Luigi Fogar, l'aggressione fascista a Capodistria per farlo tacere

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Luigi Fogar, l'aggressione fascista a Capodistria per farlo tacere

Di Vanni Feresin • Pubblicato il 23 Gen 2022
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Nato a Piuma nel 1882, rinunciò a diventare segretario del Partito popolare di don Sturzo.

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27 gennaio 1882. Nacque a Peuma, un sobborgo di Gorizia, Luigi Fogar (nella foto). Il padre era un facoltoso agricoltore e commerciante, sostenitore del partito irredentista italiano. Completò gli studi al ginnasio di Merano tenuto dai Benedettini e nel 1903 si iscrisse, da seminarista, alla facoltà teologica dell’Università di Innsbruck dimorando nel collegio dei gesuiti. Venne ordinato sacerdote nel 1907 nella chiesa dell’Università di Innsbruck.

Nel 1908 il Principe Arcivescovo di Gorizia monsignor Francesco Borgia Sedej lo nominò vicerettore del Seminario minore, insegnante nello stesso seminario e catechista del ginnasio tedesco. Durante gli anni della prima guerra mondiale si rifugiò a Lubiana ospite dei gesuiti. Dopo il conflitto, si occupò con grande alacrità d’animo degli internati italiani a Graz. Nella stessa città diresse il convitto degli studenti italiani profughi. Nel 1917 si laureò in Teologia all’università tirolese e nel 1918 rientrò a Gorizia, dove venne chiamato dalle autorità italiane a far parte del governo provvisorio della provincia isontina.

Nel 1921 rifiutò la carica di segretario del Partito popolare di don Luigi Sturzo e, nello stesso periodo, l’Arcivescovo Sedej lo nominò suo segretario affidandogli anche l’incarico di "padre spirituale" del seminario teologico. Nel 1922 si occupò della fondazione del Circolo goriziano cattolico Per crucem ad lucem e l’anno successivo, il 14 ottobre, venne nominato Vescovo di Trieste e consacrato nel Duomo di Gorizia dallo stesso Sedej.

Per un contrasto con lo stato italiano, pur essendo stato nominato dal Papa il 2 luglio del 1923, prenderà possesso della Cattedra di San Giusto solamente nel marzo del 1924 e successivamente di quella di San Nazario a Capodistria. Nel 1935 venne aggredito dalle squadre fasciste a Capodistria, dove si era recato a cresimare. Nei mesi successivi, numerose altre celebrazioni presiedute da Fogar saranno disturbate da gruppi di fascisti e nel 1936 il cardinale Rossi gli manifestò la volontà papale di ricevere le sue dimissioni, cosa che avverrà il 29 ottobre di quell’anno.

Gli ultimi trent’anni della sua vita li passerà a Roma con il titolo di Arcivescovo di Patrasso e Canonico della basilica di San Giovanni in Laterano. Alla fine della seconda guerra mondiale rifiuterà la nomina a Nunzio Apostolico in Austria e Germania e anche il ritorno a Gorizia come metropolita. Morì il 26 agosto del 1971 e fu sepolto nella basilica Laterana.

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