Il commento
Morsolin e Saullo preoccupati dalla situazione a Monfalcone: «A breve esplosione sociale tra i più giovani»
I due esponenti della Sinistra puntano il dito sui recenti episodi di violenza su autobus e negli stabilimenti balneari.
“Nonostante i soldi spesi in telecamere, cancelli e in una costosissima vigilanza privata oggi ci ritroviamo in una città che sta esplodendo dal punto di vista sociale”. L’accusa arriva da Cristiana Morsolin e Alessandro Saullo, tra le fila dell’opposizione in consiglio comunale a Monfalcone. “Autisti dell'APT aggrediti e stabilimenti balneari danneggiati ci fanno il quadro di una città che è ben lontana dall'essere un'oasi felice e in cui a farne le spese sono sempre i lavoratori”, prosegue Morsolin che ribadisce: “Se a questo sommiamo gli atti di vandalismo commessi da minorenni nei giorni scorsi e la scorsa estate, emerge chiaro il malessere di una città che non ha saputo dare le risposte di sicurezza sociale di cui aveva bisogno”.
La proposta che arriva da sinistra è di “ampliare il numero delle corse dei bus in particolare nelle fasce per i lavoratori che rientrano dal cantiere, non solo per dare respiro alla scarsa disponibilità di parcheggi in Fincantieri, ma soprattutto per dare un maggiori servizi ai lavoratori invisibili di cui nessuno si fa carico da un lato e una maggior sicurezza agli autisti dall'altro”.
Ma non va meglio per le fasce sociali più giovani “private di un qualsiasi posto dove poter ritrovarsi, senza giardino pubblici dove poter semplicemente giocare a pallone, con un centro giovani che non ha più una funzione sociale, non esistono più educatori di strada che possano intercettare il disagio prima che esploda in atti contro i beni pubblici”.
“Tutto – proseguono Morsolin e Saullo - si riduce ad una caccia all'uomo o al genitore lasciato sempre più solo dalle istituzioni che oggi solo pretendono senza nulla dare in cambio, senza servizi per le famiglie. Purtroppo, come avevamo previsto, le politiche securitarie della destra cittadina, che cita Mao a sproposito, hanno avuto un consenso facile e immediato, ma adesso tutti paghiamo un prezzo molto più alto in termini di sicurezza e di benessere che manca”.
“In questa condizione sarà anche difficile riportare a Monfalcone il turismo dei paesi confinanti che doveva risollevare il commercio, ma soprattutto la qualità della vita è decaduta finendo sempre più in basso”, concludono.
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