Monfalcone, in 25mila per Lo Sbaracco che compie 10 anni: non solo shopping ma festa della città

Monfalcone, in 25mila per Lo Sbaracco che compie 10 anni: non solo shopping ma festa della città

L’EVENTO

Monfalcone, in 25mila per Lo Sbaracco che compie 10 anni: non solo shopping ma festa della città

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 29 Ago 2026
Copertina per Monfalcone, in 25mila per Lo Sbaracco che compie 10 anni: non solo shopping ma festa della città

Negozi, hobbisti, artigiani, bambini e gastronomia riempiono il centro. Il format si dimostra capace di unire commercio e socialità. Ecco le voci che raccontano la giornata.

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Dieci anni sono abbastanza per capire se una manifestazione è semplicemente un puro appuntamento commerciale oppure se, nel frattempo, è diventata qualcosa di più come “fare più comunità”, richiamare le famiglie in centro città e offrire intrattenimento: tutti fattori che fanno bene anche ad altre attività.
È il caso di dirlo per “Lo Sbaracco” di Monfalcone, arrivato alla sua decima edizione con numeri che raccontano una crescita evidente: 410 stand, 65 attività commerciali, 120 tra privati e hobbisti, una decina artigiani, un centinaio di espositori dedicati all'antiquariato e altrettanti spazi per il Mercatino dei Bambini.

Gli organizzatori stimano le 25mila presenze complessive nell'arco della giornata in linea con lo scorso anno anche se visioni più ottimiste “azzardano” sul superamento di questa cifra. 25mila presenze sono certamente significative ma che considerati analiticamente non spiegano il fenomeno. Perché l’evento, ormai, non è soltanto una grande giornata di saldi all'aperto. È soprattutto un modo particolare di saper rivivere il centro cittadino: i negozi escono dalle loro vetrine, le strade diventano spazi commerciali, le piazze luoghi di incontro e il centro si trasforma per alcune ore in una sorta di grande piazza di paese. Ed è proprio questo l'aspetto che merita di essere osservato nel decennale della manifestazione.

Non solo affari
La formula è nata da un'esigenza molto concreta: dare ai commercianti la possibilità di portare fuori dai negozi prodotti e occasioni, intercettando un pubblico disposto a passeggiare, guardare, confrontare e acquistare. Ma nel corso degli anni la manifestazione si è allargata fino a comprendere realtà molto diverse tra loro. Come detto, accanto ai negozi compaiono gli hobbisti, l'artigianato, l'antiquariato, il mondo dei bambini. Una parte del centro diventa così un mercato, l'altra una vetrina, un'altra ancora uno spazio dedicato alla socialità.

È questa contaminazione a rendere interessante lo Sbaracco: non si va necessariamente in centro soltanto per comprare qualcosa. «Abbiamo il 30% in più di esposizioni venditrici – commenta il sindaco Luca Fasan – l’afflusso è notevole, c’è entusiasmo e la risposta è molto buon. Non registriamo problemi di traffico viste le deviazioni e i divieti. Da sottolineare anche le ottime adesioni allo Sbaracco Junior che è la parte “di cuore” dell’iniziativa e che ha totalizzato 102 iscritti».

Il centro come “palcoscenico” e alcune riflessioni
Dunque, lo spazio urbano si trasforma. Vie e piazze, normalmente attraversate frettolosamente o utilizzate soprattutto per raggiungere negozi e servizi, durante lo Sbaracco sono cambiate. Si sono rianimate via 9 Giugno, via Garibaldi e via Rosselli. Non manca un pensiero sulle serrande abbassate. «Monfalcone segue il turnover nazionale delle aperture e chiusure – spiega il sindaco Fasan – il commercio online sfida le microimprese che devono “cogliere il segno dei tempi” e integrare le proposte. Monfalcone non subisce più o meno di altri centri». Secondo il primo cittadino va fatta «un’analisi puntuale e complessiva della situazione». Per esempio va presa in considerazione l’offerta dei servizi – come bar, estetisti e parrucchieri - «realtà che tengono». «Viviamo un periodo di transizione che va gestita – sottolinea Fasan – chiaramente nessuno può “fermare il vento con le mani” ma l’amministrazione fa il suo per sostenere il commercio come già nel precedente mandato quando ero l’assessore competente in materia con cinque interventi a sostegno di 96 attività per 1 milione di euro di aiuti come avvenuto per il progresso della digitalizzazione aziendale e il marketing».

Fasan ha pure evidenziato come il concetto di resilienza sia diventato la chiave di sopravvivenza per i commercianti. «In una nuova epoca, in cui l’E-commerce ha cambiato la vendita di beni e servizi, le attività hanno dovuto adattarsi ed evolversi per evitare cessare» aggiunge. Questo non significa che il fattore qualità sia stato sostituito completamente, bensì è stato necessario capire «che la resilienza fosse fondamentale per resistere al cambiamento degli ultimi anni». Di crescita e «iniziativa sana frutto del lavoro in team e di sinergie ad ampio raggio» riferisce l’assessore comunale al commercio, Luca Zorzenon che ci dà un feedback positivo della giornata «cominciata con l’acceleratore già poco dopo le 9». «Quello proposto e cresciuto nel tempo è un format vincente – aggiunge Zorzenon – dobbiamo puntare a tenere alta la qualità per far restare la gente in città. Lo dimostrano iniziative come Lo Sbaracco Invernale, la Cena in Bianco e la Notte dei Saldi. Lo Sbaracco monfalconese di fine estate è un successo inimitabile».

