Ronchi, Contratto di Fiume Judrio: la Regione investe oltre 8,7 milioni per la sicurezza del bacino idrografico

Ronchi, Contratto di Fiume Judrio: la Regione investe oltre 8,7 milioni per la sicurezza del bacino idrografico

L’ASSEMBLEA TRA ENTI, AMMINISTRATORI E PORTATORI D’INTERESSE

Ronchi, Contratto di Fiume Judrio: la Regione investe oltre 8,7 milioni per la sicurezza del bacino idrografico

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 18 Giu 2026
Copertina per Ronchi, Contratto di Fiume Judrio: la Regione investe oltre 8,7 milioni per la sicurezza del bacino idrografico

L’incontro nella sede del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia. Altri 9,8 milioni andranno a sostegno dei Comuni. Scoccimarro, «mitigazione del rischio idrogeologico è priorità».

Condividi
Tempo di lettura

Illustrati stamattina, giovedì 18 giugno, nella sede del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia a Ronchi dei Legionari, i contenuti del Contratto di Fiume Judrio la cui sottoscrizione è avvenuta il 4 giugno scorso. Si tratta di un processo partecipato basato su una partecipazione ampia che si concretizza in varie tappe.
Tra i presenti all’incontro, il presidente del Consorzio, Enzo Lorenzon e la dottoressa Silvia Caruso, componente dello staff di direzione degli Organi Collegiali dello stesso Ente. Firmatari del documento l’assessore regionale alla Difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro e il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Marina Colaizzi. Alla plenaria per la costituzione del Contratto, hanno partecipato anche amministratori locali e portatori di interesse. Nell’intervento di apertura, il presidente Lorenzon ha riferito dell’importanza del percorso integrato intrapreso.

Su unità d’intenti degli uffici competenti per il conseguimento degli obiettivi prefissati, sinergia con le amministrazioni locali e «soluzioni condivise» ha parlato l’esponente della Giunta Regionale. Concetti ripresi anche da Caruso che ha guidato i lavori nel corso dei quali si è parlato anche del rapporto con i nuovi equilibri naturali che si sono ormai instaurati senza tralasciare il tema del rapporto tra uomo e natura che non deve essere inutilmente contraddittorio. Il convegno che ha preceduto la firma ha posto in evidenza competenze da mettere in campo e approcci di studio. Illustrati anche i modelli di simulazione strategici utili alla presa delle decisioni in contesti di emergenza o di specifiche necessità.

La Regione ha quindi esercitato una funzione di pianificazione strategica di tutela ambientale proprio mediante lo sviluppo dei Contratti di Fiume, guidando i primi passi nell’attivazione degli organismi partecipanti mettendo prima di tutto a disposizione le competenze della Direzione Ambiente e di tutte le altre Direzioni regionali coinvolte. Quanto si è concretizzato è quindi un percorso che vede capofila l’Ente pubblico in quanto dotato di personalità giuridica. Si è perciò creata una rete di collegamento con tutte le amministrazioni comunali che appartengono al bacino idrografico di riferimento e con tutti i portatori di interesse che gravitano nell’ambito oggetto, appunto, del contratto. «La collaborazione tra istituzioni, cittadini, imprese e associazioni rappresenta il presupposto indispensabile per affrontare le sfide della tutela del territorio e della sicurezza idraulica».

È in sintesi il messaggio lanciato dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro. Nel ringraziare il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, ente capofila uscente, l'Associazione Judrio, promotrice dell'iniziativa, e il Comune di Corno di Rosazzo, che assume il coordinamento del percorso, Scoccimarro ha sottolineato il valore del Contratto di fiume quale modello di governance partecipata. «Il Contratto di fiume è uno strumento di governo del territorio che trova la sua forza nella collaborazione tra istituzioni, cittadini, imprese e associazioni. I cambiamenti climatici ci impongono di superare una gestione frammentata e di costruire, attraverso il confronto e la condivisione, una strategia comune capace di coniugare sicurezza, tutela ambientale e sviluppo sostenibile».

L'assessore ha quindi ribadito che la priorità dell'Amministrazione regionale resta la mitigazione del rischio idrogeologico, anche alla luce degli eventi alluvionali che hanno interessato il Friuli Venezia Giulia nel novembre scorso, evidenziando come la pianificazione debba oggi fondarsi su modelli scientifici aggiornati e adeguati ai nuovi scenari climatici. «La mitigazione del rischio idrogeologico rappresenta oggi la priorità assoluta. Le alluvioni del novembre 2025 hanno confermato che gli eventi estremi non sono più eccezioni e che occorre progettare il futuro con strumenti nuovi, basati sulle più avanzate conoscenze scientifiche. Per questo la Regione ha affidato all'Università di Udine lo sviluppo di un nuovo modello idraulico dell'intero bacino, indispensabile per individuare gli interventi strutturali più efficaci e garantire maggiore sicurezza ai cittadini».

Nel ripercorrere gli interventi già realizzati, Scoccimarro ha ricordato come la Regione abbia distinto la risposta all'emergenza dalla programmazione delle opere strutturali. Dopo gli eventi alluvionali sono stati infatti attivati tre interventi di somma urgenza per il ripristino degli argini danneggiati nei Comuni di Chiopris-Viscone, Medea e Romans d'Isonzo, mentre risultano in fase di completamento gli interventi sul Judrio e sul Versa, nel territorio di Dolegna del Collio. «La Regione ha dato una risposta immediata all'emergenza, stanziando circa 950 mila euro per gli interventi di somma urgenza che hanno consentito il ripristino degli argini e delle opere danneggiate. Parallelamente abbiamo programmato oltre 7,7 milioni di euro per la messa in sicurezza del bacino: 1,05 milioni destinati alla manutenzione ordinaria degli argini nel triennio, 1,5 milioni per il primo stralcio dei lavori affidati al Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, che prenderanno il via già quest'estate, e altri 5,216 milioni già impegnati per una revisione strutturale complessiva del sistema di difesa idraulica. Complessivamente parliamo di un investimento regionale superiore agli 8,7 milioni di euro».

Nel corso del suo intervento, l'assessore ha inoltre richiamato il recente provvedimento della Giunta Regionale a favore degli enti locali per la manutenzione dei corsi d'acqua di competenza comunale e per il sostegno ai territori maggiormente colpiti dagli eventi calamitosi. «L'impegno della Regione prosegue anche a favore degli enti locali. La Giunta ha recentemente approvato uno stanziamento di 9,8 milioni di euro per la manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua di competenza comunale e, per i Comuni colpiti dagli eventi calamitosi del novembre 2025, ha raddoppiato il contributo massimo concedibile, portandolo da 90 mila a 180 mila euro. Continueremo a garantire ai territori il massimo supporto tecnico e finanziario, perché la sicurezza idraulica richiede una programmazione costante e una piena collaborazione tra tutti i livelli istituzionali». Dopo la plenaria, l’esponente della Giunta Fedriga ha incontrato i sindaci del bacino idrografico del Judrio per un momento di aggiornamento sulla situazione post alluvione di novembre 2025.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione