le statistiche
Mobbing sul lavoro, crescono i casi: donne over 50 le più esposte a Gorizia
Presentati i numeri dello sportello di via Barzellini nei primi 6 mesi dell'anno, in aumento rispetto al 2023. Emergono casi anche a scuole e nelle forze armate.
Continua a crescere la quantità di persone che si rivolgono al Punto di ascolto anti-mobbing di Gorizia, come dimostrano i dati del primo semestre 2024. A illustrare le statistiche sono state questa mattina la referente dello sportello, Teresa Dennetta, e la consigliera comunale delegata alle Pari opportunità , Marilena Bernobich. Ricordando la partenza del servizio nel 2018, l'esponente dell'amministrazione ha rilevato che «i numeri ci hanno dato ragione», tanto da raggiungere parametri simili a Udine e Pordenone.
Nel complesso, aumentano gli utenti rispetto allo stesso periodo del 2023, passando da 49 a 62, di cui 52 hanno fatto il primo ingresso da gennaio in poi. Sono in particolare le donne che si rivolgono ai professionisti in via Barzellini, con l'identikit tracciato dalla stessa Dennetta: spesso sono over 50, dipendenti del settore privato, vittime di soprusi da parte dei titolari. àˆ il genere femminile quello preponderante, infatti, con 46 casi (pari al 75%) pari ai 16 (25%) con uomini: una differenza che vede crescere la presenza rosa.
Per la coordinatrice del Punto, il fatto che siano soprattutto gli adulti con più di 50 anni a denunciare maltrattamenti è legato alle condizioni famigliari e personali, come la necessità di assentarsi dal lavoro per accudire genitori anziani o per motivi di salute. Dal punto di vista dei contratti, aumentano le richieste di aiuto da chi ha un lavoro a tempo indeterminato (oggi pari all'89%), così come cresce la percentuale di utenti che arriva dal settore pubblico. Questo rimane secondario rispetto al privato (65%) ma è in netta crescita (dal 26% al 35%).
La prima causa presunta di disagio lavorativo, riporta il report del servizio comunale, sono proprio i fattori di carattere socio-anagrafico (dal 20% a inizio 2023 al 39%). Seguono le assenze prolungate, congedi e permessi (17%) e infortunio e malattia professionale (13%). Le vessazioni si traducono principalmente con umiliazioni e critiche (57 casi registrati), seguito dall'eccesso di controllo sul lavoro (50). Se c'è perfetta parità di genere da parte dell'accusato di mobbing, nel 75% delle volte è il superiore o il titolare.
L'analisi di Dennetta rileva poi che, «rispetto a passato, ora i più colpiti sono impiegati diplomati e laureati. La fascia operaia generalmente è più sindacalizzata, l'impiegato d'ufficio invece spesso non conosce i propri diritti, soprattutto nel privato». Nel pubblico, si registrano novità con l'arrivo di istanze da parte di componenti delle forze armate: «Fa capire che anche loro chiedono aiuto. Prima c'era paura a esporsi». Crescere anche il malessere in ambiente scolastico, prosegue la coordinatrice.
In ogni caso, il contatto con lo sportello avviene in modo anonimo e non si avviano cause contro alcunché. «Chi viene da noi vuole rimanere nel posto di lavoro - specifica l'avvocato - e ci chiede come fa a sopravvivere. Se avessero deciso di avviare una causa, andrebbero direttamente da avvocati o sindacati». La collaborazione con le sigle è comunque presente, così come con i medici di base per reindirizzate le persone in difficoltà verso questo canale di ascolto, che nel giro di 48 ore risponde a tutti i primi contatti.
La provenienza geografia è da tutto il territorio provinciale. Il Punto di Ascolto è in via Giuseppe Barzellini 5, attivo il martedì e venerdì dalle 10 alle 17 e il giovedì dalle 9 alle 17. Le consulenze sono gratuite ed è possibile accedervi anche telefonicamente, chiamando lo 0481 091326, o via mail scrivendo a antimobbing.gorizia@gmail.com. Le professionalità presenti: lo psicologo psicoterapeuta Paolo Ballaben, medico del lavoro Andrea Campanile e Teresa Dennetta, avvocato giuslavorista. Ulteriori informazioni sul sito internet dedicato. 
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