IL COMMENTO
Monfalcone, i Progressisti puntano il dito contro maggioranza e opposizione: «Dibattito anestetizzato e senza risposte»
Il presidente Strukelj, «scelto l'aborto politico preventivo». Consiglio definito «una resa preventiva» che non ha favorito trasparenza e dialogo.
«L'elefante pur di non partorire un topolino ha deciso di abortire». àˆ il tagliente commento, divulgato attraverso una nota, dei Progressisti per Monfalcone dopo la seduta del Consiglio Comunale di ieri al centro della quale – per gran parte dei lavori - c'è stata Fincantieri. Un Consiglio che, emerge sempre dal comunicato, «si è chiuso come da copione». Una grande montagna di retorica costruita sul vuoto dei contenuti – sono le parole del presidente Davide Strukelj - un effetto a sorpresa con annessa videoproiezione, non annunciato, ma che fa tanto Hollywood».
Per Strukelj non si è rischiato di «partorire qualcosa di vivo» e «la maggioranza, con la semitacita accondiscendenza dell'opposizione, ha scelto l'aborto politico preventivo». «Doveva essere il giorno della verità e invece è diventato il giorno della resa preventiva: la maggioranza, la stessa che governa a Roma e che controlla Fincantieri tramite Cassa Depositi e Prestiti, ha preferito anestetizzare il dibattito, svuotando entrambe le mozioni sul tavolo per arrivare a un testo di “sintesi” che non disturba nessuno, e soprattutto non imbarazza il Governo amico».
«L'opposizione, che aveva chiesto l'audizione pubblica di Fincantieri in Aula, è stata dolcemente addormentata con la promessa di “trovare una quadra”, fino a risvegliarsi in un Consiglio dove il dibattito è stato ridotto a formalità , e la mozione finale è servita solo a togliere le castagne dal fuoco alla Lega. Un capolavoro di autocensura istituzionale: evitare di discutere di Fincantieri… proprio nella seduta dedicata a Fincantieri».
Secondo Strukelj il risultato è una mozione «che non impegna nessuno, non cambia nulla e, soprattutto, lascia alla Giunta la piena libertà di gestire i rapporti con l'azienda “a porte chiuse”, lontano dagli occhi e dalle orecchie del Consiglio e dei cittadini».Trasparenza e dialogo con il territorio sono stati i grandi assenti della seduta, si è spenta «la luce prima ancora che cominciasse lo spettacolo».
àˆ stata quindi «salvata la faccia alla maggioranza, che ha così evitato l'imbarazzo di dover chiamare Fincantieri a rispondere in aula». Una maggioranza «che ama anestetizzare il dibattito ogni volta che bisogna arrivare al dunque». La conclusione è quindi amara: «il topolino, questa volta, non nascerà neppure nelle note a margine. Con buona pace della città e dei cittadini».
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