Marina Julia, un miagolio tra i rovi: il salvataggio di un gatto abbandonato punta i fari su una situazione più ampia

Marina Julia, un miagolio tra i rovi: il salvataggio di un gatto abbandonato punta i fari su una situazione più ampia

Il fatto

Marina Julia, un miagolio tra i rovi: il salvataggio di un gatto abbandonato punta i fari su una situazione più ampia

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 17 Giu 2026
Copertina per Marina Julia, un miagolio tra i rovi: il salvataggio di un gatto abbandonato punta i fari su una situazione più ampia

Un sopralluogo per verificare una segnalazione si trasforma in intervento di recupero lungo via Punta Barene, dove la volontaria Rosi denuncia il fenomeno degli abbandoni.

Condividi
Tempo di lettura

A noi, ‘giornalisti di campagna’, come ci definiamo tra il serio e il faceto in contesti sovraregionali, è stato insegnato che, laddove è possibile, è bene verificare fisicamente segnalazioni, dichiarazioni di terzi e fatti in generale.

A segnalazione di una lettrice, giunta tramite un esponente politico locale, in due – con la scusa di realizzare alcune fotografie da tenere in archivio – ci siamo recati a Marina Julia. Sembrerà strano misurare i parcheggi, eppure è stato così: e mentre la cronaca procedeva speditamente e si era convinti di concludere in breve tempo l’intera operazione, un suono disintegrava tutte le nostre speranze di un rientro celere.

A primissimo impatto sembrava il richiamo di un fagiano in lontananza poi, avvicinandosi ai rovi, la consapevolezza che non si trattava di animale selvatico bensì di un gatto certosino affamato più che impaurito che, dopo qualche tentativo con i mezzi di fortuna (qualche vecchio guanto da lavoro rimasto in macchina e una scopa gentilmente fornita dalla signora Rosalia che, passando di lì con il nipotino Eros, si è prodigata con noi per il recupero), ha deciso di uscire autonomamente dai rovi, attraversare la strada sgusciando alle nostre mani e raggiungere il canneto.

Da lì, con pazienza e attendendo i volontari dell’associazione Gati de Mofalcon, di cui la stessa signora Rosalia è volontaria per le locali colonie, il micio si è fatto recuperare e ora si trova al rifugio del sodalizio. All’apparenza in piena salute, non era provvisto di microchip che ne potesse confermare la proprietà, stando alle informazioni forniteci dai volontari che lo hanno portato al rifugio.

Un’avventura che, a noi cronisti, nel parlare proprio con Rosalia, “Rosi”, ha detto anche altro: che quel posto, in particolare via Punta Barene, è luogo di abbandono di gatti. Specialmente giovani come quello che, lunedì 15 giugno, ha richiamato con il miagolio la nostra attenzione. «In quattro anni che abito qui – ci ha raccontato la volontaria originaria di Cervignano ma che dopo la pensione ha deciso di trasferirsi sul litorale monfalconese – ne ho già salvati quattro, uno all’anno. E con questo siamo a cinque».

Strada difficile, nella quale la velocità è spesso alta e che si affolla nelle giornate festive e di sole. «Ci vorrebbero i dissuasori e un po’ più di rispetto per gli animali, qui girano anche sciacalli oltre che caprioli» e non tutti i gatti sono fortunati da essere salvati in tempo. «Qualche tempo fa ho rincorso in macchina una persona che aveva abbandonato un gatto lanciandolo dalla macchina. L’ho fermato a Doberdò e costretto a riprenderselo e portarlo a un gattile». Tristi piccole storie che escono solo da fortuiti casi di cronaca. Come in questo caso. 


Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione