LA SICUREZZA URBANA
Monfalcone attiva il controllo di vicinato, cittadini coinvolti nella rete con le forze dell’ordine
Firmato in Prefettura il protocollo tra Comune e Governo. Volontari coordinati segnaleranno criticità e situazioni sospette, l’obiettivo è partire entro l’estate.
Una rete tra cittadini, istituzioni e forze dell’ordine per rafforzare la sicurezza urbana e migliorare la percezione di vivibilità nei quartieri. È questo l’obiettivo del protocollo sul “Controllo di vicinato” firmato questa mattina nella sede della Prefettura di Gorizia tra la prefetta Ester Fedullo e il sindaco di Monfalcone Luca Fasan.
Alla sottoscrizione erano presenti anche l’europarlamentare Anna Maria Cisint, il questore di Gorizia Luigi Di Ruscio, il comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Bolis, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Andrea Esposito e il comandante della polizia locale di Monfalcone Rudi Bagatto.
Il protocollo segue quelli già sottoscritti nei mesi scorsi con i Comuni di Gorizia e Staranzano e si inserisce in un più ampio modello di “sicurezza partecipata” promosso dalla Prefettura. Il sistema prevede la costituzione di gruppi di volontari incaricati di monitorare le aree considerate più sensibili del territorio comunale e di segnalare eventuali situazioni sospette alle forze dell’ordine attraverso coordinatori appositamente formati.
«Con questo accordo puntiamo a migliorare la sicurezza sul territorio attraverso un percorso di ascolto e di condivisione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini» ha spiegato Fedullo, ricordando come la decisione sia maturata dopo l’incontro sulla sicurezza e sull’ordine pubblico convocato a Monfalcone il mese scorso. In quell’occasione, ha riferito la prefetta, diversi cittadini avevano evidenziato episodi di microcriminalità e situazioni di disagio sociale che richiedevano un maggiore presidio del territorio.
Da quell’incontro sono state rafforzate le attività di vigilanza con servizi congiunti e con la riattivazione di un presidio mobile di polizia sul territorio monfalconese. «Questo percorso si è tradotto nella decisione di sottoscrivere il controllo di vicinato» ha aggiunto Fedullo. «Si tratta di uno strumento che favorisce la partecipazione dei cittadini alla sicurezza, che non è solo appannaggio delle forze di polizia ma anche della comunità».
La prefetta ha inoltre precisato che i cittadini coinvolti non svolgeranno alcuna funzione sostitutiva rispetto alle forze dell’ordine. I volontari saranno organizzati in gruppi, ciascuno con un coordinatore incaricato di mantenere i contatti con le autorità competenti nel caso emergano criticità o segnalazioni. «Chi farà questo lavoro sarà adeguatamente formato e rimarrà in forma volontaria» ha assicurato Fedullo.
L’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare la prevenzione e migliorare la sicurezza percepita nei quartieri. I cittadini potranno infatti contribuire non solo segnalando situazioni anomale, ma anche avanzando proposte per aumentare la vivibilità delle diverse aree urbane. «La deterrenza è fondamentale per evitare che episodi di microcriminalità possano aggravarsi» ha osservato la prefetta.
Nel suo intervento, il sindaco Fasan ha definito il protocollo «un atto fondamentale» per l’amministrazione comunale. «Monfalcone ha sempre dato un’importanza centrale alla sicurezza della città» ha dichiarato, ricordando il sistema di controlli capillari attivato negli anni e il supporto garantito dalla polizia locale. «Questo lavoro porta i cittadini ad avere la percezione che la sicurezza a Monfalcone esiste realmente e che la collaborazione tra cittadini e istituzioni può produrre risultati concreti».
Fasan ha inoltre evidenziato come il Comune abbia recentemente incrementato il numero degli agenti della polizia locale, rafforzando ulteriormente il presidio urbano. «Sono certo che questa collaborazione darà ottimi risultati» ha aggiunto.
Particolarmente netto l’intervento del questore Di Ruscio, che ha voluto chiarire i limiti dell’iniziativa. «Non si tratta di sceriffi che vanno in giro a sostituirsi alle forze dell’ordine, che già fanno un lavoro ottimo ed egregio e i risultati sui reati lo dimostrano ampiamente» ha dichiarato. Secondo il questore, il punto centrale riguarda soprattutto la percezione della sicurezza da parte della popolazione. «Se i cittadini possono avere un’interfaccia senza esporsi direttamente, evitando la paura di un coinvolgimento successivo che può togliere tempo o generare timori, allora questo strumento può funzionare» ha spiegato Di Ruscio, sottolineando anche la necessità di instaurare un rapporto di fiducia reciproca tra cittadini e forze dell’ordine. «Bisogna migliorare non solo la sicurezza reale, ma anche quella percepita». Nel corso dell’incontro il questore ha inoltre ricordato come l’Italia, nella graduatoria internazionale relativa agli omicidi, sia tra i Paesi più sicuri al mondo.
L’europarlamentare Cisint, consigliere delegato alla Sicurezza durante i suoi mandati amministrativi a Monfalcone, ha invece ripercorso il lavoro svolto nell’ultimo decennio sul fronte della sicurezza urbana. «È un percorso che dura da dieci anni e che ha dimostrato che la strada giusta è fare sinergia tra istituzioni» ha affermato. «Chi vive il territorio vede direttamente le situazioni e può aiutare a decidere meglio». Cisint ha parlato di «un puzzle costruito nel tempo», partendo dai sistemi di videosorveglianza fino agli interventi contro il degrado urbano e per migliorare la qualità della vita dei residenti. «La videosorveglianza non è soltanto la telecamera» ha sottolineato.
L’ex sindaca ha inoltre ricordato che già sei anni fa il Comune aveva attivato una piattaforma informatica dedicata alle segnalazioni dei cittadini. Secondo quanto riferito, il sistema raccoglie oggi circa 15mila segnalazioni telefoniche all’anno, alle quali si aggiungono quelle inoltrate tramite mail, piattaforme digitali e Urp. Ora il Comune e la Prefettura stanno lavorando alla definizione delle modalità operative del nuovo sistema. Si punta alla predisposizione di un bando generale condiviso per raccogliere le adesioni e definire le “regole d’ingaggio” del controllo di vicinato. L’intenzione espressa durante l’incontro è quella di far partire il progetto entro l’estate.
Nel comunicato diffuso dalla Prefettura viene sottolineato come il protocollo miri a «rafforzare il senso di fiducia nei confronti delle istituzioni» e a valorizzare «la collaborazione tra forze di polizia e cittadini ai fini della tutela della legalità e dell’interesse comune alla pacifica convivenza».
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