Le perplessità
Introduzione della Tarip a Staranzano, la Lega: «Aspetti concreti sul secco residuo non chiari»
I consiglieri del Carroccio Pellizon e Fragiacomo ritengono «ottimi» i risultati già raggiunti sulla differenziata. «Non è necessario irrigidire le modalità di conferimento rifiuti».
C’è un argomento che in questi ultimi giorni sta suscitando non pochi dubbi e discussioni tra i cittadini di Staranzano: si tratta dell’introduzione della TARIP, la cosiddetta tariffa puntuale sulla raccolta dei rifiuti prodotti all’interno del comune e incentrata sulle quantità di rifiuto secco residuo.
Un modello che ha per obiettivo dichiarato quello di «premiare, con una riduzione della bolletta, i cittadini che dimostrano maggiore attenzione e responsabilità nella raccolta differenziata». Lo riportano i consiglieri comunali della Lega Fulvio Fragiacomo e Martina Pellizon in un comunicato stampa dove affrontano la questione.
Ma, come puntualizzano i due esponenti d’opposizione, vi è un nodo fondamentale da sciogliere. «Allo stato attuale, non sono stati chiariti gli aspetti concreti del meccanismo premiante –così Pellizon e Fragiacomo - non è stato specificato se esista un numero di svuotamenti annui compresi nella tariffa per evitare il pagamento di costi aggiuntivi, né quale sia l’eventuale costo dei conferimenti in eccesso, rendendo di fatto impossibile per i cittadini comprendere come e in che misura potranno beneficiare della riduzione annunciata».
Va detto che, in data 5 novembre 2025, il Comune di Staranzano ha annunciato sui propri canali social tre apposite serate pubbliche (il 27 novembre e il 4 e il 10 dicembre) con i tecnici di Isambiente «per illustrare nel dettaglio come funzionerà questa nuova modalità di tariffazione, che porterà a un calcolo più equo in base ai reali svuotamenti del mastello del rifiuto secco residuo». Ma va altresì rilevato che sui medesimi canali dell’amministrazione non si trovano comunicazioni successive alle tre riunioni che illustrino in termini concreti i preannunciati cambiamenti: da qui nascono le perplessità avanzate di recente da diversi cittadini staranzanesi e riportate da Fragiacomo e Pellizon.
I due consiglieri del Carroccio colgono l’occasione per evidenziare anche un altro aspetto sul tema rifiuti: «Nel 2024, secondo gli ultimi dati disponibili, ogni cittadino di Staranzano ha prodotto in media 521,37 kg di rifiuti all’anno, pari a 1,43 kg al giorno: una vera e propria montagna». I criteri adottati nel corso degli anni per migliorare la raccolta differenziata, però, «hanno già prodotto risultati molto positivi: dei 521,37 kg di rifiuti pro capite, ben 399,54 kg sono stati correttamente differenziati, pari al 76,63%, quando l’obiettivo minimo nazionale di raccolta differenziata è 65%».
I dati di Pellizon e Fragiacomo provengono dalle informazioni sul Catasto Nazionale dei rifiuti urbani pubblicate dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca ambientale). «Noi riteniamo che i cittadini di Staranzano abbiano già dimostrato grande attenzione e senso di responsabilità nella raccolta differenziata e la percentuale del 76,63% consolidata negli anni lo dimostra in modo inequivocabile» incalzano, contestando poi la possibilità di calcolare una «reale tariffazione puntuale» senza misurare il peso dei rifiuti prodotti da ogni nucleo familiare.
Nota critica da parte dei due consiglieri anche sulla «discutibile espressione “Raccolta differenziata a tariffa puntuale - fase di non tolleranza”» con cui il Comune ha annunciato, sempre sui social, la partenza del processo. «Ai cittadini che avevano esposto davanti al proprio ingresso, sia il mastello con coperchio giallo sia un sacco di secco residuo – riportano - è stato ritirato esclusivamente il contenuto del mastello. I sacchi aggiuntivi non sono stati raccolti e su di essi è stato apposto un bollino rosso con la dicitura “rifiuto non conforme”».
Una situazione che rischia già di ritorcersi contro l’obiettivo di mantenere puliti Staranzano e il territorio in generale. «Se una parte dei cittadini, per risolvere il problema dell’eccesso di rifiuto secco residuo, dovesse portarli in altri comuni (auspichiamo che non venga abbandonato) non avremmo migliorato il problema, ma lo avremmo semplicemente trasferito altrove» osservano Fragiacomo e Pellizzon, sostenendo infine che «l’ulteriore irrigidimento nei confronti dei cittadini nella modalità di raccolta dei rifiuti non era necessario, alla luce degli ottimi risultati già raggiunti dalla nostra comunità in termini di percentuale di raccolta differenziata».
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