IL PROGRAMMA
La grande storia di Pinocchio raccontata a Gorizia tra maschere, marionette e edizioni rare
A realizzare l’esposizione, aperta fino al 15 febbraio, l’associazione culturale GO50 con il patrocino della Fondazione Collodi. «Progetto di alto valore».
Dopo il grande successo riscontrato in occasione della mostra Il Teatro alla Scala apre il sipario su Gorizia 2025, i rappresentanti dell'associazione culturale GO50 Artigianato e Cultura, Fabrizia Perco e Monica Cosmai, tornano in via Rastello con una nuova mostra: un percorso espositivo unico volto a celebrare il bicentenario dalla nascita di Carlo Collodi, autore passato alla storia con l'intramontabile personaggio di Pinocchio.
Dal 7 al 15 febbraio, dunque, la storica Ferramenta Krainer di Gorizia, collocata al civico 43 di via Rastello, ospiterà Le avventure di Pinocchio a Gorizia, una mostra mercato che, oltre a esporre e vendere pezzi unici di artigianato, nei weekend (7, 8, 14 e 15 febbraio) sarà ravvivata da musica, buona cucina, incontri didattici, letterari e, perché no, qualche bugia.
Nel percorso espositivo, Pinocchio viene raccontato come una creatura viva e multiforme: una maschera, un burattino, una voce o un racconto. Tuttavia, a dare forma al personaggio è innanzitutto il lavoro di artigiani come Gianmichele Zava e Guido Peruccon.
Il primo, pittore autodidatta e abile scultore secondo la tecnica veneziana, realizza maschere partendo dalla creta. Nel suo percorso artistico, che lo conduce a creare maschere sempre uniche, realizza una colata di gesso che svolge la funzione di calco e che, in seguito, viene ricoperta di cartapesta prima e dettagli pittorici poi.
«Pinocchio - confessa il Maestro mascheraio - è la maschera che più mi rappresenta perché nei modi e nelle ingenuità di questo personaggio riconosco tratti della mia infanzia». Una passione, quella per il personaggio di Collodi, che condivide anche con la figlia Francesca, regista e attrice da sempre legata a questa figura.
Durante la manifestazione sarà possibile incontrarlo, osservarlo all'opera e dialogare con lui (sabato 7 febbraio, alle ore 17). L'atmosfera quasi teatrale donata dalle maschere sarà accompagnata dagli splendidi Pinocchi realizzati da Guido Peruccon, falegname che da ormai cinquant'anni dialoga sapientemente con il legno. I suoi Pinocchi, realizzati in abete vecchio e rifiniti secondo le tecniche tradizionali, nascono da un'idea ben precisa: costruire il burattino alla maniera di Geppetto.
Questa attenzione alla tradizione, impreziosita dagli sguardi e dai colori unici curati dalla moglie Antonella De Vecchi, rende i Pinocchi di Peruccon non dei semplici oggetti, ma delle vere e proprie opere d'arte.
Nel corso dei weekend, inoltre, numerose iniziative dedicheranno ampio spazio alla riflessione educativa, pedagogica e culturale. Nella giornata di sabato 14 febbraio (ore 15.30), Barbara Sturmar, docente della scuola secondaria di primo grado e curatrice di edizioni filologicamente accurate di Pinocchio destinate al pubblico scolastico, proporrà un incontro sulle rappresentazioni di questo personaggio, su un suo possibile legame con la città di Gorizia e sul suo valore morale.«Pinocchio - ha aggiunto - è un personaggio fondamentale perché è in grado di porci dinanzi ai piccoli e grandi problemi della vita».
Troverà spazio nell'iniziativa anche la musica che, in una chiave del tutto nuova, fornirà uno sguardo contemporaneo sul burattino di Coliodi. Cristina Cristancig, docente di Conservatorio presso il Giuseppe Tartini di Trieste, presenterà (sabato 14 febbraio alle ore 11) Pinocchio in musica, un progetto nato tra Gorizia e Bologna che rilegge l'opera di Collodi attraverso le voci bianche, dando corpo sonoro ai pensieri, ai desideri e alle emozioni dei personaggi della storia. Quello della prof.ssa Cristancig è un lavoro che ha già preso forma in diversi spettacoli e che ambisce a diventare una pubblicazione e un modello per altre fiabe e personaggi.
Il percorso espositivo, allestito da Roberta Calvo, sarà arricchito dai libri di Glauco Minimel, collezionista di fumetti unici con una grande passione per l'iconografia legata a Pinocchio e le sue possibili declinazioni in ambito nazionale e internazionale, e dalle prelibatezze dell'Osteria al Gambero Rosso, che accompagnerà i visitatori in un'esperienza immersiva attraverso una degustazione di deliziose specialità toscane.
L'intero progetto nasce dall'intuizione di Fabrizia Perco, per anni docente di lingua inglese che, all'interno del proprio percorso didattico, ha sempre posto grande attenzione alle fiabe provenienti da varie tradizioni e culture. In particolare, l’incontro con la professoressa Barbara Sturmar ha permesso di porre l'attenzione anche su Pinocchio, la fiaba italiana più conosciuta al mondo, tradotta addirittura in 240 lingue.
L'interesse per l'intramontabile burattino non è mai venuto meno e, in concomitanza con la nascita dell'associazione culturale GO50 Artigianato e Cultura, Fabrizia Perco e Monica Cosmai hanno costruito una solida e articolata rete di contatti che, grazie alla collaborazione con artigiani, collezionisti e chef, ha dato vita a un percorso espositivo capace di riconoscere nella fiaba uno strumento semplice ma al tempo stesso potente per trasmettere valori e stimolare l'immaginazione.
«Pinocchio per me è un ricordo d'infanzia - ha aggiunto Monica Cosmai - è stato il mio primo libro e il mio primo approccio all'idea di romanzo di formazione». «Il bicentenario dalla nascita di Collodi - ha rimarcato invece Fabrizia Perco - rappresenta l'occasione ideale per realizzare, a partire da questa iniziativa, una serie di incontri che, nel corso del 2026, si apriranno anche alla filosofia e alla pedagogia insite nel racconto».
Laboratori, letture, musica, dialoghi con gli artigiani e degustazioni di piatti tipici completano il programma di una manifestazione che vuole riscoprire Pinocchio come un personaggio quanto mai attuale. L'iniziativa è patrocinata dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi, dal Comune di Gorizia e da PromoTurismo FVG.
Soddisfatto l’assessore alla cultura, Fabrizio Oreti, secondo cui «la Fondazione Collodi non dà il patrocinio con così semplicità ed è per noi un grande orgoglio. Go! 2025, il grande progetto della Capitale Europea della Cultura, non si è concluso con il 2025 ma prosegue, grazie anche a iniziative del genere, nel tempo. Pinocchio ci consente di guardar non solo alle nostre peculiarità locali ma anche nazionali e internazionali».
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