Monfalcone dice addio allo storico Capo Scout Gianni Raspar: una vita «Piena» di umanità e servizio

Monfalcone dice addio allo storico Capo Scout Gianni Raspar: una vita «Piena» di umanità e servizio

IL LUTTO

Monfalcone dice addio allo storico Capo Scout Gianni Raspar: una vita «Piena» di umanità e servizio

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 25 Ago 2026
Copertina per Monfalcone dice addio allo storico Capo Scout Gianni Raspar: una vita «Piena» di umanità e servizio

Per oltre settant’anni ha dedicato tempo e passione alla crescita di generazioni di giovani. Il legame con la Comunità della Marcelliana.

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Dopo un periodo di malattia, la notte scorsa, si è spento Giovanni Raspar. Per tutti Gianni, è stato storico Capo Scout di Monfalcone, fondatore dell’AVGS e figura profondamente legata alla Parrocchia della Beata Vergine Marcelliana e alla sua comunità. Con la sua scomparsa se ne va una persona che per decenni ha dedicato energie, passione e tempo alla formazione di generazioni di giovani, facendo dello scoutismo e del servizio alla comunità una parte fondamentale della propria vita. Nato a Monfalcone il 21 settembre 1934, Gianni Raspar crebbe in una città alla quale rimase sempre profondamente legato. La sua formazione scolastica iniziò alla scuola materna aziendale “Lucilla Cosulich” dei Cantieri Riuniti dell’Adriatico, che frequentò dal 1937 al 1940. Proseguì poi alle scuole elementari “Nazario Sauro” di via Marco Polo, frequentate dal 1940 al 1945, quindi alla Scuola Secondaria di Avviamento Professionale “Ceriani” e alla scuola “Randaccio”, dove completò il percorso di avviamento al lavoro.

Parallelamente agli studi iniziò a costruire quelle esperienze che avrebbero segnato il resto della sua esistenza. Dopo aver frequentato una scuola tecnica per meccanici, senza tuttavia portarla a termine, partecipò al corso serale per falegnami organizzato dalla scuola apprendisti del CRDA. Il risultato ottenuto gli consentì di entrare nel Cantiere Navale di Monfalcone, dove fu assunto il 16 ottobre 1951 come apprendista falegname. Il 24 dicembre 1953 conseguì la qualifica di operaio e negli anni successivi continuò a formarsi frequentando corsi serali dedicati alla tecnologia, alla matematica, al disegno tecnico e alla costruzione navale. Il 22 marzo 1958 divenne impiegato tecnico, proseguendo anche la propria formazione nell’ambito dell’organizzazione del lavoro. Dopo una lunga esperienza professionale, arrivò al pensionamento il 31 dicembre 1989.

Ma accanto alla vita professionale si sviluppò molto presto quella che sarebbe diventata una delle grandi vocazioni della sua esistenza: l’impegno educativo e associativo. Da ragazzo entrò nel gruppo Aspiranti dell’Azione Cattolica della Parrocchia della Beata Vergine Marcelliana e, tra il 1950 e il 1952, fece parte dei Juniores dei Giovani di Azione Cattolica. Proprio nella comunità della Marcelliana maturò quel forte legame con la fede, con il territorio e con il servizio che avrebbe accompagnato ogni sua successiva esperienza.Il suo percorso scout ebbe inizio nel Gruppo Monfalcone 2, intitolato a Egidio Bullesi, giovane nato a Pola e vissuto anche a Monfalcone, alla Marcelliana, ricordato dagli anziani dell’Azione Cattolica e dai vecchi scout come esempio di vita cristiana e scout. Un modello che per Raspar e per molti giovani del gruppo rappresentò un riferimento educativo importante.

La Promessa Scout arrivò il 18 agosto 1949, durante il campo di Riparto in Val Marzon, ricevuta dai Capi Matteo Radossi, conosciuto come Teo, ed Ezio Bottegaro. Inizialmente entrò nella squadriglia Leoni e successivamente nella squadriglia Scoiattoli, della quale divenne capo squadriglia. Fece inoltre parte del Clan Orione. La sua vita da Capo Scout cominciò prestissimo. Nel 1950, appena quindicenne, fu avvicinato da Pierpaolo Vidali, allora diciottenne, che gli propose di entrare come suo aiuto nel Branco. Da quel momento lo scoutismo non fu più soltanto un’esperienza personale, ma divenne una vera missione educativa. Partecipò al primo corso per Aiuto Capi Branco organizzato dalla Regione Venezia Giulia a Opicina e, nel luglio 1951, insieme a Vidali, prese parte al campo nazionale per Capi Branco a Castelfranco Veneto.

