Lettere – Le ‘insegne vintage’ di Ronchi, «un patrimonio da non perdere»

Lettere – Le ‘insegne vintage’ di Ronchi, «un patrimonio da non perdere»

LA LETTERA

Lettere – Le ‘insegne vintage’ di Ronchi, «un patrimonio da non perdere»

Di MARCO BARONE • Pubblicato il 06 Set 2026
Copertina per Lettere – Le ‘insegne vintage’ di Ronchi, «un patrimonio da non perdere»

Ci scrive Marco Barone, proponendo di valorizzare le numerose insegne commerciali dal sapore rétro ancora presenti nel comune bisiaco, al fine di evitarne possibili rimozioni.

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Le numerose insegne dal sapore rétro presenti sulle facciate di Ronchi dei Legionari, sopra attività commerciali ancora attive oppure divenute ricordi del passato, sono un patrimonio vintage che merita di essere valorizzato, invece che rimosso o cancellato dallo scorrere del tempo. È questa la proposta di Marco Barone, autore di un appello alla preservazione di questi elementi del panorama urbano ronchese. [F.D.G.]

Camminare a passo lento per il centro cittadino della bellissima Udine, o magari ritrovarsi a passeggiare proprio qui, tra le vie ricche di memoria della nostra cara e operosa Ronchi. E a un certo punto, quasi per caso, alzare lo sguardo verso l'alto e trovare queste meravigliose, straordinarie insegne commerciali d'altri tempi.

Insegne metalliche, smaltate, talvolta persino al neon; altre, con scritte incise sui muri, che appartenevano a vecchie attività, alcune purtroppo chiuse, e ad attività ancora oggi per fortuna in piena vita. Quelle scritte e quei loghi scoloriti sono ancora lì, fieri, a fare la loro bellissima figura estetica sui cornicioni e sui muri dei palazzi. Palazzi su cui un tempo si rappresentavano anche le pubblicità con scritte giganti, oggi andate praticamente perdute. Alcune cancellate per sempre come successo a Monfalcone con il restauro moderno dei condomini che le ospitavano, altre, come a Ronchi, ancora visibili, ma segnate dall'oblio e dal tempo e illeggibili.

Ma soprattutto — ed è questo il punto fondamentale su cui dobbiamo riflettere — rappresentano la testimonianza tangibile e preziosissima di un periodo storico e umano che oggi sopravvive soltanto nel mondo incantato dei ricordi. Bisogna assolutamente intendersi su che cosa significhi davvero questo termine così di moda: "vintage". I puristi e i teorici del settore diranno che il vintage autentico riguarda esclusivamente quegli oggetti scrigno prodotti in un arco di tempo compreso tra i venti e i cento anni fa. Qualche osservatore più sollecito dirà persino quindici, ma la verità è che la definizione di vintage non è stabilita unicamente dall'anno d'origine impresso sulla fabbricazione. Dipende anzitutto dal valore intrinseco, dall'anima e dalla dignità dell'oggetto stesso. Dopodiché, una volta superata la barriera psicologica e cronologica del secolo, si varca la soglia e si entra ufficialmente nella maestosa dimensione dell'antiquariato vero e proprio.

Ed è precisamente per questa ragione che sarebbe un errore permettere che queste splendide testimonianze del passato vengano rimosse o distrutte. Chiaramente si rispettano le scelte di chi già ha provveduto a sostituire le insegne "vintage" con alcune più moderne: il senso del discorso cade su quelle esistenti, non ancora sostituite e che potrebbero rientrare in un circuito di valorizzazione sostenuto dal sistema pubblico, a partire dal Comune di Ronchi, se vi è volontà, visione e condivisione.

Così come quando un giorno — come tutti ci auguriamo — sopraggiungeranno nuove ed energiche attività commerciali capaci di riaprire quei portoni oggi abbandonati e ridare finalmente vita ad alcuni spazi oggi dimenticati, quelle vecchie e gloriose insegne non dovranno essere assolutamente staccate dai muri. E lo stesso discorso se condiviso dovrebbe valere anche per quelle attività pienamente in opera. Valorizzarle, queste insegne, tutelarle e proteggerle è un segnale apprezzabile finalizzato a mantenere un pezzo di vintage che fa bellissima figura e richiama i tempi passati. Si tratterebbe di valorizzare e conservare un prezioso patrimonio storico, sociale e culturale. Perché la Storia passa anche impercettibilmente da una vecchia, affascinante insegna rimasta lì a fare la guardia all'angolo di una strada della nostra quotidianità vissuta di ieri e di oggi. 

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