campagna elettorale
Monfalcone, saltano tutti i confronti elettorali: Orlando richiama gli avversari in piazza
L'appuntamento è stato fissato venerdì alle 10.30 nel gazebo della coalizione. Morsolin ribatte, «non vogliono rendere conto alla città del mandato passato».
Che a Monfalcone sia mancato un dibattito o un confronto pubblico fra i candidati è ormai cosa nota. Tra chi ha tentato più volte, con tirate di giacchetta anche pubbliche, e chi, cercando di raggiungere tutte le idee politiche, si è arenato prima, ci sono stati dei tentativi di mettere al tavolo del confronto i tre candidati. Tra i tre, Cisint per prima si è detta contraria e non disponibile al confronto, un tanto perché “in questi anni con alcuni non è stato possibile mai dialogare e altri non sono stati corretti”, così il sindaco uscente.
Mancando uno dei tre candidati, dunque, vari non si sono detti nelle condizioni di poter, dunque, organizzare un vero e proprio confronto pubblico. Così Francesco Orlando ha richiamato, venerdì mattina alle 10.30, le altre due contendenti al proprio gazebo in Piazza della Repubblica. “Sfido il sindaco uscente a un confronto serio e democratico sui grandi temi della città assieme alla candidata del centrosinistra”, precisa Orlando che punta il dito verso alcuni organi di informazione, accusati di aver “fatto risaltare solo il sindaco uscente, concedendo poco spazio agli altri candidati, per la verità al sottoscritto quasi nullo”.
Orlando la definisce “una campagna che ha visto il sindaco non garantire agli altri candidati la “par condicio” nell'utilizzo degli spazi pubblici. Non m'illudo che questo confronto si farà e sarà una nuova dimostrazione di caduta di stile, soprattutto della mancanza di democrazia da parte di chi doveva garantirla”.
Tutto questo la dice lunga sulla democrazia nella nostra città e proprio chi, il sindaco, dovrebbe garantire la gestione democratica della vita pubblica dimostra di essere antidemocratico e soprattutto poco avvezzo al dialogo. La democrazia è un'altra cosa, la politica è un'altra cosa. Chi detiene il potere deve dimostrare sempre la propria adesione all'ideale democratico. Altrimenti è solo occupazione del potere per il potere. Voglio fare un'ultima domanda al sindaco uscente e candidato: dal video diffuso del candidato del Bangladesh traspare che probabilmente c'è una promessa. Ecco, sarebbe opportuno sapere se è stato promesso qualcosa alla comunità del Bangladesh e che cosa. Questo sarebbe importante saperlo per poter dare un voto consapevole”, conclude.
Morsolin si dice della stessa idea. “Monfalcone è l'unico comune che non ha avuto l'onore di assistere ad un confronto alla pari, con giudici imparziali e in pubblico, tra chi si candida per la carica di primo cittadino. Quest'anno o c'è stato il silenzio, oppure gli eventi annunciati sono stati poi annullati”. La candidata del centrosinistra punta il dito sulla “non disponibilità emersa nel confronto a Telefriuli, nel confronto richiesto dalla CGIL FP sul tema della sanità e nell'incontro tra tutti i sindaci dell'isontino richiesto dall'Azione Cattolica”.
“Crediamo – conclude Morsolin - che questo sia un grave danno per la democrazia e per i cittadini e le cittadine di Monfalcone che avevano diritto ad avere quello che hanno avuto tutti i comuni che vanno al voto, il diritto di porre le domande in modo neutro e non filtrato dai social, il diritto di porre domande scomode o difficili, il diritto ad una comunicazione che non sia solo un comizio unilaterale, il diritto al confronto di stili comunicativi e di contenuti. Cisint ha avuto paura di confrontarsi con gli avversari politici, ma soprattutto di rendere conto alla sua città . Più che una sindaca con la schiena dritta, ci sembra una tigre di carta”, accusa.Â
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