Lettere – Giochi Paralimpici, il commento di Franco Buttignon

Lettere – Giochi Paralimpici, il commento di Franco Buttignon

LA LETTERA

Lettere – Giochi Paralimpici, il commento di Franco Buttignon

Di FRANCO BUTTIGNON • Pubblicato il 08 Mar 2026
Copertina per Lettere – Giochi Paralimpici, il commento di Franco Buttignon

L’autore richiama il costante sacrificio e l’impegno degli atleti con disabilità, generalmente «ignorato per gli altri 360 giorni del calendario» dai media e dal mondo sportivo.

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Stanno per iniziare i Giochi Paralimpici Invernali e Franco Buttignon, presidente e coach dell’associazione sportiva staranzanese di Baseball per ciechi, propone una riflessione. Record, medaglie e primati popoleranno il discorso sportivo dei prossimi giorni; ma, puntualizza l’autore della lettera, quello degli atleti con disabilità è un impegno costante fatto di sacrificio – anche economico – e sofferenza che, al di fuori dei grandi eventi sportivi come quello di Milano Cortina, passa spesso inosservato agli occhi del pubblico. [F.D.G.]

Dal 6 al 15 marzo 2026 si svolgono le paralimpiadi invernali, o giochi olimpici per disabili. Un grosso augurio agli atleti partecipanti con qualsiasi colore di casacca indossino nel segno dell’inclusione sociale, della sportività nel segno della pace.

Volevo soffermarmi su questi ultimi punti nei quali trovo, come coach di una disciplina sportiva per disabili, molta vergogna e troppa ipocrisia nel mondo sportivo e dei media in questi giorni di gare e premiazioni dove si esaltano record o primati o medaglie di qualsiasi metallo e poi per gli altri 360 giorni del calendario non si parla delle discipline svolte dagli interpreti disabili con i loro sacrifici e sofferenze, con i sacrifici anche economici dei famigliari e di tutto lo staff formato da validi volontari che li seguono.

Grossi sacrifici che vedono atleti e tutor impegnati ogni giorno in allenamenti alla ricerca della perfezione atletica coadiuvati da dottori che li seguono e li studiano per migliorare e conoscere le loro attitudini. Un grosso lavoro mai riconosciuto e valorizzato dal mondo dello sport che mira solo ad obbiettivi e traguardi inverosimili. Perché questa mia analisi? Solamente per esprimere il disgusto che provo per non “essere profeta in Patria” e dover esercitare il mio ruolo, con successo, oltralpe.

Questa è la fotografia reale di come funzionano le attività rivolte ai disabili nella nostra amata Regione Friuli-Venezia Giulia, senza offesa ma con l’animo di un volontario che continua a perseguire obiettivi di inclusione sociale verso gli sport minori, molti senza sponsor o aiuti economici, guardando oltre agli ostacoli precostituiti e con la fiducia di dare risposte agli atleti che hanno voglia di operare. 

Foto Luca Pagliaricci - www.comitatoparalimpico.it

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