LA PRIMA PROVA
Maturità 2026 a Monfalcone, al Buonarroti è boom per il tema di attualità: «Spunti scarsi, ci aspettavamo di meglio»
Il testo argomentativo sulle ‘Frontiere’ con gli spunti del sociologo Furedi non ha convinto i candidati. Qualche adesione alla traccia basata sul discorso di insediamento di Saragat.
Sono usciti poco prima delle 14 i primi studenti reduci dalla prima prova di Italiano dell’Esame di Maturità. L’esame è cominciato dopo le 9 per la maggior parte delle commissioni tenuto conto del tempo per fare le fotocopie delle tracce dopo l’apertura dei plichi ministeriali avvenuta a Roma. Per qualcuno la prova ha avuto inizio alle 10 e – volendo sfruttare il tempo massimo – potrebbe finire alle 16. Sono 416 i candidati delle scuole superiori del Mandamento Monfalconese: 172 al Buonarroti di Monfalcone, 143 al Brignoli – Einaudi - Marconi di Staranzano e Gradisca e 101 al Pertini di Monfalcone e Grado. Ecco tutte le tracce dei temi proposti. Cesare Pavese, con la poesia “Passerò per piazza di Spagna”, è stata la protagonista della traccia A, quella dedicata appunto al testo poetico. L'insediamento e il discorso del presidente Giuseppe Saragat tenuto nella seduta del 28 dicembre del 1964 è stata fra le tracce proposte ai maturandi per la tipologia B “Analisi e produzione di un testo argomentativo”, quella che è stata catalogata come B1.
La seconda delle tracce di testo argomentativo, B2, ha proposto da un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci, tratto da “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire”, sulla creatività scientifica. Agli studenti è stato chiesto di sintetizzare il testo e di esprimere il proprio punto di vista sulla tematica trattata motivando e argomentando con proprie considerazioni. La terza tra le tracce di testo argomentativo, la B3,ha richiesto di affrontare il tema delle “Frontiere”. Lo spunto di partenza è un passaggio di un'opera del sociologo Frank Furedi, “I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere”. La traccia C1, per il tema di attualità alla Maturità, porta sui banchi d'esame il concetto di “incanto”. Lo spunto per i maturandi viene offerto da un brano dall'articolo “Funziona a meraviglia” della giornalista tedesca Wenke Husmann, pubblicato su Internazionale nel gennaio 2026, su scienza, ragionamento scientifico e capacità di farsi stupire. Infine, tra le tracce proposte all'esame di maturità 2026, per la tipologia C2, gli studenti sono stati chiamati a riflettere sul concetto di “fatica” attraverso un brano di Mario Calabresi tratto dal suo saggio “Alzarsi all'alba”.
I primi ragazzi che abbiamo incontrato fuori dal Liceo Buonarroti di Monfalcone sono alcuni studenti della 5BLL, dell’indirizzo Linguistico: Sabrina Reia, Cora Farina, Marina Kasakova, Giulia Di Paola ed Hevin Pinarbasi. Mentre molti altri escono assorti nei loro pensieri e stravolti dal primo vero caldo estivo, loro si fanno intervistare. Commissario interno per la prova di Italiano. La tendenza per il tema di attualità è da subito notevole. Sabrina ha scelto il tema C1 sull’incanto traendo quindi spunto da una parte dell’articolo di Husmann. «L’ho scelto perché mi è stato possibile collegarlo con “Il Fanciullino” di Pascoli. A tratti, l’articolo proposto mi ha permesso di trovare delle analogie con il tema del lato infantile degli adulti. Era fattibile».
Sabrina si iscriverà all’Università di Venezia al corso di Business e Management. Intanto esce Giulia Illuminato. È turbata. A due ore dalla fine della prova, è passata dalla traccia B3 sulle frontiere, alla C1, in linea con gli altri. «Ero tranquilla ma i temi non erano convincenti per niente» commenta. Anche Cora ha scelto l’attualità «perché nessun’altra traccia mi ha convinto». Maria sperava in qualcosa che riguardasse l’Intelligenza Artificiale «ma sono comunque riuscita ricavarne qualcosa riallacciandomi a quanto proposto. Giulia Di Paola ha scelto il tema della fatica, tipologia C2, quella tratta dal brano di Calabresi. «Non è vero che non esiste più, riguarda anche le nuove generazioni. Certamente non più come una volta ma i nostri genitori ci trasmettono ancora questo valore». “Funziona a meraviglia” ha convinto anche Hevin che nel suo scritto ha richiamato il Romanticismo, Pascoli e il concetto di leggerezza di Calvino. Dopo il mare e il relax si iscriverà a Scienze della Comunicazione a Padova.
A parlarci per la 5CLL è invece, Bruna Tavares. Scritto di attualità pure per lei. Ha messo in connessione Pascoli con Fanciullino e Romanticismo. Non è serena sulla forma e sul lessico ma guarda già all’università. Vuole iscriversi a Comunicazione Interlinguistica Applicata alle professioni giuridiche. Tra i commenti che si sentono nel cortile della scuola emerge il fatto che «gli spunti sono stati scarsi». «Ci aspettavamo di meglio – rimarca Sabrina – per esempio non c’è stato nessun accenno alle relazioni internazionali o ai conflitti ma abbiamo lavorato bene tutto l’anno e questo ci incoraggia». Sulla stessa linea – sorridenti e scherzosi – si piazzano Mattia Cecotti e Emanuele Saccomani. Mentre aspetta di iscriversi al suo primo anno accademico in Ingegneria Fisica, Alex Cragnolin della 5ASA ci dice che il brano della giornalista tedesca «era il migliore da sostenere». «Secondo me la meraviglia non si perde con l’età ma si trasforma» questa la sua iniezione di speranza mentre torna in sella alla sua moto. Ci sorprende Anna Pellizzoni che ha scelto la traccia A1, quella dedicata al testo poetico di Cesare Pavese. «Un autore che non abbiamo trattato ma che mi ha convinto - sono le sue parole - la domanda di partenza dell'analisi mi ha aiutato a concentrarmi sulle emozioni suscitate dalla natura e dall'ambiente circostante. Ho dato il massimo, penso di aver fatto un'analisi completa citando più autori possibili nella parte della produzione interpretativa».
Incontriamo anche Martina Maranzana che abbiamo già intervistato al concerto di Cremonini a Gorizia e che ritroviamo con piacere a scuola. Esordisce dicendoci: «Speremo ben», poi ci racconta dell’analisi del e della produzione del testo argomentativo che ha scritto ispirandosi al discorso di insediamento del presidente Saragat. Nel suo elaborato si è concentrata su democrazia, voto alle donne e valore della libertà. «È stato complicato ma la simulazione sulla tipologia B è servita» commenta. «Il discorso di Saragat è stato complesso – rileva Umberto Dimitri – ma poi mi sono sciolto nell’interpretazione e scrivere il tema è stato facile. Mi ha aiutati il ripasso pre esame sulla figura di Calamandrei che mi è servito per elaborare il mio pensiero sul diffuso indifferentismo politico e partecipazione democratica da rilanciare». Domani sarà la volta della seconda prova. Al Buonarroti sarà matematica e il margine per “spaziare” non sarà molto perché con i numeri e le formule c’è poco da inventarsi.
Foto di Paola Cistriani
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