Monfalcone, il Fogolâr Furlan ricorda Eugenio Valentinis: il podestà che portò il mare in città

Monfalcone, il Fogolâr Furlan ricorda Eugenio Valentinis: il podestà che portò il mare in città

L’INCONTRO IN BIBLIOTECA

Monfalcone, il Fogolâr Furlan ricorda Eugenio Valentinis: il podestà che portò il mare in città

Di E.V. • Pubblicato il 27 Feb 2026
Copertina per Monfalcone, il Fogolâr Furlan ricorda Eugenio Valentinis: il podestà che portò il mare in città

Ripercorsa la stagione del 1907 e analizzata la figura paterna del canale cittadino navigabile. Focus sui rapporti con il dottor Rebulla e sulla nascita della Società di Mutuo Soccorso.

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Si è svolto nella sala conferenze della Biblioteca di Monfalcone, ieri sera, giovedì 26 febbraio, l’incontro storico-culturale “Eugenio Valentinis: il conte che cambiò Monfalcone”, promosso dal Fogolâr Furlan di Monfalcone. L’appuntamento ha visto la partecipazione del giornalista e relatore Roberto Covaz, del presidente della Società di Mutuo Soccorso di Monfalcone, Sergio Poian, e di Claudio Piva, presidente della sezione monfalconese del Fogolâr Furlan. Centrale nell’analisi storica la figura del conte e podestà Eugenio Valentinis, divenuto fondamentale per la Monfalcone dei primi del Novecento, all’epoca una città in pieno sviluppo e bisognosa di infrastrutture moderne ed efficienti. Valentinis ricoprì la carica di podestà dal 1899 fino alla sua morte, avvenuta il 20 aprile 1911 all’età di 75 anni, provato da una malattia causata, molto probabilmente, dallo stress legato al suo intenso ruolo politico e istituzionale.

Durante i suoi 12 anni di sindaco fu una figura centrale per lo sviluppo e l’economia cittadina, tanto che resta ancora celebre oggi per aver ideato l’omonimo canale di 2,5 km, progettato come prolungamento del già esistente canale Dottori. Il 30 settembre 1907 venne infatti inaugurato questo importante snodo navigabile, che congiungeva direttamente la città al mare, rappresentando un’opera strategica per la crescita economica del territorio e anche per il successivo sviluppo degli attuali cantieri navali. Ad oggi, il canale Valentinis e il limitrofo porticciolo Nazario Sauro, sono inoltre conosciuti dal 1996 per essere situati nel punto più a nord del Mediterraneo. Nel corso dell’incontro, Covaz ha esaminato anche altre figure contemporanee al conte, come Antonio Dottori e il dottor Antonio Rebulla, medico curante di Eugenio Valentinis e futuro podestà di Monfalcone nel periodo successivo alla Prima guerra mondiale. «Nonostante Rebulla e Valentinis appartenessero al medesimo partito politico – racconta Covaz – non scorreva buon sangue fra i due, tanto che il dottor Rebulla con una mano lo curava e con l’altra lo “schiaffeggiava”».

Il giornalista ha inoltre ripercorso il ruolo storico della famiglia Valentinis in città, partendo dal capitanato di Enrico e Nicolò Valentinis nel 1355 fino alla più recente fondazione e alla storia della Società di Mutuo Soccorso monfalconese, fortemente voluta da Eugenio Valentinis. A raccontare la storia dell’associazione è stato il presidente Sergio Poian, che ha sottolineato il lato umano e caritatevole del conte, fondatore di una realtà nata per sostenere e assistere le persone meno abbienti o in gravi difficoltà economiche e mediche che, ad oggi, conta oltre 140 anni di storia e si conferma come l’associazione più antica di Monfalcone «quella di Eugenio, e poi anche del figlio Ottone, era una visione molto particolare per l'epoca - ha sottolineato Poian - non era scontato a fine Ottocento che una persona così abbiente devolvesse parte del suo denaro a favore di questo tipo di associazioni». 

Nel corso dell’incontro è stata analizzata anche la figura di Filiberto Valentinis, figlio adottivo di Giuseppe Valentinis, secondogenito del conte. Filiberto divenne particolarmente noto in città per la sua professione di avvocato e per la partecipazione ad una trasmissione a premi condotta da Mike Bongiorno negli anni Sessanta del secolo scorso. Oggi, a livello locale, la famiglia Valentinis conta soltanto tre membri ancora in vita e attualmente residenti a Monfalcone. Presente all’evento anche la consigliera comunale Sabina Cauci, che si è detta entusiasta della grande partecipazione di pubblico e di vedere «un forte interesse per la storia cittadina e per un’attenta esplorazione delle proprie radici». 

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