Maturità a Gorizia, prima prova tra emozioni e ansia: i 542 studenti alle prese con l’Esame di Stato

Maturità a Gorizia, prima prova tra emozioni e ansia: i 542 studenti alle prese con l’Esame di Stato

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Maturità a Gorizia, prima prova tra emozioni e ansia: i 542 studenti alle prese con l’Esame di Stato

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 18 Giu 2026
Copertina per Maturità a Gorizia, prima prova tra emozioni e ansia: i 542 studenti alle prese con l’Esame di Stato

Tra letteratura e attualità, dagli autori del Novecento come Pavese e Brancati fino ai testi su Saragat, Furedi e Calabresi, gli studenti goriziani affrontano le prove scritte.

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È iniziata questa mattina alle 8.30 la maturità per i 542 studenti e studentesse delle scuole superiori di Gorizia. La prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi di studio, ha aperto ufficialmente un appuntamento atteso per cinque anni e vissuto dai maturandi con un intreccio di emozioni che va dall’agitazione all’entusiasmo, fino ad una sottile nostalgia per un capitolo ormai prossimo a chiudersi.

Tra chi spera in una traccia di attualità o di storia, chi guarda con maggiore timore alla seconda prova e chi fatica ancora a realizzare che il percorso liceale sia arrivato al termine, le sensazioni restituiscono il clima con cui i ragazzi si sono seduti ai banchi per affrontare il primo scritto dell’Esame di Stato.

Per molti la prova di italiano rappresenta il banco di prova più “gestibile” dell’esame, grazie agli anni di esercitazioni e simulazioni. Più in avanti, invece, si concentrano le principali preoccupazioni, soprattutto per la seconda prova e per il nuovo colloquio orale.

Per l’analisi del testo letterario, gli studenti hanno potuto scegliere tra una poesia di Cesare Pavese, “Passerò per piazza di Spagna”, e un brano narrativo di Vitaliano Brancati. Due proposte che hanno riportato l’attenzione su autori centrali del Novecento italiano, offrendo spunti di riflessione sul contesto storico, culturale e letterario delle opere.

Nella tipologia B, dedicata al testo argomentativo, una delle tracce prendeva spunto da un intervento di Giuseppe Saragat sui lavori dell’Assemblea Costituente e sui valori della democrazia repubblicana. Un’altra proposta era basata su un testo del sociologo britannico Frank Furedi, mentre una terza invitava a riflettere sul concetto di frontiera e sul significato dei confini nella società contemporanea.

Per la tipologia C, riservata ai temi di attualità, il Ministero ha scelto tra gli autori di riferimento il giornalista e scrittore Mario Calabresi, chiamando gli studenti a confrontarsi con questioni legate alla vita civile e sociale del Paese. Una seconda traccia ha proposto una riflessione su temi di stringente attualità, sollecitando capacità di analisi critica e collegamento con l’esperienza personale.

La prima prova, comune a tutti gli indirizzi di studio, ha una durata massima di sei ore e rappresenta il primo passaggio del percorso che porterà gli studenti alle prove successive. Nei prossimi giorni sarà la volta degli scritti caratterizzanti per ciascun indirizzo e, successivamente, del colloquio orale.

Anche negli istituti con lingua d’insegnamento slovena della provincia di Gorizia gli studenti hanno affrontato la prima prova secondo le modalità previste per l’esame di Stato, all’interno di un calendario che proseguirà nei prossimi giorni con le altre prove ministeriali.

«Non sono troppo in ansia per il primo scritto - racconta Francesca Cavallero del liceo classico “Dante Alighieri” - tra le tre prove, italiano è quella per cui mi sento più tranquilla. In cinque anni ci siamo esercitati molto nella scrittura ed è anche una delle materie che preferisco. Non saprei dire cosa potrebbe uscire, ma punterei sulla tipologia B, il testo argomentativo. Se ci fosse una traccia storica interessante, la sceglierei volentieri. Sono abbastanza rilassata, anche se sento un po’ di agitazione per l’esame nel suo complesso: è il coronamento di cinque anni di impegno. L’obiettivo non è il voto massimo, ma essere soddisfatta del percorso fatto».

Più prudente l’approccio di Alyssa Freschi, del liceo scientifico “Duca degli Abruzzi”, che ha dedicato le ultime ore al ripasso senza però farsi troppe aspettative. «Ieri ho fatto l’ultimo grande ripasso cercando di immaginare possibili tracce e collegamenti, ma non voglio aspettarmi troppo per non restare delusa. Affronterò la prova con la mente abbastanza aperta». Le preoccupazioni maggiori sono rivolte altrove: «Mi spaventano di più la seconda prova e l’orale. Non mi sembra vero che questo percorso stia finendo: da una parte c’è ansia, dall’altra quasi emozione nel pensare alla chiusura di questi cinque anni».

Stessa sensazione per Giulia Fain dell'Istituto “D’Annunzio”: «Non mi sembra possibile che sia già finito questo percorso, mi sembra di averlo iniziato ieri. È strano pensare che adesso tocchi a me affrontare la maturità». Al momento prevale la calma, anche se resta qualche incertezza. «Ho un po’ di ansia per le tracce, ma spero di fare un buon esame che rispecchi l’impegno di questi anni. Non ho aspettative particolari, ma speriamo bene».

Tra le emozioni più ricorrenti emerge la nostalgia per una quotidianità che sta per cambiare. «Lasciare il liceo è una sensazione strana, piena di malinconia - osserva Lorenzo Bardusco del liceo artistico “Max Fabiani” - per cinque anni la scuola è stata una routine e una sorta di zona di comfort. È difficile pensare che poche giornate possano sembrare decisive rispetto a tutto il percorso fatto». Nonostante questo, prevale la fiducia: «Non sono troppo ansioso e credo che in qualche modo me la caverò. Spero che il risultato finale rispecchi il cammino compiuto, pur sapendo che un esame non definisce una persona».

C’è infine chi si affida all’istinto e alla speranza di trovare la traccia giusta. «Sono tranquillo ma anche emozionato» racconta Diego Polese del liceo “Slataper”. «Confido nelle tracce e spero di trovarne una adatta a me. L’obiettivo è affrontare l’esame nel migliore dei modi e uscirne soddisfatto».

Tra ipotesi sulle tracce, timori per la seconda prova e curiosità per il nuovo colloquio orale, dalle parole degli studenti emerge soprattutto la consapevolezza di trovarsi davanti a un passaggio simbolico. Per molti, più che l’esame in sé, pesa il saluto a compagni ed insegnanti che negli ultimi cinque anni hanno scandito la quotidianità.

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