Le lingue antiche raccontate in un festival, Fevelis parte da Gorizia

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Le lingue antiche raccontate in un festival, Fevelis parte da Gorizia

Di Daniele Tibaldi • Pubblicato il 13 Giu 2023
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Oggi la presentazione dell'edizione zero del festival, «valorizzare la storia millenaria di crocevia di popoli ladini, veneti, slavi e germanici».

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àˆ stata presentata stamattina, al Kulturni dom di Gorizia, l'edizione zero del festival “Fevelis: festival di lingue antiche e musiche moderne”, che si terrà  a Mereto di Tomba tra il 24 e il 25 giugno. Un'edizione sperimentale, quindi, frutto dell'iniziativa dell'associazione Armonie e avviata quest'anno grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, oltre che con la collaborazione dell'associazione Inniò, dei Comuni di Mereto di Tomba e di Sedegliano, e di Arlef.

Come ha spiegato il presidente di Armonie Mattia Mestroni, «con quest'iniziativa vogliamo valorizzare la storia millenaria di crocevia di popoli ladini, veneti, slavi e germanici che contraddistingue il territorio regionale e, in particolare, il Castelliere di Savalòns». Il nome stesso del festival – in friulano fevelࢠsignifica parlare, raccontare e anche cantare – non deve trarre in inganno. Chiarisce infatti il sindaco di Mereto, Claudio Violino: «La stessa lingua friulana – che non è né tedesco, né italiano, né sloveno – rappresenta un testimone vivente di questo incontro di culture. La due giorni sarà  un'occasione speciale per rilanciare un rapporto di amicizia tra tutte le popolazioni dell'arco alpino attraverso la cultura e la musica».

A fare da cornice sarà  il villaggio protostorico risalente a 3.500 anni fa, divenuto celebre per la scoperta della tomba, da cui il nome stesso del piccolo paese friulano. Per il sindaco la due giorni «consentirà  di inserire il monumento e i siti turistici in un contesto moderno, dove non si avrà  la sensazione di essere in un museo, ma in qualcosa di vivo, dove culture diverse possano continuare a incontrarsi e a contaminarsi».

àˆ Leo Virgili, direttore artistico della kermesse, a descrivere nei dettagli quello che «sarà , sì, un festival culturale e musicale, ma anche e soprattutto un momento di festa popolare all'insegna dello scambio con chi ci sta vicino». Tra “cjaminadis” (visite guidate) e chioschi vari, si esibiranno dieci gruppi diversi, tra cui i goriziani Radio Zastava. Ma saranno rappresentati un po' tutti i territori della regione e oltre: dalla Val di Fassa alla Croazia, passando per il Carso e la Slovenia.

«I vari gruppi – le parole di Virgili – sono stati selezionati in quanto portatori di un messaggio artistico di ricerca che non sia main stream, affinché si realizzi un evento con proposte artistiche di buon livello e allo stesso tempo divertenti. L''idea è di coinvolgere progetti non di stampo folcloristico, ma che fossero in grado di essere espressione moderna e contemporanea senza rinnegare, allo stesso tempo, le proprie radici culturali».

Il festival prenderà  il via sabato 24 giugno, alle 18.30, con una visita guidata del Castelliere, in località  Savalons (Mereto di Tomba), a cui seguirà  la camminata "Cjastelà®r" (9km). Successivamente, sarà  possibile godere di una cena a km0, preparata dalle Pro Loco Pais San Marc (antipasto), Pro Loco Tomba (primo), Pro Loco Mereto (secondo) e Pro Loco Pantianicco (dolce). Durante questa prima giornata della rassegna, il gruppo austriaco "Duo Klak" e lo sloveno "Samo & Barbara" si esibiranno per offrire un'esperienza davvero indimenticabile. Il secondo giorno del festival, domenica 25 giugno, sempre al Castelliere, ospiterà  le esibizioni di diversi gruppi musicali, tra cui Cà»r Di Veri, Ostaiki, Massimo Silverio, Martina Iori, Violoncelli Itineranti, Radio Zastava, Laipnessless, Å irom. Gli spettacoli avranno inizio alle 16.30 e i chioschi saranno aperti fino alle 23.30.

L'iniziativa ha raccolto anche il plauso di Igor Komel, presidente del Kulturni dom: «Sono contento che abbiate scelto questo luogo per la presentazione, perché il Kulturni sarà  sempore la casa di italiani, sloveni e friulani. Festival come il vostro dimostrano come ancora oggi il Friuli Venezia Giulia continui a essere un territorio portatore di mescolanze».

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