‘Lavoreremo da grandi’ di Albanese apre la settimana al Teatro di Cormons: appuntamento lunedì 13 aprile

‘Lavoreremo da grandi’ di Albanese apre la settimana al Teatro di Cormons: appuntamento lunedì 13 aprile

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‘Lavoreremo da grandi’ di Albanese apre la settimana al Teatro di Cormons: appuntamento lunedì 13 aprile

Di REDAZIONE • Pubblicato il 10 Apr 2026
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Alle 20.30 la commedia corale dell'attore milanese. Il 27 aprile chiuderà la rassegna il film di Assayas sulla Russia di Putin.

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Prosegue la rassegna cinematografica del lunedì sera al Teatro Comunale di Cormons, con proiezioni uniche alle 20.30. Lunedì 13 aprile è la volta di "Lavoreremo da grandi" di Antonio Albanese, commedia corale che racconta le disavventure di tre amici alle prese con vite decisamente fuori controllo.

Umberto sogna di essere un grande musicista ma produce solo cacofonie, ha due ex mogli che lo detestano e un figlio che entra ed esce di prigione. Beppe fa l'idraulico, vive con una madre asfissiante ed è innamorato di una cugina poliziotta che non lo considera. Gigi, deluso dall'eredità di una zia che gli ha lasciato solo parrucche e trucchi, reagisce indossandoli ubriaco. Una notte, mentre trasportano Gigi in stato semicomatoso, i tre fanno un incidente che innesca una catena di equivoci e colpi di scena capaci di sconvolgere le loro esistenze senza direzione.

La rassegna si concluderà lunedì 27 aprile con un titolo di tutt'altro peso: "Il mago del Cremlino - Le origini di Putin" del regista Olivier Assayas, con un impeccabile Jude Law protagonista. Siamo nella Russia dei primi anni Novanta, nel caos seguito al crollo dell'URSS. Vadim Baranov, ex artista d'avanguardia e produttore televisivo dall'intelligenza brillante, diventa il braccio destro di un ex agente del KGB destinato a conquistare il potere assoluto: Vladimir Putin.

Come suo spin doctor, Baranov plasma discorsi, costruisce scenari e cattura percezioni, fino a quando non incontra Ksenia, spirito libero sottratto a ogni logica di controllo. Quindici anni dopo, Baranov accetta di parlare, e le sue rivelazioni confondono i confini tra verità e finzione. Un film che esplora gli oscuri meccanismi del potere, in cui ogni parola è strumento di un preciso disegno politico.

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