Monfalcone, avviata al San Polo la formazione specifica in Medicina generale

Monfalcone, avviata al San Polo la formazione specifica in Medicina generale

L'APERTURA DEL NUOVO TRIENNIO

Monfalcone, avviata al San Polo la formazione specifica in Medicina generale

Di REDAZIONE • Pubblicato il 31 Gen 2026
Copertina per Monfalcone, avviata al San Polo la formazione specifica in Medicina generale

La Regione ha stanziato 4 milioni e 800 mila euro per garantire, nel triennio, l’equiparazione del titolo e del valore del percorso di studio al rango universitario.

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«Parlare oggi di umanizzazione delle cure senza considerare il rapporto fiduciario rappresenta una contraddizione in termini. Questo implica, innanzitutto, superare il preconcetto secondo cui l’unica soluzione alle criticità del rapporto tra sanità pubblica e medicina generale risiederebbe esclusivamente nella trasformazione del rapporto contrattuale del medico in un regime di dipendenza». Lo ha dichiarato oggi a Monfalcone l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo in occasione dell’apertura del nuovo triennio di formazione specifica in medicina generale.

Nel delineare gli scenari futuri, l’esponente della Giunta ha evidenziato come l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale saranno progressivamente in grado di sostituire gran parte del lavoro scientifico. «Tuttavia – ha sottolineato Riccardi rivolgendosi ai professionisti – voi disponete di un valore che la tecnologia non potrà mai rimpiazzare: il rapporto diretto con le persone».

«Nell’ambito delle cure primarie, infatti, il vostro è un compito essenziale di filtro e rassicurazione, basato su un legame fiduciario inscindibile. Parallelamente – ha proseguito l’assessore – l’Amministrazione regionale è impegnata a fornire strumenti concreti: l’accordo integrativo prevede infatti il potenziamento dei collaboratori di studio, il sostegno alla collaborazione professionale, la presenza nelle Case di Comunità e l’integrazione delle Aggregazioni funzionali territoriali all’interno delle strutture residenziali per non autosufficienti».

Riccardi ha inoltre annunciato che lunedì approderà in Consiglio regionale la norma che autorizzerà le aziende sanitarie a contrattualizzare i medici in quiescenza. Sebbene allo Stato spetti la mitigazione del carico fiscale e previdenziale, la Regione interviene sulle proprie competenze. «Davanti a momenti straordinari sono necessarie soluzioni altrettanto straordinarie; in caso contrario, la sostanza dei problemi rimarrebbe immutata nonostante i dibattiti». Infine, sul tema dell’integrazione tra medicina generale e altre specializzazioni, la Regione ha stanziato 4 milioni e 800 mila euro per garantire, nel triennio, l’equiparazione del titolo e del valore del percorso di studio al rango universitario.

«Si tratta di una misura di rilievo che mira a dare il giusto riconoscimento a una professione fondamentale per l’equilibrio del nostro modello di risposta sanitaria – ha concluso l’assessore –. I bisogni della popolazione sono radicalmente mutati a causa dell’evoluzione sociale e dell’invecchiamento demografico: oggi la domanda di salute non è solo una richiesta di prestazione medica pura, ma esprime una crescente necessità di rassicurazione e supporto sociale».

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