LA NOTA
Legambiente Monfalcone lancia l’allarme sulla crisi climatica e chiede interventi concreti
Il circolo ‘Zanutto Aps' richiama sulla necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, accelerare sulle fonti rinnovabili, avviare campagne di informazione alla popolazione e puntare sulla transizione ecologica.
Il circolo “Ignazio Zanutto” APS di Legambiente Monfalcone ha diffuso una nota sulla situazione climatica e sulle ondate di caldo che in questi giorni stanno interessando il territorio, richiamando l’attenzione sulle cause della crisi climatica e sulla necessità di interventi concreti per contrastarne gli effetti.
«Bere molta acqua e non uscire nelle ore più calde della giornata. Tutto qua! Di fronte ad un’accelerazione della crisi climatica che non ha precedenti, le reazioni di giornali e tv, con qualche eccezione, non trovano di meglio che esprimersi con queste banalità, omettendo di puntare il dito sulle cause del riscaldamento globale. Tutt’al più immagini e commenti descrivono gli effetti drammatici delle ondate di caldo senza entrare nel merito: incendi devastanti in Spagna, Francia, Grecia e ora anche da noi, siccità e fiumi in secca in tutta Europa dove in diversi Paesi sono addirittura costrette a fermarsi le centrali nucleari, le proiezioni allarmate della comunità scientifica ignorate o sottovalutate alla grande… E mentre la gente comune soffoca e impreca contro il caldo opprimente, né i mezzi di comunicazione di massa, né le strutture editoriali e gran parte degli enti che ci governano sembrano essere in grado di informare adeguatamente i cittadini e assumere decisioni e strategie di mitigazione e adattamento relativamente alla crisi climatica.
Bisogna dirlo a chiare lettere, è necessario diminuire drasticamente la dipendenza dai combustibili fossili e accelerare sull’installazione di fonti rinnovabili, arricchire di verde le nostre città e paesi, iniziare a togliere cemento e asfalto laddove è possibile. E contemporaneamente, non meno importante, avviare campagne di informazione alla popolazione, basate sui dati che ci vengono forniti dagli organi ufficiali della comunità scientifica, per far acquisire consapevolezza sui rischi molto reali per il futuro dei nostri figli e nipoti, se non si interviene rapidamente. Un argomento così sensibile non può essere lasciato in preda alle chiacchiere da bar o al negazionismo irresponsabile dei social.
È incredibile che, di fronte ad una minaccia così concreta, non ci sia una reazione altrettanto concreta da parte di tutte le istituzioni, ad ogni livello. In molti casi succede proprio il contrario: attacchi sconsiderati al Green Deal, come se non fosse vitale accelerare sulla transizione ecologica, unica vera chance per alimentare un sistema industriale orientato alla sostenibilità ed alla innovazione tecnologica.
Costretti tra miopia politica da una parte e strategia senza esclusione di colpi delle lobby dei combustibili fossili per continuare nei loro affari, è molto probabile che già nei prossimi anni assisteremo a scenari inimmaginabili solo tempo fa.
Come affermato già anni fa dal Segretario generale dell'ONU, António Guterres, “Siamo su un'autostrada per l'inferno climatico con il piede sull'acceleratore”. Da allora l’unica cosa che è cambiata è che abbiamo tolto il freno».
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