LE VOCI ISTITUZIONALI
L’appello dalla Capitale, il sindaco Rybníček: «Necessaria un’Europa federalista e partecipativa»
Investiti i primi 65 milioni su infrastrutture e proposte culturali. Il direttore organizzativo Krajčii, «siamo parte di un progetto comune».
Di Europa, a Trenčín, si è parlato molto e i segnali sono stati anche fortemente simbolici. Dalla bandiera dell’Unione proiettata sul castello medievale allo spettacolo di 300 droni sopra il centro storico, fino al canto dei bambini in piazza Mírové námestie, la dimensione europea ha attraversato l’intero weekend inaugurale.
Per il sindaco Richard Rybníček è oggi indispensabile guardare a un’Europa più consapevole del proprio ruolo. «Serve un’Europa federalista, partecipativa, capace di difendersi e di parlare con una sola voce», ha affermato, ricordando quanto appreso dall’esperienza di Gorizia e Nova Gorica. «Dopo l’8 febbraio 2025 abbiamo riscritto tutto il nostro programma inaugurale».
In Slovacchia, dove una parte consistente della popolazione mette in discussione l’utilità dell’Unione Europea, la Capitale Europea della Cultura assume anche un valore politico. «La gente non è abituata a pensare a lungo termine – ha continuato il sindaco - ma eventi come questo possono cambiare prospettiva. Bisogna lavorare con i giovani, non con i nostalgici».
Un messaggio condiviso dal direttore Stanislav Krajčii, secondo cui «dobbiamo far capire che l’Europa siamo noi». Curiosità, umanità, coraggio e libertà sono le parole chiave del Manifest per l’anno culturale. «Non siamo una piccola periferia», ha ribadito, «siamo parte di un progetto comune».
A sottolineare la dimensione internazionale anche la presenza dell’ambasciatore italiano in Slovacchia, Gianclemente De Felice. «L’esperienza di Gorizia e Nova Gorica - ha spiegato - pone due realtà mediterranee accanto a una dell’Europa centrale in una sinergia che deve continuare». Un legame rafforzato da solidi rapporti economici, sociali e culturali tra Italia e Slovacchia.
Il progetto poggia su investimenti significativi: 40 milioni di euro per le infrastrutture e 25 milioni per il programma culturale. «Non sono ancora sufficienti per tutto ciò che vogliamo fare - ha ammesso Rybníček - ma rappresentano un punto di partenza fondamentale». Il lavoro di preparazione ha coinvolto l’intera popolazione, anche attraverso un ufficio comunale dedicato alla raccolta di idee e bisogni. «L’Europa non può essere solo un concetto astratto. Deve diventare esperienza quotidiana» ha concluso il primo cittadino.
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