Morsolin e Saullo sul dopo Cisint: «Non ci sarà nessun prosindaco a Monfalcone»

Morsolin e Saullo sul dopo Cisint: «Non ci sarà  nessun prosindaco a Monfalcone»

DALLA MINORANZA

Morsolin e Saullo sul dopo Cisint: «Non ci sarà  nessun prosindaco a Monfalcone»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 17 Giu 2024
Copertina per Morsolin e Saullo sul dopo Cisint: «Non ci sarà  nessun prosindaco a Monfalcone»

In attesa della notifica della Corte d'Appello con la proclamazione di Cisint ad eurodeputata, i consiglieri di minoranza fanno le loro puntualizzazioni.

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àˆ ormai tracciato e chiaro l'iter che seguirà  il sindaco Anna Maria Cisint, che si appresta a ricevere da parte della Corte d'Appello della circoscrizione elettorale del Nord Est – quella di Venezia - la notifica formale della proclamazione a europarlamentare. A seguito della “nomina”, tecnicamente Cisint avrà  un mese per dare le dimissioni che diventeranno efficaci dopo venti giorni. Come già  annunciato sulle colonne del nostro giornale, ad assumere l'incarico di facente funzioni sarà  il vicesindaco Antonio Garritani, che conferirà  a Cisint la delega di assessore esterno al Bilancio, Opere pubbliche, Protezione civile e Gestione del personale.

A metà  luglio, l'eurodeputata farà  il suo ingresso a Strasburgo. Alcuni giorni, fa il “sindaco uscente”, nel riferire che non abbandonerà  la città , tra le varie comunicazioni date, ha affermato «farò il pro-sindaco». Frase che non è stata gradita da chi siede nei banchi dell'opposizione. In maniera particolare, da Cristiana Morsolin e Alessandro Saullo de La Sinistra per Monfalcone.

«Monfalcone è una città  complessa, dove può succedere di tutto – scrivono i due consiglieri - ma alla fine bisogna anche rispettare le regole che sono molto chiare soprattutto sulla concentrazione delle cariche. Per Cisint non è possibile essere contemporaneamente sindaca della città  e parlamentare europea. Ma l'incompatibilità  non è una cattiveria pensata per lei da qualche sinistrorso, ma la conseguenza di un complesso di simili norme che cercano di rendere le istituzioni più eque e trasparenti, evitando conflitti di interessi ed eccessive concentrazioni del potere».

«Cisint annuncia già  adesso che rimarrà  a fare "in pratica" il sindaco, già  dice con quali deleghe, senza nemmeno dare, a chi dovrà  nominarla, la dignità  di attribuirsi la scelta come propria – specificano Morsolin e Saullo - considerando tutti meri esecutori della sua volontà , in una commedia che serve a mantenerne il potere sindacale, persino quando per il dettato di legge non dovrebbe più averne. Scrivania compresa, in una stanza che immaginiamo cambierà  nome, da "ufficio del sindaco" ad "ufficio dell'ex non ex"».

«Capiamo certamente che si tratta di un accordo politico, una eventualità  già  esaminata nei mesi di campagna elettorale – continuano dalla minoranza - forse negli accordi sta anche che l'annuncio lo dia direttamente lei, nel silenzio assordante di chi dovrà  nominarla e poi ne sarà  formalmente il capo ma sostanzialmente un eterno subordinato, nell'imbarazzo di chi ha appreso che gli sarà  sottratta una delega, nella strana consolazione di una destra che non sa che fare senza la "donna forte" che fa il bello e cattivo tempo da anni».

«Per noi a Sinistra una cosa è chiara. A partire da luglio il "capo" della coalizione sarà  il vicesindaco Garritani, reggente secondo la legge e non ci sarà  nessun ulteriore pro-sindaco, perché un vicesindaco reggente non può nominare a sua volta un proprio "vicario". Cisint avrà  un altro ruolo e farà  bene ad occuparsene, e se la incontreremo come "assessora tuttofare" è con quell'appellativo che la chiameremo. Potrà  mantenere la stessa scrivania, ma semplicemente non sarà  più sindaca della città , né si ricandiderà  come tale nel 2025» così in chiusura Morsolin e Saullo.

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