Monfalcone, il Comune punta al GECT sulla sostenibilità transfrontaliera con il progetto europeo ‘Co-Adria’

Monfalcone, il Comune punta al GECT sulla sostenibilità transfrontaliera con il progetto europeo ‘Co-Adria’

IL CONVEGNO

Monfalcone, il Comune punta al GECT sulla sostenibilità transfrontaliera con il progetto europeo ‘Co-Adria’

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 13 Mar 2026
Copertina per Monfalcone, il Comune punta al GECT sulla sostenibilità transfrontaliera con il progetto europeo ‘Co-Adria’

L’Ente ha ottenuto un finanziamento comunitario di 874 mila euro attraverso cui l’amministrazione comunale sta accelerando il processo di transizione energetica.

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Si è parlato di nuove frontiere di sviluppo stamane, venerdì 13 marzo, in municipio a Monfalcone dove è stato ospitato il convegno transfrontaliero sulle prospettive energetiche del futuro. Nello specifico, il tavolo istituzionale ha illustrato le iniziative strategiche necessarie per puntare a realizzare modelli di efficienza energetica promosso nell’ambito del progetto Interreg Italia-Slovenia “CO ADRIA” cofinanziato dall’Unione Europea. I partner progettuali sono Università Ca’ Foscari di Venezia, il Comune di Aidussina, il Comune di Udine, il Comune di Capodistria, quello di Monfalcone e l’Agenzia Energetica “GOLEA”. Sulla strada tracciata dal GECT del Nord Adriatico per promuovere la neutralità climatica entro il 2050, l’amministrazione comunale cittadina, forte dei progetti europei già intrapresi, intende incamminarsi nell’ampio filone, appunto, della sostenibilità, che comprende la tutela marina, la mobilità ciclabile, la protezione dell’ambiente, sino alla prevenzione dei rischi legati alle calamità naturali.

«Abbiamo presentato due casi studio di risparmio energetico che sono il fiore all’occhiello di Monfalcone – spiega il sindaco Luca Fasan - uno riguardante l’uso della geotermia a Marina Julia e l’altro relativo alla riqualificazione dell’edilizia sociale. A Marina Julia abbiamo realizzato un intero quartiere green con 20 milioni di investimenti, in linea con gli interventi di completa riqualificazione del litorale attuati dall’amministrazione, che è sicuramente un caso unico del settore in regione». Il primo cittadino ha pure specificato che Monfalcone intende svolgere «un ruolo da protagonista nella transizione, un percorso che per essere davvero efficace deve fondarsi su alleanze solide, capaci di mettere in rete territori, competenze e visioni comuni». «Si tratta di un atto di responsabilità e di amore verso l’ambiente, verso il nostro territorio e soprattutto verso i giovani, ai quali abbiamo il dovere di consegnare un’eredità fatta di prospettiva, concretezza e visione» conclude Fasan.

A fornire una panoramica su CO ADRIA - avviato nell’aprile 2024 e per il quale il Comune ha ottenuto un finanziamento comunitario di 874 mila euro - è stata la project manager Euroservis Mara Cernic che ha definito la giornata «un momento di studio e approfondimento per promuovere nuove progettualità» su politiche energetiche e cambiamenti climatici. Due settori che «devono andare di pari passo» e si inseriscono in progetti che guardano ad una governance innovativa non solo per quanto concerne i Porti di Monfalcone, Trieste e Capodistria ma lo sviluppo complessivo del sistema industriale locale e transfrontaliero. «CO ADRIA offre nuove prospettive, è un tassello di un contesto più ampio» continua Cernic sottolineando l’ottenimento di partenariati «più consapevoli» in modo da affrontare la complessità tecnica della materia.

Al seminario s’è parlato anche di trovare strade per la riduzione delle emissioni, di promozione delle rinnovabili e di gestione comune transfrontaliera costruendo piani stabili d’azione su cambiamento climatico, comunità energetiche e cooperazione territoriale del Gect. Il progetto permette di lavorare anche sulle CER e la legislazione europea che le regolamenta. Spazio poi ai pilastri su cui lavorerà il GECT: adattamento ai cambiamenti climatici, resilienza delle “strutture verdi” e buone pratiche amministrative. Partenariato e GECT permetteranno di lavorare per convertire la cooperazione in governance stabile e condivisa lavorando su un progetto pilota, monitorando risultati ed indicatori e creando una cultura consapevole sul tema.

Restano ora aperte le questioni su soci aderenti, risorse finanziarie, mission, vision e futuro infrastrutturale. Di «dimensione europea che rende strategico il progetto» ha riferito, nel suo intervento video, l’europarlamentare Anna Maria Cisint la quale ha rilevate come l’Ente si dimostri in grado di utilizzare risorse e opportunità comunitarie. «L’importanza dell’iniziativa è aver messo in campo proposte concrete che possano costituire delle vere e proprie linee guida per Bruxelles per sviluppare i GECT come forme di collaborazione su questioni essenziali del nostro sviluppo. Quando si affrontano i temi della sostenibilità c’è sempre il rischio che prevalgano i pregiudizi ideologici, piuttosto che il confronto con la realtà dei problemi e delle questioni che si vogliono affrontare. Merito del lavoro di questo progetto è stato quello di guardare alle soluzioni operative e agli strumenti da poter utilizzare nella nuova programmazione. E’ già successo che Monfalcone abbia fatto da modello, come nel caso del progetto pilota di piantumazione delle fanerogame marine per la salvaguardia dei fondali dalle erosioni, e che è stato clonato nella nuova programmazione in due nuovi progetti sull’area Adriatica e su quella Mediterranea» sostiene Cisint.

Che il Comune di Monfalcone punti a costituire un Gect mirato alla sostenibilità lo ha annunciato l’assessore alle Relazioni Internazionali Antonio Garritani: «Ai primi di febbraio il nostro Comune è stato il primo ad aderire a un organismo simile che riguarda i Comuni italiani e sloveni per la promozione dell’area Carsica. Si tratta di uno strumento che offre molta flessibilità operativa grazie alla semplificazione delle procedure decisionali. Ecco perché, come Comune di Monfalcone, abbiamo partecipato attivamente a questo progetto e siamo molto interessati ai risultati finali, perché vogliamo mettere a frutto il lavoro che l’Università sta predisponendo assieme a tutti i partner e utilizzare lo statuto e il piano programmatico che sarà elaborato come base di partenza per creare questo nuovo Gruppo Europeo di Cooperazione Transfrontaliera con i Comuni partner sloveni».

Foto di Paola Cistriani

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