Le Capitale europee della Cultura 2025 a Skopje, i rappresentanti condividono consigli ed esperienze

Le Capitale europee della Cultura 2025 a Skopje, i rappresentanti condividono consigli ed esperienze

L’INCONTRO

Le Capitale europee della Cultura 2025 a Skopje, i rappresentanti condividono consigli ed esperienze

Di REDAZIONE • Pubblicato il 16 Apr 2026
Copertina per Le Capitale europee della Cultura 2025 a Skopje, i rappresentanti condividono consigli ed esperienze

La tavola rotonda, ieri 15 aprile, nella futura Capitale 2028. A conclusione l’inaugurazione della mostra ‘Ispirazioni’ con gli scatti fotografi Jernej Humar e Pierluigi Bumbaca.

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I rappresentanti di Nova Gorica, Gorizia e Chemnitz, tre città che con i loro progetti di Capitale Europea della Cultura (CEC) hanno lasciato un’impronta significativa nello spazio europeo, hanno partecipato ieri a Skopje a una serie di eventi finalizzati al trasferimento di esperienze e al sostegno verso Skopje, che deterrà il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2028.

La visita è iniziata con un ricevimento con il sindaco di Skopje, Orce Gjorgjievski, durante il quale gli ospiti hanno sottolineato come, per la città e per il team di Skopje 2028, la presenza dei rappresentanti di Capitali europee della cultura di successo sia estremamente importante, in quanto lancia un forte messaggio di supporto. Il sindaco di Skopje ha espresso gratitudine per la condivisione delle esperienze, evidenziando che Skopje è una città multiculturale dove convivono, tra gli altri, macedoni, albanesi, rom e serbi. Le esperienze di Nova Gorica, Gorizia e Chemnitz saranno preziose per trovare percorsi verso una maggiore convivenza, l'inclusione dei residenti e la riuscita esecuzione del progetto.

Durante l'incontro, il sindaco di Nova Gorica, Samo Turel, ha sottolineato che per Nova Gorica è un grande onore poter trasmettere le proprie esperienze a Skopje insieme ai partner di Gorizia e Chemnitz. Ha evidenziato che la Capitale Europea della Cultura non è solo un progetto di un anno, ma un processo a lungo termine che comprende la preparazione della candidatura, la definizione della visione, l'attuazione del programma e, soprattutto, una riflessione su ciò che resterà alla città dopo la conclusione del progetto.

«Siamo venuti a Skopje per offrire aiuto e la nostra esperienza nell'organizzazione e nell'attuazione della Capitale Europea della Cultura, dato che Skopje deterrà questo titolo nel 2028. La CEC è un progetto e un processo che può trasformare la città, cambiare la percezione dei cittadini su cosa siano la città e la cultura, portare connessioni tra le persone, nuove opportunità di sviluppo, progresso economico e visite turistiche, ma soprattutto responsabilizzare i creativi culturali e rivelare l'identità della città e dei suoi abitanti al pubblico nazionale e internazionale» ha dichiarato Turel. Ha aggiunto che il consiglio principale per Skopje è di iniziare i preparativi il prima possibile, sia in ambito infrastrutturale che programmatico, e di portare la cultura tra la gente, nelle strade e nella vita quotidiana della città.

Un punto cruciale dell'incontro è stata l'eredità del progetto. Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha sottolineato che la CEC non deve essere intesa solo come un anno di programmazione intensa, ma come un'opportunità di sviluppo a lungo termine. Le "due Gorizie", secondo le sue parole, hanno dimostrato al mondo con la Capitale Europea della Cultura che è possibile costruire un futuro di cooperazione, dialogo e superamento dei confini anche in un'area segnata da divisioni storiche. Ha evidenziato in particolare il significato simbolico di Piazza Transalpina (Trg Evrope) come luogo che parla contemporaneamente di storia e apre lo sguardo verso un futuro comune.

La rappresentante di Chemnitz, Josephine Hage, ha sottolineato che il progetto ha portato alla loro città una nuova visibilità, ha aumentato il turismo e stimolato la riqualificazione di aree degradate. Ha inviato un messaggio a Skopje esortandola a perseverare anche di fronte alle inevitabili difficoltà, a dare fiducia alla propria gente, al volontariato e al capitale sociale, intendendo la CEC come un'opportunità per una trasformazione urbana a lungo termine.

Il sostegno a Skopje 2028 è stato espresso anche dagli ambasciatori italiano e sloveno a Skopje. L’ambasciatore sloveno Gregor Presker ha sottolineato che la presenza di Nova Gorica, Gorizia e Chemnitz è importante per l'intera regione, assicurando che continueranno ad aiutare a costruire ponti di cooperazione. Anche l’ambasciatore italiano Paolo Palminteri ha espresso il suo pieno sostegno al progetto.

Al ricevimento è seguita una conferenza stampa al "Europe House" di Skopje, dove sono stati presentati i temi della pianificazione tempestiva e del coinvolgimento dei cittadini. Successivamente, durante una tavola rotonda con il team di Skopje 2028, la direttrice dell'ente GO! 2025, Mija Lorbek, e la direttrice del GECT GO, Romina Kocina, hanno presentato il progetto GO! 2025, concentrandosi su come la CEC possa diventare una leva per cambiamenti duraturi in ambito di identità, turismo e sviluppo urbano.

La giornata si è conclusa con l'inaugurazione della mostra fotografica "Ispirazioni" al Museo della Città di Skopje. La mostra presenta scatti dei fotografi Jernej Humar e Pierluigi Bumbaca (per le due Gorizie) e di fotografi di Chemnitz, offrendo una visione dell'atmosfera e della dimensione internazionale della Capitale Europea della Cultura 2025.

All'inaugurazione, alla presenza del Ministro della Cultura macedone Zoran Ljutkov e di altre autorità, il sindaco Samo Turel ha concluso: «Nova Gorica e Gorizia sono città con una storia difficile, ma con una straordinaria capacità di creare un futuro comune. La cultura unisce dove i confini un tempo dividevano». Il sindaco Rodolfo Ziberna ha aggiunto inoltre: «La Capitale Europea della Cultura Nova Gorica-Gorizia 2025, con la sua natura senza confini, è diventata un modello per l'Europa, specialmente in tempi di incertezza e conflitti globali».

Foto: MONG

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