La situazione
Lavoro nero e violazioni sulla sicurezza, 250mila euro di sanzioni nel Goriziano
Operazione dei carabinieri del Nil tra cantieri, bar, ristoranti e attività commerciali: sospensioni e irregolarità diffuse in tutta la provincia.
Undici attività non conformi, cinque sospensioni e dieci lavoratori “in nero” scoperti nel corso dei controlli. È il bilancio dell’attività svolta nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Gorizia, affiancati dai militari delle Compagnie di Gorizia, Gradisca d’Isonzo e Monfalcone, nell’ambito di una serie di verifiche mirate a contrastare il lavoro sommerso e a controllare il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Le ispezioni hanno interessato i settori dell’edilizia, del commercio e del terziario su tutto il territorio provinciale. Nel dettaglio, i militari hanno controllato un’impresa edile, quattro bar, cinque ristoranti-pizzeria e un salone da parrucchiere, individuati a seguito di attività info-operative e analisi di dati provenienti dall’Arma territoriale, dai nuclei ispettorato del lavoro e dalle banche dati a disposizione delle forze dell’ordine.
Tutte le attività controllate sono risultate non conformi. Tra le principali violazioni riscontrate figurano la mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi, l’assenza della formazione obbligatoria dei lavoratori in materia di sicurezza, la mancata predisposizione del piano di emergenza ed evacuazione, l’omessa nomina degli addetti antincendio e primo soccorso, la mancata revisione dei mezzi estinguenti, l’assenza della sorveglianza sanitaria e, nel settore edile, la mancata redazione del Piano operativo di sicurezza.Cinque le attività sospese: un’impresa edile, un salone da parrucchiere e tre attività tra ristoranti, pizzerie e kebab, a causa di gravi violazioni sulla sicurezza. Nel corso dei controlli è stata inoltre accertata la presenza di dieci lavoratori irregolari: otto in un bar di Gorizia e uno in un salone da parrucchiere del capoluogo, entrambi impiegati totalmente “in nero”.
Le sanzioni più pesanti, superiori ai 100mila euro, hanno riguardato due bar di Gorizia. Nei locali i carabinieri hanno trovato otto lavoratori irregolari su otto complessivamente occupati, tutti privi della formazione e informazione di base e specifica, oltre che della sorveglianza sanitaria. Contestate anche la mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi e del piano di emergenza ed evacuazione, oltre all’omessa formazione e nomina degli addetti alle emergenze e al primo soccorso. Per entrambe le attività è stata disposta la sospensione, mentre per una è scattato anche il provvedimento legato all’impiego di lavoratori in nero.
Altre sanzioni, per oltre 90mila euro, hanno interessato tre attività di ristorazione da asporto e un ristorante di Gorizia. In una struttura è stata rilevata la mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi e l’omessa revisione degli estintori. Negli altri esercizi i militari hanno invece accertato la presenza di due lavoratori privi della formazione obbligatoria in materia di sicurezza, oltre alla mancata revisione periodica dei mezzi estinguenti e all’utilizzo di cassette di primo soccorso prive del contenuto minimo previsto. Per una delle attività è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale.
Più di 30mila euro di sanzioni hanno colpito un salone da parrucchiere di Gorizia, risultato completamente abusivo. Nel locale è stato trovato un lavoratore in nero, privo anche della qualifica professionale di parrucchiere. Contestate inoltre l’omessa elaborazione del Documento di valutazione dei rischi, l’utilizzo di estintori senza revisione periodica e la mancata denuncia di inizio attività. Anche in questo caso è stata disposta la sospensione dell’attività sia per le violazioni in materia di sicurezza sia per l’impiego di lavoratori irregolari.
Nel Monfalconese, invece, oltre 20mila euro di sanzioni sono stati contestati a un’impresa edile impegnata nella ristrutturazione di un fabbricato privato per la mancata elaborazione del Piano operativo di sicurezza. L’attività è stata sospesa per gravi violazioni delle norme di sicurezza.
Sempre a Monfalcone, un’attività di ristorazione da asporto è stata sanzionata per oltre 10mila euro a causa di un Documento di valutazione dei rischi risultato privo dei requisiti minimi, della mancata revisione degli estintori e dell’utilizzo di una cassetta medica di primo soccorso incompleta.
Ulteriori sanzioni, superiori ai 10mila euro ciascuna, sono state infine elevate a un bar di Grado e a uno di Gradisca d’Isonzo, dove i controlli hanno fatto emergere l’omessa formazione e la mancata nomina degli addetti alle emergenze e al primo soccorso.
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