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Imparare a comunicare attraverso le emozioni: a Monfalcone arriva ‘Emozioni: istruzioni per l’uso’
Giovedì primo ottobre un laboratorio esperienziale condotto dalla psicologa Maria Lanciano aprirà il nuovo ciclo di conferenze dell’Associazione Provinciale per la Salute Mentale OdV.
Anche quest’anno l’Associazione Provinciale per la Salute Mentale OdV organizza un ciclo di conferenze aperte alla cittadinanza, con l’obiettivo di sensibilizzare e accrescere le conoscenze della popolazione in materia di salute mentale. Le conferenze si svolgeranno presso la Biblioteca Comunale di Monfalcone. La prima conferenza avrà luogo giovedì primo ottobre, alle ore 17.30, e avrà come titolo “Emozioni: istruzioni per l’uso”. La relatrice sarà la psicologa e psicoterapeuta Maria Lanciano, che anticipa al nostro giornale i contenuti della conferenza con le seguenti parole.
«La comunicazione non è un concetto da studiare, ma un’azione concreta che si compie quotidianamente, anche grazie a una delle sue caratteristiche più significative» dichiara Lanciano. «Non si può non comunicare», come diceva Watzlawick in Pragmatica della comunicazione umana (1967). «Per questo abbiamo strutturato un evento in cui è impossibile restare a guardare. Sappiamo che esporsi può fare paura, ma il nostro sarà un laboratorio protetto, totalmente privo di giudizio. Mettersi in gioco significa avere la libertà di sbagliare e di scoprire, divertendosi, come superare i propri blocchi emotivi e i malintesi di ogni giorno» continua la professionista.
Il cuore dell’evento sarà l’applicazione intensiva del role playing, una tecnica che consentirà di avviare simulazioni pratiche di situazioni quotidiane e professionali, dando vita a una vera e propria palestra delle relazioni. Il role playing non è una semplice recita teatrale, ma un laboratorio protetto in cui la teoria svanisce per lasciare spazio all’esperienza diretta. Attraverso questa attività sarà possibile mettersi nei panni dell’altro, consentendosi di invertire i ruoli, per esempio facendo interpretare al capo il ruolo del dipendente o al venditore quello del cliente insoddisfatto, così da esplorare la prospettiva altrui.
Sarà inoltre possibile concedersi la libertà di sbagliare, come in una sorta di simulatore di volo, per testare reazioni, parole e linguaggi del corpo in una situazione realistica, ma totalmente priva di rischi reali. Se l’esperimento fallisce, si può semplicemente resettare e riprovare. Infine, il role playing permette di acquisire una consapevolezza immediata. Guardandosi agire e ricevendo il feedback degli altri, è possibile scoprire i propri automatismi comunicativi, i blocchi e i punti di forza che spesso non si è nemmeno consapevoli di possedere.
In breve, il role playing è il ponte tra il “sapere” e il “saper fare”: non ci spiega come dovremmo comunicare, ma ci fa sentire cosa si prova a farlo bene.”
«Il mio intervento vorrebbe essere un piccolo contributo per migliorare il benessere percepito, che molto spesso passa attraverso parole non dette o frasi dette male, che talvolta avremmo voluto non pronunciare. Imparare a comunicare con consapevolezza è il primo, fondamentale passo per vivere meglio con se stessi e con gli altri. È già in programma la prossima conferenza, prevista per il mese di novembre» spiega la dottoressa.
Maria Lanciano è psicologa e psicoterapeuta in formazione presso la SEF, Scuola Europea di Psicoterapia Funzionale. Ha conseguito un Master di II livello in Psicologia Giuridica e Neuropsicologia Forense presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e un Master in Neuropsicologia – Aspetti clinici, sperimentali e riabilitativi presso Spazio IRIS – Istituto di ricerca e intervento per la salute di Milano.
Attualmente mette a frutto le proprie competenze concentrandosi su due ambiti. Il primo riguarda le case circondariali, dove, attraverso il linguaggio filmico, offre ai detenuti l’opportunità di esprimersi e raccontarsi, realizzando cortometraggi. Il secondo comprende laboratori rivolti ad adulti sani, finalizzati a promuovere un invecchiamento attivo, e a pazienti psichiatrici e/o con demenze, in collaborazione con S.O.F.I.A. (Sostenere Ogni Famiglia in Autonomia), utilizzando anche in questo caso il linguaggio cinematografico.
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