Isonzo, la crisi idrica si aggrava: stop temporaneo all'irrigazione per salvaguardare il fiume

Isonzo, la crisi idrica si aggrava: stop temporaneo all'irrigazione per salvaguardare il fiume

L'Emergenza

Isonzo, la crisi idrica si aggrava: stop temporaneo all'irrigazione per salvaguardare il fiume

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 07 Ago 2026
Copertina per Isonzo, la crisi idrica si aggrava: stop temporaneo all'irrigazione per salvaguardare il fiume

Il Consorzio di Bonifica parla di «crisi severa» e sospenderà il servizio nella sinistra Isonzo tra sabato e lunedì. Anche in Slovenia portate ai minimi su Soča e Vipava.

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La situazione dell'Isonzo entra in una nuova fase di criticità. Se nelle ultime settimane si parlava di una progressiva riduzione della disponibilità d'acqua, oggi il Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia definisce apertamente l'attuale condizione una «crisi severa», annunciando ulteriori misure straordinarie per cercare di mantenere l'equilibrio tra le esigenze dell'agricoltura e la tutela dell'ecosistema fluviale.

La decisione più significativa riguarda la sospensione temporanea del servizio irriguo nella sinistra Isonzo. Dalle 20 di sabato 8 agosto fino alle 8 di lunedì 10 agosto verranno infatti interrotti i prelievi, consentendo un maggiore rilascio d'acqua nel canale de Dottori. L'obiettivo è mitigare gli effetti provocati dall'innalzamento della temperatura dell'acqua, limitare gli odori dovuti al progressivo prosciugamento del canale e, soprattutto, garantire condizioni di sopravvivenza alla fauna ittica.

Il provvedimento rappresenta un ulteriore passo dopo quelli adottati nell'ultimo mese. Il Consorzio aveva già disposto il fermo delle centraline idroelettriche presenti sul canale Dottori, mantenendo nel sistema la quantità d'acqua ritenuta indispensabile per preservare l'ambiente acquatico. Parallelamente prosegue un monitoraggio continuo dei livelli del fiume, con regolazioni effettuate anche manualmente per sfruttare nel modo più efficiente possibile una risorsa che continua a diminuire.

La crisi non interessa però soltanto il tratto italiano dell'Isonzo. Anche sul versante sloveno il quadro idrologico appare sempre più delicato. L'Agenzia nazionale per l'ambiente della Slovenia (Arso) segnala da giorni portate basse o eccezionalmente basse nella maggior parte dei corsi d'acqua del Paese, compresa la Soča, nome con cui l'Isonzo è conosciuto oltreconfine. In assenza di precipitazioni significative, le previsioni indicano un'ulteriore diminuzione dei livelli, aggravata dalle elevate temperature dell'acqua che aumentano lo stress per gli ecosistemi fluviali.

Una situazione che coinvolge anche il Vipava, il Vipacco, principale affluente dell'Isonzo. Le stazioni idrometriche slovene registrano valori prossimi ai minimi stagionali e i media d'oltreconfine inseriscono la valle del Vipacco nel più ampio quadro di siccità che interessa buona parte della Slovenia, caratterizzato da portate ridotte dei corsi d'acqua e da crescenti preoccupazioni per la disponibilità della risorsa idrica.

L'Isonzo rappresenta infatti un sistema idraulico transfrontaliero, il cui equilibrio dipende contemporaneamente dai rilasci provenienti dalla diga di Salcano, dagli apporti del Vipacco, dalle esigenze irrigue della pianura isontina e dalla necessità di garantire il deflusso minimo vitale. Un equilibrio che l'attuale prolungata assenza di precipitazioni sta mettendo a dura prova.

Per il Consorzio di Bonifica la tutela dell'ecosistema fluviale resta «altrettanto importante» quanto quella delle produzioni agricole. Per questo, accanto alla gestione dell'emergenza, guarda già al futuro, lavorando alla progettazione di due invasi: uno direttamente lungo il corso dell'Isonzo e un secondo che potrebbe sorgere recuperando una ex cava nelle vicinanze del fiume. L'obiettivo è aumentare la capacità di accumulo dell'acqua nei periodi più favorevoli, così da poter disporre di riserve nei momenti di maggiore siccità.

L'emergenza di queste settimane, conclude il Consorzio, conferma come eventi di questo tipo siano destinati a diventare sempre più frequenti, rendendo indispensabili nuove infrastrutture e una gestione sempre più attenta di una risorsa che, anno dopo anno, si fa più preziosa.

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