SICUREZZA E SERVIZI
La FSP chiede un presidio sanitario stabile al Trieste Airport
All’incontro con l’assessore alle Autonomie Locali, Roberti, il sindacato ha sollevato anche le criticità della Questura di Udine, del NUE a Trieste e della struttura della Scuola di Polizia.
Si è svolto giovedì 10 settembre, al Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia, l’incontro tra l’assessore regionale alle Autonomie Locali, Funzione Pubblica, Sicurezza e Immigrazione, Pierpaolo Roberti, e una delegazione della FSP Polizia di Stato, composta dal segretario regionale generale Ascanio D’Alessio, dal segretario regionale e coordinatore Nord Est Raffaele Padrone, dal segretario provinciale di Trieste Alessio Edoardo e dalla segretaria provinciale di Udine Cinzia D’Orlando. Nel corso del confronto, definito cordiale e costruttivo, sono state sottoposte all’attenzione dell’assessore alcune criticità legate alla sicurezza e all’organizzazione dei servizi sul territorio regionale.
Tra le proposte avanzate, la FSP ha posto l’accento sulla necessità di istituire un presidio sanitario stabile presso il Trieste Airport, considerato l’aumento del traffico passeggeri e la crescente presenza di viaggiatori nazionali e internazionali. Secondo il sindacato, un servizio sanitario permanente garantirebbe interventi più tempestivi a tutela di passeggeri, lavoratori e operatori aeroportuali, contribuendo inoltre a rendere lo scalo sempre più moderno e sicuro.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla Questura di Udine, dove la FSP ha evidenziato le criticità legate all’impiego delle pattuglie della Squadra Volanti per la rilevazione degli incidenti stradali durante le ore diurne. Secondo l’organizzazione sindacale, tale attività può impegnare le pattuglie per diverse ore, sottraendole al controllo del territorio e alle attività di prevenzione e repressione dei reati. La FSP chiede pertanto una più corretta distribuzione dei compiti tra Polizia di Stato e Polizia Locale, ritenendo che la rilevazione degli incidenti e i servizi di viabilità urbana debbano essere assicurati prioritariamente dalla Polizia Locale.
Per la provincia di Trieste, invece, è stata segnalata una criticità relativa al servizio NUE (Numero Unico di Emergenza), con particolare riferimento alla tempestività nel trasferimento delle chiamate dagli operatori di Polizia alla Sala Operativa competente. La FSP ha chiesto procedure più rapide ed efficaci per la redistribuzione delle chiamate, così da non compromettere l’operatività e la sicurezza del personale impegnato sul territorio. Infine, è stata sottolineata la necessità di accelerare, attraverso un intervento presso il competente Ufficio del Demanio, l’iter relativo alla riassegnazione allo Stato della struttura della Scuola di Polizia e della Caserma “Vincenzo Raiola”. La FSP Polizia di Stato auspica che le problematiche e le proposte illustrate possano tradursi in interventi concreti, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza, migliorare l’efficienza dei servizi e garantire una maggiore tutela dei cittadini e degli operatori di Polizia.
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