Lettere – ‘Riforma del governo del territorio’ in Fvg, le osservazioni di tre associazioni ambientaliste al DDL 90

Lettere – ‘Riforma del governo del territorio’ in Fvg, le osservazioni di tre associazioni ambientaliste al DDL 90

LA LETTERA

Lettere – ‘Riforma del governo del territorio’ in Fvg, le osservazioni di tre associazioni ambientaliste al DDL 90

Di WWF FVG, LIPU FVG, ASSOCIAZIONE E.ROSMANN • Pubblicato il 04 Lug 2026
Copertina per Lettere – ‘Riforma del governo del territorio’ in Fvg, le osservazioni di tre associazioni ambientaliste al DDL 90

Tra le firmatarie del documento, oltre Wwf e Lipu, c’è l’associazione monfalconese ‘Eugenio Rosmann’. Le criticità evidenziate riguardano infrastrutture verdi e blu, deroghe consentite per il consumo di suolo e tutela del paesaggio.

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Tre associazioni ambientaliste del Friuli Venezia Giulia, ovvero le sezioni regionali d Wwf e Lipu e il circolo di Monfalcone “Eugenio Rossman”, hanno presentato le loro osservazioni al Disegno di Legge n°90 presentato pochi giorni fa in Consiglio regionale. Una riforma degli strumenti di governo del territorio che, nonostante i dichiarati intenti, presenta secondo le associazioni firmatarie tre nodi di criticità per quanto riguarda la tutela e la sostenibilità ambientale: la definizione del sistema delle cosiddette infrastrutture verdi e blu, le deroghe che consentono nuovo consumo di suolo e l’attenzione al Piano Paesaggistico Regionale. [F.D.G.]

Le Associazioni ambientaliste Eugenio Rosmann, WWF FVG e LIPU FVG presentano un documento unitario di osservazioni al Disegno di Legge n. 90 “Riforma del governo del territorio” per la formulazione del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) che deve tener conto degli obiettivi del recente Regolamento UE 2024/1991 “Nature Restoration Law (NRL)” e delle relative disposizioni statali di recepimento di cui al D.Lgs. 80/2026, garantendo il pieno coordinamento con la pianificazione sovraordinata guidata dal Piano Paesaggistico Regionale (PPR-FVG) oltre a fondere le linee strategiche regionali con i vincoli gerarchici sovraordinati europei e ambientali (Convenzione Europea del Paesaggio, Tutela delle Reti ecologiche e Biodiversità, Valutazione Ambientale Strategica) oltre alla normativa quadro nazionale (Codice dei beni culturali e del paesaggio - D.Lgs. 42/2004) e alla Costituzione italiana (art. 9).

Il recente Regolamento UE 2024/1991 “Nature Restoration Law”, entrato in vigore il 18 agosto 2024, stabilisce obiettivi chiari e obblighi giuridicamente vincolanti volti a garantire il recupero degli ecosistemi degradati, terrestri e di acqua dolce, marini, urbani, agricoli e forestali dell’Unione Europea, mirando contestualmente alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla prevenzione e alla riduzione dell'impatto delle catastrofi naturali. Ripristinare gli ecosistemi significa rafforzare le basi ambientali, sociali ed economiche su cui si fonda la qualità della vita e la salute dei cittadini. Il PGT deve recepirli in modo vincolante, definendo criteri misurabili, obiettivi quantitativi e un quadro di monitoraggio trasparente.

Le Associazioni evidenziano tre criticità centrali, presenti nel Disegno di Legge n. 90 del FVG, che, se non corrette, rischiano di indebolire la tutela ambientale regionale proprio nel momento storico in cui la crisi climatica richiede scelte più rigorose e lungimiranti.

Infrastrutture verdi e blu: il cuore della resilienza climatica regionale

Il DDL n. 90 non definisce in modo adeguato il sistema delle infrastrutture verdi e blu, elemento essenziale per garantire continuità ecologica, tutela della biodiversità e mitigazione degli impatti climatici. Il Friuli Venezia Giulia dispone già di un patrimonio di aree naturali protette, corridoi ecologici, zone umide e sistemi fluviali che devono essere riconosciuti, ampliati e integrati nella pianificazione territoriale.

Consumo di suolo: le deroghe del DDL rischiano di vanificare la transizione ecologica

Il Disegno di Legge introduce numerose deroghe che consentono nuovo consumo di suolo per opere pubbliche, edilizia popolare e insediamenti industriali, in contrasto con gli obiettivi dichiarati di rigenerazione urbana e territoriale.

Le Associazioni evidenziano che: il consumo di suolo deve essere azzerato, non semplicemente contenuto; la Regione deve censire e riutilizzare aree industriali, commerciali e militari dismesse, evitando nuove urbanizzazioni; la compensazione ambientale non può essere ridotta a interventi cosmetici: servono criteri tecnici, controlli e un registro dei diritti volumetrici. In un contesto di calo demografico e vasto patrimonio edilizio inutilizzato, nuove espansioni urbanistiche non sono giustificabili.

PPR – Piano Paesaggistico Regionale: la tutela del paesaggio non può essere indebolita

Il DDL n. 90 non riconosce esplicitamente la prevalenza del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) sugli altri strumenti di pianificazione. Si tratta di una criticità grave: il Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004) stabilisce che il PPR è vincolante e sovraordinato, e ogni piano territoriale o urbanistico deve adeguarsi alle sue prescrizioni.

Sminuire il ruolo del PPR comporterebbe rischio di illegittimità degli atti urbanistici comunali e regionali, possibilità di interventi non coerenti con i valori paesaggistici, violazione dei principi di tutela sanciti dall’art. 9 della Costituzione e, per finire, potenziali annullamenti di permessi e varianti urbanistiche. Le Associazioni chiedono quindi che la legge ribadisca chiaramente la prevalenza del PPR, garantendo un coordinamento effettivo con il Ministero della Cultura.

La richiesta alla Regione, in conclusione, è di recepire le proposte presentate, orientando la riforma verso i più elevati standard di tutela ambientale, coerenza normativa e sostenibilità. La crisi climatica impone scelte coraggiose: infrastrutture verdi e blu, consumo di suolo zero e piena tutela paesaggistica devono diventare i pilastri della nuova governance territoriale. 

Foto archivio Il Goriziano

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