Mensa in università, incognita sulla risposta degli studenti a Gorizia

Mensa in università , incognita sulla risposta degli studenti a Gorizia

da lunedì

Mensa in università , incognita sulla risposta degli studenti a Gorizia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 18 Feb 2022
Copertina per Mensa in università , incognita sulla risposta degli studenti a Gorizia

Parte il servizio, la Camera di commercio pronta a investire oltre un milione di euro sul polo.

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Sarà  una mensa molto ridimensionata, ma comunque un punto di partenza. Da lunedì, inizia il servizio atteso per oltre un decennio dagli universitari a Gorizia e già  presente tempo fa, con la possibilità  di ricevere e mangiare direttamente nel polo di via Alviano il pranzo. Un sistema che è stato illustrato questa mattina dall'assessore regionale all'Istruzione, Alessia Rosolen, insieme al direttore dell'Agenzia regionale per il diritto allo studio (Ardis), Pierpaolo Olla. In un bacino di 1.700 possibili utenti, in un primo momento il bacino sarà  ridotto.

L'area, ricavata da ex uffici delle associazioni studentesche chiusi da anni, sarà  al piano terra, davanti all'emiciclo, e in questi giorni è stata allestita. Con uno stanziamento da 320mila euro, Ardis ha arredato il locale e posizionato lavabo e altre suppellettili, mentre il cibo verrà  portato in sede dalla società  incaricata, la Sodexo. Gli iscritti alle università  di Trieste e Udine potranno prenotarsi tramite l'app bookAmeal, già  usata in altre mense della regione e che prevederà  il pagamento elettronico direttamente sulla piattaforma.

Per poter avere il pasto, previsto solo a pranzo, bisognerà  iscriversi entro le 6 del mattino stesso. Parallelamente, verrà  via la convenzione con la Wiener Haus di piazza Battisti, ultimo locale rimasto in città  con prezzi agevolati, ma Olla ha anticipato che è in corso un confronto per poterla garantire nel weekend. In quei giorni, infatti, l'ex seminario sarà  chiuso. L'assessore all'università , Chiara Gatta, ha poi spiegato che è in corso lo studio per riprogrammare le linee che collegano l'università  con la stazione, nonché tra i due poli.

L'indirizzo sottolineato da Rosolen è quello di concentrare sempre più gli sforzi su via Alviano, trovando una convergenza tra i due atenei. “Quando sono diventata assessore - ha ricordato - c'era un muro tra i due poli. Questa evoluzione è arrivata per precise scelte politiche”. Soddisfazione è stata espressa anche dalla Camera di commercio, che fin dalla nascita del corso in Scienze internazionali e diplomatiche è stata tra le principali sostenitrici economiche della permanenza in città  dell'università . In piedi, peraltro, rimane l'idea della “vera” mensa.

Come spiegato dal vicepresidente Massimiliano Ciarrocchi, sul piatto ci sono già  più di un milione di euro. La richiesta dell'ente, però, è che i due atenei mettano nero su bianco le intenzioni sul proprio futuro in riva all'Isonzo per poter proseguire con l'investimento: “Ci serve l'impegno di tutti”. Per UniTs, la permanenza è stata confermata dalla professoressa Sara Tonolo, delegata del rettore per il polo, con future novità  tra le mura dello storico edificio. Una di queste potrebbe essere a breve l'arrivo di un corso per professioni sanitarie.

Nel frattempo, Rosolen e Olla hanno passato la palla agli studenti, auspicando il loro interesse verso il servizio. Le prime settimane serviranno per capire come rodare il sistema e qual è la sua portata, ipotizzando ora di riuscire a soddisfare circa il 10% degli immatricolati in città . In loco, la disponibilità  permetterà  a una cinquantina di persone - incluso il personale - di poter mangiare nella sala ricavata. Sempre sul tema pasti, è stata fatta presente la situazione attuale in Casa dello studente, dove i lavori alle cucine ne hanno bloccato l'uso.

“Entro lunedì sarà  installata la prima” la rassicurazione di Ardis. Sul fronte menù, poi, saranno a disposizione tre scelte: del giorno, leggero e vegetariano. La scelta si farà  direttamente sulla piattaforma online. Rimane esclusa per adesso, invece, la possibilità  di coinvolgere anche gli atenei di oltreconfine - Univerza v Novi Gorici e Nova Univerza - nel progetto. La natura regionale del sistema, infatti, non permette per ora di creare un sistema unico.

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