L’INTERVENTO
Monfalcone, Bullian contro Cisint: «Sbagliato l’attacco a Fincantieri»
Per il consigliere regionale le priorità sono fuorvianti sulle nuove maxi gru. Ignorati anche amianto e impatto migratorio.
Si riaccende la polemica tra l’Amministrazione comunale di Monfalcone e Fincantieri. Ad intervenire, questa volta, è Enrico Bullian, Consigliere regionale del Patto per l’Autonomia – Civica FVG, che critica duramente l’impostazione seguita dal Comune nella gestione del confronto con l’azienda. «L’Amministrazione comunale di Monfalcone ha sbagliato completamente obiettivo su Fincantieri», afferma Bullian, secondo il quale le priorità sarebbero ben altre. Il consigliere regionale sostiene che sarebbe «necessario e urgente intervenire piuttosto sulle ricadute del modello produttivo Fincantieri a Monfalcone e sul decreto vergogna del sedicente Fondo Vittime dell’Amianto». A suo giudizio, invece, il confronto si è concentrato su un tema secondario.
«Su cosa focalizza lo scontro l’Amministrazione comunale di Monfalcone? Niente meno che su lavori di investimento per la posa di due maxi gru che consentiranno di avere commesse per i prossimi anni, se non decenni», prosegue. Bullian riconosce che, «al netto del grave errore del Sindaco con la posa di una firma illegittima», nel merito sarebbe ragionevole arrivare rapidamente a un accordo per la realizzazione delle infrastrutture, ritenute fondamentali per la competitività del cantiere. Secondo l’esponente del Patto per l’Autonomia – Civica FVG, una contrapposizione frontale con l’azienda su questo terreno risulta fuori fuoco rispetto ad altre questioni più rilevanti per la città. «Considero irragionevole una contrapposizione politico-amministrativa frontale con l’azienda su una questione nettamente meno rilevante rispetto a quella sull’amianto e a quella sulla gestione dell’impatto migratorio», afferma, ribadendo che proprio su questi temi dovrebbe aprirsi un confronto serio e approfondito.
Bullian evidenzia inoltre quello che definisce un isolamento politico dell’Amministrazione comunale, anche alla luce della presa di posizione del Ministro Ciriani, che a suo avviso dovrebbe indurre a una riflessione sul percorso intrapreso. «L’isolamento palese nel quale versa l’Amministrazione comunale di Monfalcone dovrebbe far riflettere sul rischio di vicolo cieco nel quale si sono infilati, sempre per l’ottusa ricerca della ribalta e della contrapposizione», dichiara attaccando direttamente la linea politica di Cisint.
Nel passaggio finale, il consigliere regionale richiama la necessità di un cambio di passo nell’affrontare le questioni che, a suo dire, gravano sulla città. «Riteniamo serva una fase nuova per affrontare con maggiore onestà intellettuale i veri problemi che attanagliano Monfalcone – conclude – perché continuare a evocare le crociate contro gli islamici o contro la grande azienda non risolve i nodi, che prima o poi arriveranno tutti al pettine».
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