L’infanzia nella Sarajevo sotto assedio, Aida Kamber presenta a Gorizia il suo romanzo ‘Sejdia’

L’infanzia nella Sarajevo sotto assedio, Aida Kamber presenta a Gorizia il suo romanzo ‘Sejdia’

VENERDì 19 GIUGNO

L’infanzia nella Sarajevo sotto assedio, Aida Kamber presenta a Gorizia il suo romanzo ‘Sejdia’

Di REDAZIONE • Pubblicato il 18 Giu 2026
Copertina per L’infanzia nella Sarajevo sotto assedio, Aida Kamber presenta a Gorizia il suo romanzo ‘Sejdia’

L’appuntamento in Sala Dora Bassi alle ore 18. L’autrice dialogherà con Eleonora Ferrari. Saranno proiettate le immagini della mostra ‘#Sarajevo25’ del fotografo Flavio Snidero.

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Sarà la Sala Dora Bassi di Gorizia ad ospitare venerdì 19 giugno, alle ore 18, la presentazione di “Sejdia – L’identità perduta”, il toccante e quanto mai attuale romanzo autobiografico d’esordio della scrittrice e attivista Aida Kamber.

Promosso dall’associazione culturale “Le Ombre – Desto o son sogno?” in collaborazione con la Società Cooperativa Respira La Cultura, l’appuntamento torna a mettere al centro le ferite della capitale bosniaca durante la guerra nell’ex Jugoslavia degli anni Novanta. L’autrice dialogherà con Eleonora Ferrari, scrittrice e presidente dell’associazione “Le Ombre”, mentre l’attrice Marilisa Trevisan leggerà alcuni estratti del romanzo.

“Sejdia” è la storia di un’infanzia perduta, quella vissuta dall’autrice – nata nel 1981 – in una Sarajevo stretta nella morsa dell’assedio. Attraverso i suoi occhi di undicenne, Kamber ripercorre le tappe di quei lunghissimi quattro anni, raccontando in maniera diretta ed emozionante le sofferenze, le privazioni e l’angoscia di una quotidianità vissuta tra lo scoppio delle granate e il vibrare dei proiettili, cercando di aggrapparsi alle restanti briciole di normalità.

Nelle pagine del libro, la piccola Aida si trova a rischiare più volte la vita; a trascorrere notti di freddo, malattia e paura nell’attesa che cessino i bombardamenti; ad ammirare l’amore che spinge sua madre, ridotta allo stremo delle forze, a fare tutto il possibile per procurarle il necessario a sopravvivere, sognando il ritorno a quel che tutti i cittadini di Sarajevo temevano di non poter avere più: la pace e una vita normale.

La presentazione sarà accompagnata dalla proiezione delle immagini esposte nella mostra “#Sarajevo25” di Flavio Snidero. Con i suoi scatti, il fotografo monfalconese condivide con l’autrice la volontà di ricostruire, mantenendo i segni di una preziosa memoria storica e cercando di proiettarsi in un futuro migliore nel quale Sarajevo possa ridivenire quel punto d’incontro tra diverse culture che è stata in passato. L’evento, dunque, non vuole solo parlare del passato, ma soprattutto essere occasione per aprire uno spazio di dialogo, di comprensione e di nuove prospettive di pace e solidarietà, invitando i presenti a riflettere su quale presente e soprattutto su quale futuro l’umanità voglia costruire.  

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