Le novità: mangiare e restare
Quest'anno la manifestazione aggiunge anche una componente gastronomica più strutturata, con 8 food truck disposti su via Roma. È un dettaglio che può sembrare secondario, ma non lo è. Se lo Sbaracco vuole essere più di una giornata dedicata agli acquisti, la possibilità di mangiare, fermarsi e prolungare la permanenza nel centro ha contribuito a trasformarlo ulteriormente in un evento più ricco. Lo stesso vale per la programmazione serale, con le esibizioni della scuola di ballo Ilydance e la prima Tombola dello Sbaracco in piazza Unità d'Italia. In altre parole, il tentativo sembra essere stato quello di accompagnare il visitatore dal semplice "vado a vedere cosa trovo" a una permanenza più lunga in città.

Il vero banco di prova: i commercianti
Al di là degli spettacoli e dei numeri, però, il cuore della manifestazione rimane il commercio locale. Lo Sbaracco nasce infatti dalla necessità di dare visibilità alle attività del centro e di proporre una risposta, anche simbolica, alla trasformazione delle abitudini di acquisto. In un periodo nel quale una parte sempre maggiore dello shopping passa attraverso piattaforme digitali e grandi catene, portare un prodotto sulla strada significa anche riportare il rapporto commerciale a una dimensione fisica e personale.

Il cliente vede, tocca, prova, parla con il commerciante. E forse è stato proprio questo il valore più interessante della manifestazione: ricordare che un negozio non è soltanto un luogo nel quale si acquista un prodotto, ma anche una presenza all'interno di una comunità. Dopo le 11, “Bollicine” in via Duca d’Aosta è presa d’assalto. «Sta andando benissimo – commentano i commessi Alexa e Valentino – i tanti acquisti sono in linea generale eterogenei anche se notiamo un aumento degli acquisti di scarpe per bambini». «Molto bene» anche da “Sartori” dove la commessa Rachele gestisce la coda per far entrare i clienti in negozio a pagare e «ogni anno c’è sempre più afflusso per questo appuntamento». Lunghe le file nei bar e tra gli stand associativi aderenti. Si compra dall’estivo alla manica lunga anche all’ “OVS kids” dove Elisa ci parla di notevoli sconti e «non è male la risposta sui nuovi arrivi di autunno-inverno». Un capo d’abbigliamento arriva a costare tra i 2 e i 15 euro. 

Entusiasmo anche da “Pacor Ottico”. Per questa edizione si propongono anche montature da adattare per gli occhiali da vista e si può prenotare l’appuntamento per il controllo pre acquisto. «C’è un bel boom mattiniero – commenta uno dei titolari, Samuele Pacor – gli acquisti sono i più svariati, dalla montatura da sole a quelle da vista eleganti, raffinate, moderne o minimal ed essenziali».

Il bilancio del decennale
Davide Comolli, presidente di Ascom e titolare de “Il Filo di Paglia” dichiara: «Siamo entusiasti del riscontro generale, abbiamo gestito qualche criticità sul posizionamento di alcuni aderenti al food truck e abbiamo risolto. Il riscontro è oggettivamente più che positivo, sentiamo l'affetto della città. Questo non è solo un evento che offre sconti e occasioni imperdibili ma una festa che coinvolge anche i più piccoli che vendono cose curiose e simpatiche». In erboristeria, s’è registrato «un flusso di nicchia» con una clientela curiosa che si apre alla cosmetica e al mondo del naturale. A confermarlo una delle addette alla vendita del negozio, Ida: «C’è una tendenza diversificata che va dall’acquisto dei solari all’oggettistica, dai diffusori per la casa ai prodotti antizanzare e tanto altro».

Dieci anni di Sbaracco raccontano comunque una cosa precisa: la formula ha trovato il proprio pubblico. Soddisfazione viene espressa anche dal presidente di VivaCentro, Massimiliano Manente che parla di un decimo anniversario che «sta andando alla grande». «Un evento importante, cresciuto con Ascom e Cassa Rurale – ricorda – un’edizione che vede più iscritti, pari a 65 commercianti del centro città. È lo Sbaracco più forte in regione».

Ora, però, la sfida per Monfalcone potrebbe essere quella di trasformare la crescita numerica in una crescita altrettanto evidente sul piano della qualità perché il futuro dello Sbaracco non si misura soltanto contando gli stand o le presenze complessive. Va detto che una vera “misura” di tutto questo verrà indicata da cosa rimane in città una volta che stasera i banchi saranno stati smontati e le strade riaperte al traffico. Se rimane un centro più vissuto, più conosciuto e più frequentato, allora il decennale avrà dimostrato di essere qualcosa di più di una grande giornata di shopping. Avrà dimostrato che, almeno per un giorno, il commercio può tornare a essere anche una forma di vita cittadina e che un cambio di mentalità ed approccio sono possibili.

Ha collaborato Gregorio Bazzocchi. Foto di Ivan Bianchi

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