LA LETTERA
Lettere - Ronchi, Noi Moderati attacca sulle cabine Enel dismesse: «Ancora in totale abbandono e degrado»
I consiglieri Dijust e Acampora presentano una nuova interrogazione al sindaco Benvenuto, «a otto mesi dalle promesse del vicesindaco Papais non si è visto alcun piano di murales». Segnalati anche pali pericolosi abbandonati in via Mitraglieri.
Ci scrivono Boris Dijust e Salvatore Acampora dal gruppo consiliare Noi Moderati per segnalare una situazione che riguarda alcune cabine ENEL dismesse presenti sul territorio comunale di Ronchi dei Legionari e per rendere nota un'interrogazione indirizzata al sindaco. Al centro della richiesta di chiarimenti vi sono lo stato di manutenzione e sicurezza degli immobili, gli interventi annunciati nei mesi scorsi e la presenza di ulteriori elementi di degrado urbano segnalati in via Mitraglieri. Di seguito il testo integrale dell'interrogazione. (E.V.)
Facciamo seguito alla nostra interrogazione del 2 ottobre 2025 e alla relativa risposta ricevuta in Aula in riferimento all’oggetto. Considerato il tempo trascorso siamo a chiedere se l’Amministrazione ha provveduto ad acquisire l’elenco completo delle cabine ENEL dismesse sul nostro territorio e se sono state valutate le azioni successive per metterle in sicurezza e provvedere alla pulizia e al taglio del verde.
Diverse di queste cabine, che oggi ormai non hanno più alcuna utilità, sono in completo stato di abbandono sia per le condizioni di manutenzione dell’immobile sia, in alcuni casi, per il verde che le sta fagocitando. Come già sottolineato nell’interrogazione gli immobili in argomento si trovano in diverso stato di conservazione e in alcuni casi potrebbero anche essere o diventare fonte di pericolo, ma anche di infestazione di ratti e insetti, rifugi sicuri e condizioni ideali per la nidificazione e la proliferazione di parassiti.
In Aula ci furono garantiti interventi di manutenzione e interessamento presso l’ENEL per l’alienazione e/o riqualificazione degli immobili. L’unica cosa che all’epoca è stata attuata nell’immediatezza è stato lo sfalcio dell’erba e il taglio dei rami cresciuti attorno ad alcune cabine, attività che andrebbe rifatta periodicamente con una manutenzione programmata. Nella risposta in Aula il vicesindaco PAPAIS ci ringraziava dell’interrogazione perché - a Suo dire - gli permetteva di svelare un piano di riqualificazione già pensato e programmato dall’Amministrazione con decorazioni pittoriche che avrebbero abbellito le cabine.
A distanza di 8 Mesi dobbiamo purtroppo constatare che non vi è stato alcun intervento visibile da parte di ENEL o del Comune. A parte la cabina di Vermegliano, che non è dismessa e porta la firma della scuola elementare Ljubka Šorli, nessun murales è apparso! Solo come piccolo esempio, la cabina di Soleschiano ha ancora la porta aperta. Gli impianti ancora presenti all’interno permettono di arrampicarsi e salire fino in cima, ovviamente con pericolo per chi ci dovesse provare perché i ferri sono ruggini e il cemento della struttura si sfalda.
A tutt’oggi non abbiamo ricevuto il richiesto elenco completo delle cabine dismesse e ci sorge il dubbio se il censimento sia stato effettuato. Il dubbio è scomodo ma solo coloro che ignorano la complessità delle cose non ne hanno. Cosa è stato fatto da ottobre dell’anno scorso? ENEL è stata sollecitata a provvedere alla messa in sicurezza e alla dovuta manutenzione degli immobili di sua proprietà?
Mentre ci chiediamo tutto questo, emerge un’altra criticità. In via Mitraglieri, vicino la benna della raccolta del verde, sono abbandonati a margine della strada - chissà da quanti anni - pali in cemento di una vecchia linea elettrica di illuminazione. Sono del Comune? Sono di ENEL? I ferri che spuntano sono pericolosi e non segnalati. Si vuole intervenire per farli rimuovere o ce li teniamo lì come monumento urbano industriale?
Noi - Noi Moderati - insistiamo sempre a dire che serve una scala di priorità nei lavori da affrontare e la sicurezza, intesa sia come safety che security, è al primo posto. Il decoro urbano permette di evitare le conseguenze della teoria del vetro rotto, ovvero che un ambiente non curato e “disordinato” alimenta fenomeni di emulazione. Ma se le istituzioni per prime si comportano in questo modo, come possiamo poi pretendere dai cittadini un comportamento diverso?
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