In 300 sfilano a Gorizia per il cane Nina, «sia restituito agli affidatari»

In 300 sfilano a Gorizia per il cane Nina, «sia restituito agli affidatari»

LA STORIA

In 300 sfilano a Gorizia per il cane Nina, «sia restituito agli affidatari»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 07 Feb 2026
Copertina per In 300 sfilano a Gorizia per il cane Nina, «sia restituito agli affidatari»

La cagnolina, contesa in vicende giudiziarie che vedono due distinte indagini, è dal 29 gennaio nuovamente ai suoi detentori.

Condividi
Tempo di lettura

Hanno marciato in silenzio, sotto una leggera pioggia, percorrendo quasi interamente Corso Verdi e via Oberdan fino a giungere in Piazza Vittoria. Qui i quasi trecento manifestanti si sono ritrovati sotto lo sguardo di Sant’Ignazio per protestare contro la situazione che vede implicata la cagnolina Nina, da fine luglio sequestrata ai proprietari, già affidatari a seguito del sequestro del cane per presunti maltrattamenti da parte dei precedenti detentori, e ora ritornata ai primi proprietari.

Una vicenda che vede, poi, due indagini separate per i primi e per i secondi proprietari e che coinvolge anche una volontaria del canile di Gorizia. Insomma, una matassa difficile da sbrogliare: ma tra i vari cavilli all’Azzeccagarbugli in tanti hanno deciso di chiedere giustizia per l’animale e per la giovane coppia cittadina che l’aveva accolta amorevolmente.

Chiari gli slogan: «Chi maltratta gli animali non deve detenere animali», e, soprattutto, «salviamo Nina», un mantra ripetuto da vari cartelli portati a mano da numerose persone che si sono presentate assieme ai propri amici a quattro zampe. Un corteo silenzioso, come detto, così come richiesto dagli organizzatori.

Tra di essi Sheyla Canadzich, volontaria dell’associazione Amore Animale Odv – realtà che gestisce, assieme a La Cuccia Odv, il canile cittadino di Gorizia – che, distribuendo volantini, ci racconta di come «oltre 35 associazioni animaliste e per il benessere degli animali si sono ritrovate unite, un evento unico, per chiedere la restituzione di Nina ai legittimi proprietari». Le richieste sono chiare. «Vogliamo – prosegue Sheyla – che venga rispettata la legge e che vengano applicate le norme regionali che dicono che a chi è stato tolto un animale per maltrattamento non ne può tenere altri».

La necessità è quella che «il cane torni a chi l’ha accolta amorevolmente. Abbiamo le perizie dei veterinari che hanno visitato il cane, che era colpito da traumi fisici e psicologici, e che hanno constatato come i due ragazzi l’abbiano fatta realmente rinascere. Ricordo che con Nina erano stati sequestrati due Bulldog francesi altrettanto maltrattati di cui uno è poi morto».

Tra le fila, assieme a centinaia di comuni cittadini, anche il vicesindaco, Chiara Gatta, il deputato Walter Rizzetto e la consigliera Marilena Bernobich. In borghese e un po’ nascosto ma presente anche il questore, Luigi Di Ruscio.

Lo stesso Rizzetto si è fatto portavoce in Parlamento di due interrogazioni alla Camera dei deputati per chiedere chiarezza sul caso. Quanto a risposte, «bisognerà attendere qualche giorno e poi le renderò pubbliche», ribadisce. Nel frattempo, «mi domando come sia possibile che il cane non sia stato restituito ai due ragazzi, legittimi proprietari in quanto nel chip di Nina ci sono i loro nomi. Pensiamo che i precedenti detentori nemmeno avevano applicato il chip previsto per legge, che è il primo passo per chi vuole far riconoscere un animale come proprio. Che questa vicenda si protragga sulla pelle di un povero animale è tremendo».

La vicenda dal punto di vista legale è seguita dall’avvocato Alessandra Marchi che ha ricordato come «la detenzione a catena è un reato» e che «le foto che sono circolate sono tutte vere, non abbiamo usato né useremo l’intelligenza artificiale. È la situazione reale che si è presentata. Che il cane torni – così l’avvocato – non dipende da noi ma da chi l’ha consegnati e stiamo cercando di capire come sia potuto accadere tutto ciò».

Sgomento, rabbia, delusione. Sotto la pioggia tante le emozioni dei manifestanti che si sono espresse anche attraverso i commenti di alcune delle numerose associazioni animaliste e ambientaliste della zona andati in scena in coda alla manifestazione stessa. Va infine precisato che il cane, Nina per gli ultimi proprietari, Kendra per i primi, è stato restituito il 29 gennaio scorso.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.


Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione