Monfalcone, al San Polo un convegno sul percorso di cura per i gravi casi di cerebrolesioni acquisite

Monfalcone, al San Polo un convegno sul percorso di cura per i gravi casi di cerebrolesioni acquisite

PROMOSSO DALL'ASSOCIAZIONE AMICI DEI TRAUMATIZZATI CRONICI

Monfalcone, al San Polo un convegno sul percorso di cura per i gravi casi di cerebrolesioni acquisite

Di REDAZIONE • Pubblicato il 11 Mar 2026
Copertina per Monfalcone, al San Polo un convegno sul percorso di cura per i gravi casi di cerebrolesioni acquisite

Il 13 marzo alle 9 all’auditorium ospedaliero, una giornata di confronto tra esperti, istituzioni e operatori sanitari dedicata al percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale. Focus su assistenza continuativa a famiglie e caregiver.

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Venerdì 13 marzo 2026 l’Auditorium dell’Ospedale di Monfalcone ospiterà il convegno “La cura come responsabilità comune”, promosso dall’Associazione Amici dei Traumatizzati Cranici OdV e dedicato al Piano Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per le gravi cerebrolesioni acquisite e il trauma cranico della Regione Friuli Venezia Giulia.

L’iniziativa intende accendere i riflettori su un tema che riguarda da vicino le persone colpite da queste patologie, le loro famiglie e tutti i soggetti coinvolti nella presa in carico sanitaria e sociale. Al centro del dibattito ci sarà l’idea che la cura non possa essere affidata a percorsi frammentati o a responsabilità isolate, ma debba diventare un impegno condiviso tra ospedale, territorio, istituzioni e realtà associative.

«Per Monfalcone è un’iniziativa di particolare rilievo – ha osservato il sindaco Luca Fasan – adeguate campagne di prevenzione sono fondamentali per ridurre il rischio di incidenti. Allo stesso tempo è essenziale garantire diagnosi e cura del trauma cranico in tutte le sue forme e livelli di gravità: un obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso il rafforzamento della ricerca e il potenziamento dei servizi a disposizione dei cittadini».

Il PDTA rappresenta uno strumento centrale per assicurare alle persone con Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) e trauma cranico una presa in carico globale, capace di superare la frammentazione dei servizi grazie a una reale integrazione tra cure mediche e supporto sociale. Il percorso accompagna la persona e la sua famiglia nelle diverse fasi – da quella acuta alla post-acuta fino alla gestione degli esiti – con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale, monitoraggio costante e lavoro multidisciplinare, prevenendo il declino funzionale e l’isolamento.

Il tema riguarda da vicino anche la condizione delle famiglie e dei caregiver, che spesso si trovano ad affrontare da soli il periodo successivo alla dimissione ospedaliera. In questo senso il PDTA rappresenta anche una tutela contro l’abbandono post-dimissione, riconoscendo il diritto dei familiari a essere coinvolti nelle scelte terapeutiche e prevedendo supporto psicologico, formazione e assistenza lungo tutto il percorso.

Il programma della giornata prenderà avvio alle 9, dopo i saluti istituzionali. L’apertura dei lavori sarà affidata a Paolo Fogar, presidente dell’associazione promotrice e della Federazione nazionale delle associazioni trauma cranico. Seguiranno interventi di relatori provenienti dal mondo sanitario, sociale, istituzionale e associativo, chiamati a confrontarsi sui diversi passaggi del percorso di cura: dal valore dei PDTA nel quadro della riforma della disabilità alla fase post-acuta ospedaliera, fino alla gestione territoriale degli esiti e al progetto di vita individuale delle persone con GCA.

Tra i relatori e moderatori figurano, tra gli altri, Cristina Aguzzoli, Sandro Feller, Paolo Bandiera, Emanuele Biasutti, Alessandro Giustini, Carlo Rotelli, Anna Paola Agnoletto, Cristiano Stea, Marta Calligaris, Mario Calci, Simone Zorzi e Giulio Trillò. La giornata si concluderà con un momento di dialogo dedicato proprio al lavoro condiviso sul PDTA, mettendo in relazione competenze professionali, istituzioni e mondo associativo per costruire una rete di cura sempre più integrata.

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