DOPO L'ALLARME DI GOLETTA VERDE
Inquinamento alle Mucille, Di Bert: «Basta silenzi» e interroga su scarichi dell'A4 e rischio idrogeologico
Il capogruppo di Ronchi Nuova Era richiama anche la riqualificazione di Via delle Fornaci Nel mirino i dati preoccupanti di Legambiente sui metalli pesanti nei laghetti e lo sblocco dei 50 mila euro per l'Università di Trieste.
Il tema dell’area delle Mucille torna al centro del dibattito politico a Ronchi dei Legionari con una nuova interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere comunale Massimo Di Bert, capogruppo di Ronchi Nuova Era - Vermegliano Domani. Al centro del documento depositato il 27 giugno 2026 ci sono lo stato degli scarichi meteorici provenienti dalla sede autostradale A4, il possibile inquinamento delle acque superficiali e le condizioni idrogeologiche dei laghetti, con una richiesta di chiarimenti all’amministrazione comunale sugli impegni assunti nei mesi scorsi. «Come capogruppo di Ronchi Nuova Era - Vermegliano Domani ho depositato un'interrogazione a risposta scritta. Dopo interrogazione di febbraio, a marzo il sindaco aveva promesso di girare il problema ad AUSIR e Irisacqua. Tre mesi e mezzo dopo: silenzio», afferma Di Bert, che con il nuovo atto chiede al primo cittadino e alla giunta di fare chiarezza sulle iniziative intraprese e sugli eventuali riscontri ricevuti dagli enti coinvolti.
La vicenda nasce da una precedente interrogazione presentata il 5 febbraio 2026, nella quale tra le questioni sollevate figurava anche il coordinamento tra i lavori di riqualificazione di Via delle Fornaci e la problematica degli scarichi meteorici di dilavamento della sede autostradale A4 verso l’area delle Mucille. In quell’occasione veniva chiesto di chiarire se fossero stati previsti interventi per evitare futuri scavi invasivi sulla strada appena rifatta. Nella risposta protocollata del 9 marzo 2026, il sindaco aveva precisato che gli scarichi in questione sono classificati come “acque meteoriche di dilavamento”, la cui gestione compete agli enti del Servizio Idrico Integrato, dichiarando inoltre che «l'Amministrazione provvederà ad inoltrare il quesito agli enti competenti, in particolare AUSIR e Irisacqua S.r.l., per eventuali ulteriori valutazioni».
Secondo il consigliere di minoranza, però, a distanza di oltre tre mesi non sarebbe arrivata alcuna comunicazione sull’effettivo inoltro del quesito né sugli eventuali risultati dell’interlocuzione con gli enti interessati. «Con il documento depositato si chiede formalmente al primo cittadino di rendere pubblici gli esiti dei solleciti promessi a marzo verso AUSIR e Irisacqua», spiega Di Bert. L’interrogazione prende inoltre spunto dalla serata pubblica organizzata il 26 giugno 2026 all’Auditorium Comunale in occasione della 21esima edizione della campagna nazionale “Goletta dei Laghi” di Legambiente. Durante l’incontro sono stati presentati i risultati del monitoraggio ambientale sui sedimenti lacustri delle Mucille, dai quali sarebbero emersi valori di idrocarburi pari a 900 milligrammi per chilogrammo di sostanza secca, definiti «molto elevati», oltre a concentrazioni anomale e fuori norma di cadmio pari a 9,6 milligrammi per chilogrammo di sostanza secca, antimonio pari a 6,21 milligrammi per chilogrammo di sostanza secca e mercurio pari a 3,8 milligrammi per chilogrammo di sostanza secca.
Nel documento viene ricordato anche che già nel 2023 Legambiente aveva segnalato la necessità di uno studio approfondito sull’inquinamento del sito, commissionato all’Università di Trieste attraverso un finanziamento regionale da 50mila euro. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, tale approfondimento sarebbe rimasto sospeso senza che siano state rese pubbliche conclusioni. Durante la serata del 26 giugno, alla quale era presente lo stesso consigliere, alcuni residenti avrebbero inoltre segnalato la presenza di visibili macchie oleose sulla superficie dei laghetti. Un elemento che, secondo Di Bert, renderebbe necessario verificare non solo la situazione dei fondali, ma anche l’eventuale presenza di un inquinamento in corso delle acque superficiali.
«Le testimonianze dei residenti sulla presenza di macchie oleose rendono plausibile un inquinamento in atto delle acque superficiali, ulteriore rispetto a quello già certificato nei fondali», viene evidenziato nell’interrogazione, nella quale si richiama anche un altro elemento emerso durante l’incontro pubblico: la differenza di quota tra i diversi specchi d’acqua delle Mucille. In passato, secondo quanto riportato nel documento, i laghetti risultavano idraulicamente comunicanti e caratterizzati da un livello uniforme. L’attuale dislivello tra i bacini farebbe invece ipotizzare una possibile ostruzione dei canali di connessione idrografica, con un potenziale aggravamento del rischio idrogeologico.
L’interrogazione richiama anche i gravi eventi alluvionali del novembre 2025 che hanno colpito l’area isontina, in particolare Cormons e Romans d’Isonzo, sottolineando come il dissesto idrogeologico non possa essere considerato un’ipotesi astratta e come la compromissione dei sistemi naturali di deflusso e laminazione delle acque possa avere conseguenze rilevanti sulla sicurezza pubblica. «Si ritiene che sia finito il tempo del “Ponzio Pilato” e dello scaricabarile istituzionale. La sicurezza dei cittadini esige risposte concrete e trasparenti», afferma il consigliere, chiedendo un cambio di passo nella gestione della questione.
Tra le richieste rivolte all’amministrazione comunale vi è quindi quella di chiarire se il quesito sugli scarichi autostradali A4/Mucille sia stato effettivamente trasmesso ad AUSIR e Irisacqua, indicando il numero di protocollo della comunicazione, le risposte ricevute oppure, in caso contrario, le motivazioni del mancato seguito. Di Bert chiede inoltre che il Comune si attivi nei confronti della Regione Friuli Venezia Giulia per ottenere «l’immediato sblocco del finanziamento di 50mila euro per lo studio ambientale dell’Università di Trieste», così da arrivare alla conclusione dell’approfondimento sull’inquinamento dei laghetti.
L’interrogazione sollecita anche l’avvio urgente di campagne di monitoraggio straordinarie sulle acque superficiali, non limitate ai sedimenti, con il coinvolgimento dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, per verificare la presenza di idrocarburi e altri elementi inquinanti alla luce dei dati presentati da Legambiente. Infine, il consigliere domanda se sia stato valutato il rischio idrogeologico legato alla possibile ostruzione dei canali tra i laghetti e quali interventi concreti siano previsti per ripristinare la capacità di laminazione idrica dell’area. «La sicurezza dei cittadini esige risposte concrete e trasparenti», ribadisce Di Bert, chiedendo che l’amministrazione fornisca un riscontro scritto nei termini previsti dal regolamento comunale.
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