso Italia. Sempre al fianco del figlio, è stata per lui una figura di riferimento anche nelle due campagne elettorali che lo hanno visto impegnato per il municipio.

Dopo aver frequentato la scuola in città, seguì la famiglia negli Stati Uniti ma fece ritorno a Gorizia per sposare Mario Ziberna, scomparso nel 1997 e anche lui esule ma da Pola, vicedirettore dell’Enpas e già consigliere comunale. Dal loro matrimonio sono nati Maria Grazia - oggi docente di scuola superiore in quiescenza, presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia (Anvgd) – Roberto, scomparso quando aveva meno di un anno, e Rodolfo, attuale sindaco di Gorizia riconfermato da pochi giorni.

Molto conosciuta in città per aver insegnato a diverse generazioni di goriziani, lascia anche i nipoti Francesco, Federico e Maria Letizia, oltre ai parenti tutti, amici e conoscenti. Le condoglianze al primo cittadino e alla sua famiglia sono arrivate anche dal presidente della sezione di Gorizia dell’Associazione nazionale alpini, Paolo Verdeoliva, questa mattina in occasione della cerimonia per la staffetta alpina. Il funerale sarà celebrato da don Fulvio Marcioni nella chiesa di Campagnuzza mercoledì 6 luglio alle 10, muovendo dalla cappella dell’ospedale San Giovanni di Dio, che sarà aperta dalle 8.

Lei stessa ricordò la fuga da casa, nel 1947, in una pubblicazione di qualche tempo fa dell'Anvgd. "La nave - le sue parole - venne fermata per un controllo dai titini: immobili, nel silenzio più assoluto, sentimmo le loro voci e i loro passi sul ponte, ma per fortuna non si insospettirono, videro tutto il groviglio di materiale gettato sopra al boccaporto e non chiesero di scendere. In questo modo siamo arrivati nel porto di Monfalcone, da dove nostro cugino Bruno ci accompagnò a Gorizia in treno. Se ci ripenso, quel viaggio nella notte è stata una vera e propria fuga verso la libertà, ma ha anche segnato il distacco, la perdita di molte cose".

Foto Rodolfo Ziberna/Facebook

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