Mondiale di ultramaratona, Alessio Milani si piazza al ventiduesimo posto: l'Italia sfiora il podio ad Ames

Mondiale di ultramaratona, Alessio Milani si piazza al ventiduesimo posto: l'Italia sfiora il podio ad Ames

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Mondiale di ultramaratona, Alessio Milani si piazza al ventiduesimo posto: l'Italia sfiora il podio ad Ames

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 22 Set 2026
Copertina per Mondiale di ultramaratona, Alessio Milani si piazza al ventiduesimo posto: l'Italia sfiora il podio ad Ames

Il capitano azzurro ha chiuso la 100 km in 6 ore 48 minuti e 12 secondi. Miglior tempo in carriera, nonostante un problema al ginocchio avuto a fine agosto. Miglior piazzamento a squadre degli ultimi 11 anni per la Nazionale maschile.

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L'Italia dell'ultramaratona torna a bussare alle porte del podio iridato, e lo fa con il contributo decisivo di un atleta della provincia di Gorizia. Ai Campionati Mondiali della 100 chilometri di Ames, in Spagna, la Nazionale maschile ha chiuso al quarto posto nella classifica a squadre, il miglior risultato degli ultimi undici anni, e tra i protagonisti di questo risultato c'è Alessio Milani, capitano azzurro, che ha tagliato il traguardo in 22esima posizione assoluta con il crono di 6h48:12, il secondo migliore della propria carriera.

Campione italiano in carica e reduce dal successo conquistato quest'anno al 100 km del Passatore, Milani è arrivato al Mondiale spagnolo dopo un'estate tutt'altro che semplice, segnata da un infortunio che ne aveva condizionato la preparazione nelle settimane decisive.

«È andata più che bene: come squadra siamo arrivati quarti, un risultato che non arrivava da moltissimi anni» racconta Milani. «Personalmente, più di così non potevo fare, visto che mi sono fatto male al ginocchio e a fine agosto mi sono dovuto fermare, allenandomi solo con la bici. Poi, insieme allo staff, abbiamo deciso di fare un'infiltrazione, che mi ha permesso di riprendere a correre nelle ultime settimane: il risultato al Mondiale è stato quindi straordinario, considerate le premesse».

Un piazzamento, quello di Ames, arrivato al termine di una gara resa ancora più dura dal caldo sulle strade della Galizia, in cui la tenuta mentale ha fatto la differenza nel finale. «Gli ultimi 20 chilometri la testa ha fatto la differenza, visto che ormai le gambe proprio non giravano» spiega l'atleta goriziano.

Ora la priorità per Milani è chiudere il capitolo legato all'infortunio: «Adesso devo fare una risonanza magnetica e risolvere i miei problemi al ginocchio, per poi ricominciare a correre con l'obiettivo della Maratona di Londra e, ovviamente, del Passatore».

Nella classifica individuale del Mondiale, il miglior risultato azzurro è stato quello di Dario Ferrante, al debutto in Nazionale, 15° in 6h37:16 dopo aver superato una crisi al trentesimo chilometro. Alle spalle di Milani hanno chiuso David Colgan, anch'egli esordiente, 26° in 6h51:46 con il proprio primato personale, ed Enrico Bartolotti, Matteo Zucchini e Lorenzo Lotti, rispettivamente 42°, 50° e 61°. Il titolo iridato è andato allo statunitense Charlie Lawrence, davanti al primatista mondiale, il lituano Aleksandr Sorokin, e al britannico Alex Milne. Sul podio a squadre sono saliti Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, con l'Italia al quarto posto davanti a Spagna e Canada.

Tra le donne, il miglior piazzamento azzurro è arrivato da Daniela Valgimigli, 12esima con un progresso di oltre sedici minuti sul proprio personale, mentre la squadra femminile ha confermato il quinto posto della precedente edizione.

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