A Monfalcone tutta la rete d'illuminazione passa a Led, risparmio «a costo zero»

A Monfalcone tutta la rete d'illuminazione passa a Led, risparmio «a costo zero»

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A Monfalcone tutta la rete d'illuminazione passa a Led, risparmio «a costo zero»

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 04 Mag 2023
Copertina per A Monfalcone tutta la rete d'illuminazione passa a Led, risparmio «a costo zero»

L'incarico sarà  affidato ufficialmente a giorni a una ditta veneta, tra le opere accessorie l'installazione di luci decorative attorno al Biscotto.

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Monfalcone si prepara a mettere mano su oltre 5.500 punti luce sparsi per tutto il territorio comunale, in particolare sui 4.108 che non sono ancora a Led. Un piano economico imponente che però sarà  totalmente a costo zero per l'amministrazione locale, oltre a una serie di interventi accessori che porteranno l'ammontare dell'investimento a circa 2,5 milioni di euro. Il maxi piano è stato presentato questa mattina dalla sindaca Anna Maria Cisint e dal dirigente delle Opere pubbliche del municipio, Enrico Englaro. L'incarico sarà  affidato ufficialmente a giorni.

A realizzare il tutto sarà  la City Green Light srl di Vicenza, individuata sul portale Consip che si farà  carico dell'investimento. Questa riceverà  la gestione e manutenzione degli impianti su tutta la città  per nove anni, occupandosi di sostituire le lampade obsolete entro i primi due anni di contratto e rifornendo il Comune di energia elettrica. Accordo che ha richiesto un lungo impegno da parte degli uffici comunali, con il ragionamento partito già  nel primo mandato di Cisint. A settembre 2022 è quindi partita la mappatura del territorio.

“Il Comune - ha illustrato la prima cittadina - ha deciso di non fare un mutuo né impegnare l'avanzo di bilancio, guardando invece a una cosa simile a un Project financing”. Formalmente, non si tratta di quest'ultimo strumento, bensì la stipula di un canone con l'azienda incaricata che sostituirà  l'attuale “bolletta” oltre a una serie di servizi che, a conti fatti, andranno a riguardare tutta la città . Solo la parte di sostituzione delle luci, infatti, ammonta a 1,75 milioni di euro e oltre tremila di queste sono ancora a vapore di sodio.

Oltre ai 5.554 punti già  citati, l'impresa dovrà  mettere mano anche a 220 lanterne semaforiche e 65 quadri elettrici pubblici. Alla fine, l'amministrazione comunale potrà  godere di un risparmio di 787mila euro al termine del periodo di affidamento, con benefici sul bilancio a partire già  dal 2023. Ovviamente, il guadagno ci sarà  anche per l'azienda stessa: “Il sui vantaggio economico sarà  la minor spesa in energia elettrica con nuovi corpi luce di classe A - così Cisint - che raggiungeranno già  nei primi due anni”.

Il capo della giunta è sicura che, per maggio 2024, gran parte del lavoro sarà  quasi ultimato. Nell'accorso, inoltre, sono previsti diversi altri interventi, come l'installazione di luci decorative a terra - che cambieranno colore a intermittenza - nel perimetro della rinnovata piazza della Repubblica: “Sarà  la prima cosa che chiederemo di fare, insieme alla sostituzione delle attuali sfere lungo viale San Marco”, con modelli uguali a quelli in corso del Popolo, sia su lato ciclabile che su strada. La prima voce ammonta a 60mila euro.

Questa operazione, peraltro, si aggiunge ai nuovi scarichi e alla realizzazione del sottofondo in cemento della rinnovata piazza. La seconda, invece, ammonta a 143mila euro. Nella lista di ciò che la City Green Light farà , si contano anche la manutenzione straordinaria dei passaggi pedonali e delle torri faro che illuminano la zona porto (95mila euro), il rinnovo di quadri elettrici dotati di sistema riarmo per intervenire dove salta la luce (88mila euro) e la sostituzione di quattro quadri elettrici in altrettante vie (33mila euro).

Tra i corpi luce che saranno modificati, inoltre, ci saranno 700 lampade di arredo urbano lungo tutta Panzano, viale Cosulich, centro pedonale fino al largo dell'Anconetta. Non sarà  invece toccata la zona del porto. Cisint ha inoltre richiesto che l'impresa sia sempre disponibile con il pronto intervento, a partire dalle emergenze - come lo spegnimento di semafori - che dovranno avere risposta entro 60 minuti, mentre il tempo salirà  fino a massimo 48 ore negli altri casi. Istituito anche un tetto massimo al costo dell'energia, pari a 0,227 euro al KWh, Iva esclusa.

Cifra, questa, “che abbiamo già  sforato diverse volte” ha precisato Englaro. Conti alla mano, quindi, se il bilancio consuntivo del 2022 ha chiuso con 627mila euro spesi per energia, l'obiettivo nel 2031 - quando termineranno i nove anni di appalto - è che quella voce crolli a 218mila euro. Il tutto, peraltro, con fonti di energia 100% rinnovabile: “L'azienda si è impegnata a vedere solo energia di questo tipo” ha preciso il responsabile tecnico. Grande soddisfazione per Cisint: “Così si cambia il volto della città , è un'operazione senza controindicazioni”.

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