L'Italia trionfa a Wembley, una ragazza di Capriva nella notte magica di Londra

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L'Italia trionfa a Wembley, una ragazza di Capriva nella notte magica di Londra

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 12 Lug 2021
Copertina per L'Italia trionfa a Wembley, una ragazza di Capriva nella notte magica di Londra

La giovane ha visto la partita a casa con amici. Le emozioni prima e dopo la partita: «Alla fine è calato il silenzio».

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Era tanta l’attesa nelle ore che hanno preceduto la finale di ieri tra Italia e Inghilterra. Soprattutto tra i moltissimi italiani che vivono oltremanica, in particolare a Londra, anche se il clima attorno era a dir poco euforico nei confronti della nazionale di Sua Maestà. Tra chi ha vissuto l’importante match nella City c’è Alexandra Tofful, 24enne di Capriva del Friuli che vive qui per seguire il dottorato in Fisica, giunta al secondo anno all'Imperial College. Peraltro, lei stessa è metà italiana e metà inglese da parte di mamma, per cui la serata è stata una sorta di derby: “È stato difficile scegliere da che parte stare” ammette.

Racconta l’euforia collettiva fin dalla mattina, in particolare nei locali: “Camminando per Londra di pomeriggio, ore prima che cominciasse la partita, ho notato che c’era gente già in fila fuori dai pub, aspettando che aprissero. Tanti camminavano in giro indossando la bandiera inglese come un mantello. Non era raro sentir dire la famosa frase ‘It’s coming home’”, “sta tornando a casa”, ossia il motto che da diverso tempo la compagine britannica recita in occasioni dei grandi tornei internazionali, riferendosi al ritorno del calcio nella sua terra e alla vittoria dei Mondiali nel 1966. L’unico trofeo vinto nella storia della selezione.

“Ho tifato Italia come per tradizione - spiega la giovane - ma non mi sarebbe dispiaciuta neanche una vittoria inglese, specialmente dato che sarebbe stata la prima. In ogni caso, secondo me entrambe le squadre hanno giocato molto bene, era difficile da indovinare chi avrebbe avuto la meglio”. Il rigore finale parato da Donnarumma ha quindi posto il punto alla competizione: “Molti inglesi sono certamente rimasti dispiaciuti dopo essere arrivati così vicini alla vittoria. Conosco alcuni che avevano pure preso il giorno libero per festeggiare”. Perfino il primo ministro Boris Johnson si era spinto a dire che, in caso di trionfo, l’11 luglio sarebbe stata festa nazionale.

“Ho guardato la partita a casa di amici, alcuni che tifavano Inghilterra, altri per l’Italia e altri neutrali. L’atmosfera era rilassata e non conflittuale, ci siamo trovati per goderci insieme una partita eccitante”. A livello di ordine pubblico, visto anche l’incremento dei casi nel Paese, “c’è stata una grande presenza di polizia nelle strade e piazze centrali di Londra e nella zona dello stadio di Wembley, necessaria per placare il caos negli assembramenti. Durante la partita, con le finestre aperte si sentivano grida di gioia per il primo gol e per i rigori segnati dall’Inghilterra. Nel momento della vittoria italiana c’è stato abbastanza silenzio”.

Niente caroselli e boati, quindi, come in Italia: “Gli inglesi poi non hanno avuto l’opportunità di festeggiare per il resto della notte. Curiosamente, qualche decina di minuti dopo la fine della partita, ho sentito un gruppo di italiani che festeggiava in strada. Con più di 100mila connazionali che abitano a Londra, non mi sono sorpresa”.

Foto Al Jazeera English/Facebook

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