Nel corso degli anni ricoprì praticamente tutti i principali ruoli educativi all’interno del Gruppo Monfalcone 2. Fu Capo Branco, Capo Reparto, Capo Clan e Capo Gruppo, mettendo la propria esperienza a disposizione di bambini, ragazzi e giovani. Nell’ASCI ottenne la nomina a Capo Branco designato nel 1956, divenne Capo Branco nel 1960 e Capo I.P.I.S.E. nel 1962. Con la nascita dell’AGESCI proseguì il proprio cammino e nel 1977 conseguì il Wood Badge Gilwell. La sua attività non rimase confinata al gruppo monfalconese. Nell’ASCI provinciale di Gorizia ricoprì l’incarico di responsabile della Branca Lupetti e quello di Commissario provinciale. Successivamente, nel Comitato AGESCI della Zona Gorizia, fu Responsabile di Zona. Partecipò inoltre alla costituzione dell’AGESCI Friuli Venezia Giulia, contribuendo così alla costruzione e alla crescita dello scoutismo regionale.Per Raspar, infatti, lo scoutismo fu soprattutto educazione. Dietro agli incarichi, alle nomine e ai tanti anni trascorsi nei gruppi vi fu sempre la convinzione che accompagnare un ragazzo nella crescita significasse trasmettere valori, responsabilità, autonomia, solidarietà e disponibilità verso gli altri. Una scelta di vita che lo portò a dedicarsi a generazioni di giovani con passione e spirito di servizio.

Il suo nome resta così legato alla storia dello scoutismo monfalconese e alla nascita dell’AVGS, ma anche alla più ampia storia associativa e comunitaria della città. Il suo lungo percorso attraversò diverse generazioni e accompagnò profondi cambiamenti del mondo scout, dall’ASCI all’AGESCI, senza perdere il senso originario di una promessa vissuta concretamente.

Alla notizia della sua scomparsa, il Direttivo del Circolo San Giuseppe APS ha espresso riconoscenza per il suo lungo impegno educativo e per il servizio dedicato a tanti giovani, stringendosi con affetto alle figlie Anna e Rita, al genero Lionello, ai nipoti Erica, Francesco e Alessio e a tutta la famiglia. Nel ricordo e nella preghiera, la comunità saluta dunque un uomo che ha saputo trasformare una promessa pronunciata da ragazzo in una lunga testimonianza di vita, servizio e attenzione agli altri.

Tanti i ricordi dei suoi amici più intimi. Tra loro ci sono Giorgio Rocco, Stelio Faresi, Enzo Destrini, Franco Brussa, Maria Zanolla Scolobig, Mafalda Crasnich, Paolo Buzzolini e tanti altri. «Papà Gianni ha avuto da sempre tante persone vicine e presenti nella sua vita – ricorda sua figlia, Anna – essendo stato responsabile di Zona ha tanti amici anche a Gorizia, Cormons e Cervignano. Negli ultimi dieci giorni ha ricevuto visite continue a casa dove è stato amorevolmente seguito dal personale delle Cure Palliative di Monfalcone: la dottoressa Marta Calligaris, Daniela Tamma, Alessia Petringa e Giulia Cabass. Ci sono stati vicini anche i sacerdoti e gli operatori della Cooperativa Itaca». Raccolti nel dolore e nell’annuncio della sua morte anche l’altra figlia, Rita, il genero Lionello, i nipoti Francesca, Erica con Mario e Alessio con Valentina.

«Per tutti noi è stato un papà, una figura storica – sono le parole del diacono Paolo Zuccon - Monfalcone perde una persona importante che si è messa sempre soprattutto al servizio dei giovani. Fare memoria della sua figura vuol dire MASCI e AVGS, vuol dire istituzione dell’archivio storico dello Scoutismo Monfalconese nella Parrocchia di San Giuseppe. Nel 1974 ho richiesto di entrare nella Comunità Capi. Da lui ricevetti un’accoglienza straordinaria In quell’anno, a maggio, abbiamo vissuto un momento straordinario: il gruppo AGI delle ragazze si unì con l’ASCI, quello dei ragazzi. Con lui abbiamo vissuto tante avventure. Indimenticabile l’estate del 1976 il supporto prestato ai terremotati di Gemona».

Anche l'Azione Cattolica diocesana di Gorizia esprime cordoglio e vicinanza alla sua famiglia ricordando la sua lunga esperienza nell’educazione di bambini, ragazzi e giovani» viene ricordata come una testimonianza di fede, servizio e responsabilità educativa. «Gianni ha saputo trasformare una Promessa scout pronunciata da ragazzo in una scelta di vita», dedicandosi alla crescita delle nuove generazioni e alla vita della comunità.

L’Azione Cattolica sottolinea inoltre la sintonia tra la propria missione e quella vissuta da Gianni, fondata sull’educazione e sul servizio. «Accompagnare le persone nella crescita, generare comunità e mettersi al servizio degli altri» rappresenta, per l’associazione, un modo condiviso di intendere l’impegno educativo. Infine, la nota affida quest'uomo alla misericordia di Dio, ricordandone con gratitudine il bene seminato e la testimonianza lasciata a tanti giovani. «Lo ricordiamo nella preghiera, grati per il bene seminato lungo il suo cammino», mentre alla famiglia e alla comunità monfalconese viene rinnovata la vicinanza fraterna. Il messaggio si chiude con le parole dello scoutismo: «Buona strada, Gianni».

Gianni Raspar lascia il ricordo di una presenza discreta ma significativa, di un Capo che ha attraversato decenni di storia scout e di una persona che ha saputo rimanere profondamente legata alla propria comunità. Una vita spesa per gli altri, iniziata con una Promessa pronunciata in un campo scout nel 1949 e proseguita per oltre settant’anni nel segno dell’educazione, della fede e del servizio. Una vita piena la sua, di serenità. La stessa che certamente ora prova stando nelle braccia del Padre.

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