IL PODCAST
Luisa Cecere, Intrecci di vita, sapere e passione tra scuola, Medioevo e arte del merletto
La storia che racconta di una protagonista silenziosa ma tenace della cultura goriziana, capace di unire generazioni, saperi e tradizioni in un cammino fatto di dedizione e curiosità .
Ci sono persone che attraversano il tempo e i luoghi senza clamore, lasciando però tracce profonde. Luisa Cecere è una di queste figure: insegnante per vocazione, studiosa per curiosità instancabile, protagonista silenziosa ma costante della vita culturale goriziana.
La sua storia comincia con un'infanzia itinerante — Umbria, Emilia, Piemonte — prima di approdare a Gorizia all'età di nove anni. àˆ qui che trova nello scoutismo un punto di riferimento, un luogo di appartenenza in una città ancora segnata dal confine. Quell'esperienza segnerà il suo modo di guardare al mondo: spirito comunitario, voglia di costruire, apertura all'altro.
Dopo gli studi alle Orsoline, un incontro fortuito la porta a lavorare con bambini e ragazzi con disabilità , esperienza che la introduce al mondo del CPAR e la avvicina all'insegnamento di sostegno. àˆ l'inizio di una lunga carriera nella scuola dell'infanzia, vissuta con rigore, passione e creatività : «Mi hanno insegnato la pazienza, quella vera», racconta oggi. «E soprattutto la capacità di guardare ogni bambino come un mondo a sé».
Parallelamente nasce un altro percorso, altrettanto significativo: quello dell'Accademia Jaufré Rudel di Gradisca d'Isonzo, fondata nel 1988 insieme al fratello Paolo, e a Fabio Cavalli. Un'avventura culturale che intreccia musica, filologia, storia e vita quotidiana del Medioevo, in un'epoca in cui quella stagione storica era ancora guardata con sospetto e superficialità . Luisa riprende gli studi e dedica la sua tesi di laurea all'intreccio tra medicina e cucina medievale: un'indagine pionieristica che rivela affinità linguistiche e pratiche tra ricettari medici e culinari.
Da lì, il passo verso conferenze, cene storiche e progetti di divulgazione è naturale. Luisa porta le sue ricerche in Italia e all'estero, con momenti memorabili come il buffet in un antico caravanserraglio di Damasco, dove un piatto di pesce riesce a evocare, per un ministro siriano, i ricordi dell'infanzia. «In quel momento ho capito la forza degli scambi culturali medievali», dice.
Negli ultimi anni, dopo la pensione, ha ripreso un sogno d'infanzia: il merletto a tombolo, imparato per la prima volta tra i banchi della scuola elementare a Gorizia. Oggi quel ticchettio ritmico dei fuselli accompagna i suoi momenti di concentrazione e libertà mentale, diventando metafora perfetta di un'esistenza tessuta con pazienza, precisione e creatività .
La voce di Luisa è anche parte della serie podcast Voci dal Confine, dove ha raccontato la sua storia in una conversazione che intreccia memoria personale e collettiva. Il suo percorso dimostra che i sogni non sono mete lontane, ma sentieri che si percorrono giorno dopo giorno. Una frase che riassume bene la sua traiettoria: senza grandi proclami, ma con la forza di chi costruisce, passo dopo passo, ponti tra epoche, saperi e persone.
Il podcast è fruibile tramite Spotify cliccando qui e su YouTube qui.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione










