Monfalcone, il Premio San Giuseppe 2026 alla famiglia Waldner

Monfalcone, il Premio San Giuseppe 2026 alla famiglia Waldner

LA CELEBRAZIONE

Monfalcone, il Premio San Giuseppe 2026 alla famiglia Waldner

Di Redazione • Pubblicato il 21 Mar 2026
Copertina per Monfalcone, il Premio San Giuseppe 2026 alla famiglia Waldner

Nella parrocchia di Largo Isonzo la messa solenne e la consegna del riconoscimento per il servizio discreto e costante alla collettività, «un modello di fede e dedizione quotidiana».

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Giovedì 19 marzo, alla Parrocchia di San Giuseppe a Monfalcone, è stata celebrata la Santa Messa solenne in onore del Santo Patrono, momento centrale dei festeggiamenti dedicati alla figura di San Giuseppe, punto di riferimento spirituale per l’intera comunità. La celebrazione, presieduta da don Giorgio Longo, ha visto una partecipazione numerosa e raccolta di fedeli, in un clima di intensa spiritualità e condivisione. Nel corso dell’omelia, don Longo ha richiamato il valore della figura di San Giuseppe, uomo giusto e custode fedele, sottolineando il ruolo centrale della famiglia come luogo di crescita, amore e testimonianza cristiana nella società contemporanea.

Al termine della celebrazione è stato conferito il Premio San Giuseppe 2026, consegnato dal parroco don Paolo Zuttion e dal sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, alla famiglia Waldner. Il riconoscimento è stato attribuito alla famiglia Waldner, che interpreta pienamente i valori che la comunità parrocchiale intende valorizzare con questo premio. La loro presenza costante è diventata, negli anni, un punto di riferimento prezioso per la collettività. L’impegno di ciascuno si esprime non in imprese straordinarie, ma in gesti quotidiani, in un esserci discreto e silenzioso, con mani sempre pronte ad aiutare. Attraverso il servizio, animato dal desiderio autentico di essere utili, rappresentano una testimonianza capace di lasciare un segno tangibile nella vita della comunità.

«In un tempo in cui la famiglia vive cambiamenti profondi e talvolta fatica a riconoscere la propria missione, Luca, Raffaella, Thomas, Anna e Mattia ci ricordano quanto siano ancora vivi e necessari valori solidi e profondi. Nella scelta condivisa di spendersi per gli altri, testimoniano la bellezza di una famiglia che cresce insieme, che educa attraverso l’esempio e che sa farsi dono - spiegano gli organizzatori - con gratitudine, la comunità parrocchiale li indica come modello di famiglia che, guidata dalla fede, vive il servizio come vocazione e rende presente, nel quotidiano, l’amore di Cristo». La serata ha rappresentato un momento di forte unità per la comunità parrocchiale, capace di coniugare celebrazione liturgica, testimonianza concreta e riconoscimento dell’impegno vissuto quotidianamente nel servizio agli altri. 

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