la STORIA
Michele e Franco scalano l'Himalaya, l'operazione Nepal nata a Monfalcone
Michele, paziente diabetico da 40 anni, e l'ottantenne Franco sono partiti facendo trekking. Sulla vetta hanno portato un pezzo di città .
“Speranza” è la parola che più echeggia nell'ufficio del sindaco di Monfalcone al sentir parlare Franco e Michele Marzano, papà e figlio - entrambi monfalconesi - di ritorno da quella che hanno definito "Operazione Nepal”. Padre e figlio hanno fatto visita ieri al sindaco Anna Maria Cisint dopo la 13 giorni che li ha visti arrivare sulla vetta più alta al mondo.
Michele, paziente diabetico da 40 anni, e l'ottantenne Franco sono partiti lo scorso 23 settembre facendo trekking e sulla vetta dell'Himalaya hanno portato anche un pezzo di Monfalcone: la sua bandiera. “L'obiettivo è uno: dare speranza, dare energia - spiega Michele - ed il messaggio è che nonostante le difficoltà fisiche, la speranza è fiamma viva, come dimostrano il mio diabete e l'età di mio padre”.
Partiti con il volo che da Lubiana li ha portati a Katmandu e poi a Lukla, il più piccolo e pericoloso aeroporto al mondo, a quota 2.800 metri, padre e figlio hanno incontrato gli sherpa e la guida, per iniziare il trekking sulla vetta. La prima parte della missione è consistita in una prima scarpata meno impegnativa, per addentrarsi all'estremo su quota 3500 metri. “A quota 4200 metri ero stremato, mio figlio mi ha convinto ad aspettarlo là - spiega papà Franco - da lì, la salita di Michele, accompagnato da una guida".
“Quando leggi quota 5364 metri sul livello del mare, l'emozione è incredibile - continua a raccontare Michele - ecco dove sento di aver portato la speranza. L'ho fatto con l'amore e la grinta nel cuore, la stessa che ha portato mio padre lì con me”. Da questo racconto emerge una promessa d'amore, una dimostrazione che anche con il diabete "si può fare" si può intraprendere un'impresa del genere. "Franco e Michele sono per noi esempio ed è un orgoglio che grazie alle loro mani, sulla cima più alta al mondo, abbia sventolato la bandiera della nostra città ” ha concluso il sindaco Cisint.
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