LA COMMEMORAZIONE
Monfalcone ricorda l'8 settembre 1943: ANPI e CGIL in Largo Cosulich in memoria dei 503 operai caduti
Una corona d'alloro ai piedi del monumento di Panzano per la Brigata Proletaria dei Cantieri. Una cerimonia partecipata davanti a Fincantieri per riaffermare l'identità antifascista del proletariato industriale e trasmettere il valore della Resistenza.
Si sono riuniti numerosi in Largo Cosulich a Monfalcone, proprio dinanzi ad uno degli ingressi di Fincantieri, per poter commemorare l’inizio della lotta di Liberazione alla quale diedero un grande contributo i lavoratori delle tante fabbriche monfalconesi. L’evento, organizzato dall’Anpi, ha preso vita stamane - martedì 8 settembre - dopo la deposizione di una corona d’alloro al di sotto del monumento in memoria dei tanti lavoratori caduti. A prendere la parola per prima è stata la presidente di Anpi Monfalcone, Licia Morsolin, che si è detta «rincuorata dato che siamo ancora numerosi a questo importante evento che dà a tutti noi la possibilità di poter ricordare, di non dimenticare chi ha dato la vita per combattere e proteggere i propri ideali».
Ad intervenire anche l’assessore comunale Fabio Banello che, nel ricordare l’8 settembre e le drammatiche vicende che seguirono, ha sottolineato come tanti italiani si trovarono di fronte a scelte difficili, spesso senza punti di riferimento, militari o civili, affrontando pericoli, privazioni e violenze. Molti pagarono con la vita e con il proprio sacrificio il senso del dovere. Anche a Monfalcone e nella Venezia Giulia, dopo l’8 settembre 1943, si aprì una fase incerta e drammatica, che si concluse soltanto nel settembre 1947, con il ritorno dell’amministrazione italiana e della sovranità sul territorio.
«Dobbiamo ricordare gli uomini e le donne che, anche nei momenti più difficili, seppero anteporre il senso del dovere all’interesse personale, affrontando le conseguenze delle proprie scelte e, in molti casi, sacrificando anche la propria vita. A loro va il nostro rispetto e la nostra riconoscenza» ha proseguito Banello. Da quelle drammatiche vicende ebbe inizio una nuova stagione della storia, che avrebbe portato alla Repubblica e alla Costituzione. «Le nostre generazioni hanno il dovere di ricordare ciò che è avvenuto e i passaggi che seguirono dal 1943, per poter trasmettere alle ragazze e ai ragazzi la conoscenza e la consapevolezza della nostra storia» ha proseguito l’asessore Banello.
Importante per l’assessore anche il tema della memoria: «Abbiamo il dovere di trasmettere questa memoria alle nuove generazioni, anche attraverso momenti di commemorazione come quello di oggi, perché conoscere il passato significa comprendere meglio il presente e affrontare con maggiore consapevolezza il futuro». Ad unirsi alle voci anche quella di Andrea De Luca, segretario provinciale della CGIL, che ha approfondito il valore dell’8 settembre come momento fondamentale della nostra storia e occasione per rendere omaggio a tutte le donne e gli uomini che, con coraggio e spesso al prezzo della propria vita, scelsero di opporsi alla dittatura, all’occupazione e alla guerra.
«Ricordare significa innanzitutto riconoscere il valore di quelle scelte difficili. Tanti italiani decisero di non arrendersi, scegliendo di resistere, di aiutare chi era perseguitato, di scioperare e di combattere per mantenere viva la speranza di un futuro diverso. In questa storia Monfalcone occupa un posto di grande rilievo: nelle fabbriche, nei cantieri e nelle officine la coscienza antifascista era profondamente radicata. I lavoratori diedero un contributo forte e coraggioso alla lotta di liberazione, pagando con arresti, deportazioni, persecuzioni e, in molti casi, con la vita, la scelta di non piegarsi alla dittatura e all’occupazione».
«La Resistenza non fu combattuta soltanto sulle montagne o nei luoghi dello scontro armato, ma anche nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, attraverso la solidarietà, la disobbedienza e lo sciopero. Il loro coraggio ci ricorda che la libertà non è mai un dono scontato, ma il risultato delle scelte di uomini e donne che, anche nei momenti più bui, trovano la forza di dire no all’ingiustizia - ha concluso De Luca - oggi ricordiamo valori che appartengono al nostro presente: la democrazia, la dignità del lavoro, la solidarietà, la giustizia sociale e il rispetto della persona».
Importante, secondo Ennio Pironi, segretario provinciale dell’Anpi, anche cosa accadde dopo quell’8 settembre, quando la lotta alla liberazione si sviluppò con grande intensità in tutto il territorio provinciale, coinvolgendo in particolare il proletariato industriale e i contadini. Pironi ha voluto ricordare la spinta decisiva alla Resistenza armata arrivata dai lavoratori del Cantiere di Monfalcone che, dopo le grandi manifestazioni in città, l’11 settembre 1943 si recarono a Villa Montevecchio e costituirono la Brigata Proletaria. Circa mille lavoratori dei Cantieri e altri giovani diedero così vita a una delle pagine più importanti della Resistenza, combattendo insieme ai partigiani sloveni nella battaglia di Gorizia. Pironi ha ricordato inoltre i numerosi caduti di quei combattimenti e il monumento che oggi rende omaggio ai 503 lavoratori italiani e sloveni caduti per la libertà. «Furono circa trecento i partigiani della Brigata Proletaria caduti nei combattimenti, molti dei quali giovanissimi. È grave che questa storia trovi ancora poco spazio nei libri di testo e che, ancora oggi, a Monfalcone ci sia chi cerca di gettare fango su queste vicende. Ricordarle significa difendere la verità della nostra storia e il valore di chi ha combattuto per la libertà».
Ad esprimersi, tramite una nota, anche il consigliere regionale Enrico Bullian: «Oggi è stata significativa la cerimonia in ricordo degli operai caduti sullo sfondo del Monumento che a Panzano, nei pressi del vecchio ingresso al cantiere navale, segna questa pagina di storia partigiana. Il Monumento, fortemente voluto dall'allora Comitato Unitario Antifascista del Consiglio di Fabbrica e realizzato nel 1979, testimonia dei 503 partigiani lavoratori del cantiere navale, italiani e sloveni, caduti nella lotta di Liberazione».
Un impegno collettivo, antifascismo e lavoro hanno caratterizzato la lotta di Liberazione a Monfalcone: valori che, secondo Bullian, «ancora oggi devono rappresentare uno stimolo per la popolazione e per le istituzioni repubblicane e democratiche, nate dalla Resistenza e basate sulla Costituzione del 1948. Ringrazio l'ANPI locale per aver organizzato l'evento, il sindacato, le amministrazioni comunali e la popolazione per la partecipazione».
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